GALLARATE – «Volevo chiedere scusa se non crediamo che la nostra scuola sia militarizzata. Volevo chiedere scusa se vogliamo essere una generazione migliore». Si conclude così la lettera di Gabriele Ferrario, rappresentante degli studenti all’Istituto Falcone di Gallarate, attraverso cui prende le distanze dalla manifestazione organizzata per sabato 18 gennaio davanti ai cancelli della scuola dal Gruppo Tanuki.
A difesa della scuola
Il presidio è organizzato dagli attivisti contro la “Settimana della Sicurezza” in corso questa settimana al Falcone con la presenza – tra gli altri – delle forze dell’ordine. La riprova ci sarà sabato mattina, quando si conteranno le effettive presenze alla manifestazione, ma gli studenti attraverso il loro rappresentante fanno capire che non hanno alcuna intenzione di partecipare. Ma non solo. Difendono la loro scuola da una descrizione in cui non si riconoscono e ribadiscono l’importanza dell’iniziativa messa in atto ormai da anni per aiutare i giovani a comprendere i rischi e a saperli gestire. Sono tantissimi, infatti, i temi affrontanti negli ultimi anni: dalla gestione delle chiamate d’emergenza al bullismo e le baby gang. Ma anche l’evasione fiscale, la sanificazione degli ambienti in ambito ristorativo, l’attenzione all’ambiente, il primo soccorso, la sicurezza sui luoghi di lavoro e molto altro ancora.
La lettera
Di seguito la lettera integrale firmata da Gabriele Ferrario:
Mi chiamo Gabriele, sono rappresentante dell’Istituto Falcone e volevo chiedere scusa a nome degli studenti.
Volevo chiedere scusa in quanto abbiamo un sogno.
Volevo chiedere scusa se studiamo, se vogliamo informarci, se siamo partecipi attivamente alla settimana della sicurezza.
Volevo chiedere scusa se qualche ragazzo ha partecipato al “International Day presso NRDC – ITA” così da conoscere persone, usi, costumi, tradizioni e l’enogastronomia di tutto il mondo.
Volevo chiedere scusa se dei ragazzi hanno seguito il corso per imparare ad utilizzare il defibrillatore così da poter intervenire in momenti di necessità.
Volevo chiedere scusa se pensiamo che la prevenzione dei rischi negli ambienti lavorativi sia necessaria per far diminuire le vittime.
Volevo chiedere scusa se non crediamo che la nostra scuola sia militarizzata.
Volevo chiedere scusa se vogliamo essere una generazione migliore.
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