Omicidio Ravasio, chieste perizie per Trifone e Benedito. Dito medio ai genitori

PARABIAGO – E’ iniziato oggi, lunedì 27 gennaio, il processo a carico di Adilma Pereira Carneiro, 49 anni, cittadina brasiliana accusata di aver pianificato l’omicidio del compagno Fabio Ravasio per incassarne l’eredità, morto lo scorso 9 agosto dopo essere stato investito, mentre era in bicicletta, a Parabiago da un’auto poi fuggita.

Gli imputati

Con Pereira Carneiro sono a processo davanti alla corte d’assise presieduta da Giuseppe Fazio, il figlio della donna Igor Benedito, che nella ricostruzione degli inquirenti era alla guida dell’auto con tanto di parrucca per non essere riconosciuto, Marcello Trifone, marito della 49enne che era sull’auto che investì Ravasio, Fabio Oliva, meccanico e presunto ultimo amante di Adilma, il barista Massimo Ferretti, Fabio Lavezzo, fidanzato della figlia della 49enne, Mirko Piazza, che secondo l’accusa fecero da palo al momento del finto incidente, e Mohamed Daibi, che si gettò a terra fingendo a sua volta un malore per bloccare il traffico e agevolare la fuga dell’auto (la Opel di Adilma con targa contraffatta, scopriranno poi gli inquirenti) dopo l’investimento.

Le parti civili

La corte ha accolto la costituzione di parte civile di Annamaria Trentarossi e Mario Ravasio, i genitori della vittima, assistiti dagli avvocati Barbara D’Ottavio e Francesco Arnone e dal professor Francesco Camilletti. Ammesso come parte civile nei confronti di tutti gli imputati anche Giuseppe Ravasio, cugino di Fabio.

La morte di Della Malva

Le difese hanno chiesto l’esclusione dei testi relativi alla morte di Michele Della Malva, secondo marito della “mantide” di Parabiago e padre di tre dei nove figli della donna, morto per avvelenamento da cocaina mentre si trovava con Adilma che ereditò una casa a Vieste dopo la scomparsa del consorte. Una morte considerata sospetta dalla procura di Busto Arsizio che ha già trasmesso gli atti a Milano per competenza territoriale. Le difese hanno chiesto l’esclusione dei testi «perché il decesso di Della Malva non è oggetto di questo processo».

Le perizie psichiatriche

Il pubblico ministero Ciro Caramore, che ha coordinato le indagini, ha chiesto una perizia psichiatrica, sulla capacità di intendere e di volere e soprattutto di stare in giudizio, per Marcello Trifone. «Molti hanno sollevato dubbi sulla capacità dell’imputato – ha detto il Pm – Non esiste però una documentazione medica relativa ad un eventuale deficit cognitivo. Una perizia psichiatrica sgombererà il campo da ogni dubbio». La difesa di Trifone si è associata chiedendo, inoltre, che un consulente di parte possa visitare Trifone in carcere per una valutazione preliminare. La corte ha accolto quest’ultima richiesta rinviando la decisione sulla perizia all’esito della consulenza.

Il dito medio ai genitori di Ravasio

La difesa ha chiesto una perizia psichiatrica anche per un altro imputato, Igor Benedito, ammonito dal presidente Giuseppe Fazio per aver alzato il dito medio all’indirizzo delle parti civili. Gesto notato anche dalla polizia giudiziaria, che potrebbe portare conseguenze penali per l’imputato, che si è poi scusato attraverso il proprio legale.

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