Rifiuti, Cassano cerca un nuovo gestore. Ma la causa con Sieco pesa sui tempi

CASSANO MAGNAGO – Raccolta rifiuti e igiene urbana: Il Comune di Cassano Magnago pensa a voltare pagina dopo la rottura con Sieco. L’obiettivo è individuare, attraverso una gara, una nuova società che gestisca il servizio. Ma soltanto «per due o tre anni», ha reso noto il responsabile dell’ufficio Urbanistica, Antonio Cellina, chiamato in Commissione Territorio – ieri sera, 6 febbraio – per relazionare sul «modello di gestione che l’ente vuole proporre per questo tipo di servizio». I tempi brevi dell’affidamento sono legati alla causa legale, in corso, avviata dopo l’estromissione del socio di maggioranza da Sieco. Lo ha precisato il consigliere delegato Mariangela Calì: «Non abbiamo ritenuto opportuno legarci con un bando troppo lungo».

La vicenda e le richieste

In aula è stato fatto il punto sul servizio di raccolta rifiuti dopo la rottura con Sieco. Tutto, come è noto, è iniziato quando i Comuni minori (Brunello, Cairate, Carnago, Caronno Varesino, Castelseprio, Gazzada Schianno e Lonate Ceppino) si sono riuniti nella meeting room dell’azienda per sollecitare l’amministrazione del sindaco Pietro Ottaviani a prendere una decisione sul futuro con (o senza) la società. Da lì si è aperta una querelle che si è trascinata per mesi, portando al divorzio tra il Comune di Cassano e Sieco. In attesa di individuare un nuovo gestore dei rifiuti, tutto è poi finito in mano agli avvocati. Situazione che ora si riflette sulle decisioni da prendere. È stata la minoranza, ieri sera, a incalzare. Così Tommaso Police (Pd): «Mi metto nei panni di un’azienda che deve offrire un servizio per solo due anni: è brevissimo. Si fa fatica a capire quale ritorno possa esserci e quali migliorie possano essere apportate al lavoro da svolgere». Ha aggiunto Stefania Passiu (Cassano Futura): «Se l’opposizione legale di Cassano dovesse essere accolta, ci ritroveremmo ancora con Sieco?».

Il contenzioso in corso

A fare chiarezza è stata Calì (Progetto Cassano 2032): «Per affrontare tutto il contenzioso ed eventuali provvedimenti a conclusione, si è optato per una scelta cuscinetto», ha detto. Ecco perché «abbiamo pensato a un bando provvisorio: se fosse stato più lungo, sarebbe stato anche più difficile procedere a una cessione in base a una sentenza o a un accordo di un certo tenore». Insomma, «tutto è stato fatto con coerenza». E ha aggiunto: «L’idea è di far fronte a tutti gli sviluppi, non abbiamo ritenuto opportuno legarci con un bando troppo lungo. Ma abbiamo valutato una soluzione che è sia breve che appetibile».
Poi, la precisazione del responsabile dell’ufficio Urbanistica: «Nel caso in cui tutto dovesse risolversi in favore di Cassano, si dovrà rifare la stessa procedura, con una delibera che dovrà passare in consiglio comunale. Non sarebbe un percorso immediato».

Le cifre

Nel frattempo, nel bilancio previsionale sono state già stanziate le cifre che riguardano il servizio di igiene urbano. Li ha resi noti l’assessore alla partita Luisa Savogin, a margine della seduta. Ci sono 2 milioni 900mila euro complessivi, di cui 2 milioni 300mila euro sono destinati alla gara che servirà a individuare il nuovo gestore. Poi, in generale: 1,5 milioni servono per lo smaltimento dei rifiuti, mentre 180mila euro vanno a Cms per la fatturazione della Tari. In più è prevista la spesa per una persona che deve occuparsi, in Comune, del controllo delle fatture e dei conti. Oltre a 25mila euro, sempre per Cms, legati alla distribuzione fatta per i bidoncini e i sacchi.

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