A Sumirago anziani in aumento e natalità in calo. Il nuovo accordo di programma

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SUMIRAGO – «È una buona cosa che i piani territoriali acquisiscano questo strumento. Il coinvolgimento degli enti del terzo settore permetterà alla pubblica amministrazione di tornare a fare ciò di cui è capace»: così nel consiglio comunale a Sumirago di ieri sera, giovedì 13 febbraio, l’assessore ai Servizi sociali ed educativi Mara Gorini, ha illustrato l’accordo di programma – poi approvato all’unanimità – per realizzare il Piano di Zona e l’importante novità dal punto di vista metodologico che ha portato.

La fotografia dei nuclei familiari

«Gli enti del terzo settore partecipano all’attuazione degli obiettivi mediante forme di coprogrammazione e coprogettazione. Insieme agli assistenti sociali sono stati coinvolti nella stesura del Piano di Zona intervenendo ciascuno secondo la sua specificità», ha spiegato Gorini mettendo in luce i cambiamenti e le policy del prossimo triennio, cioè le aree di intervento che interesseranno i tredici Comuni con Azzate come capofila. Tra i dati – «non ci stupiscono» – spiccano l’aumento degli anziani e la natalità in caduta, con una fotografia dei nuclei familiari che a Sumirago ne attesta 1500 con uno o al massimo due componenti; tutti gli altri casi ammontano a 1000. La prospettiva è quindi nel senso di «un potenziamento dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali per le persone anziane. Senza contare che ormai il bisogno ha sempre più spesso – per esempio nei casi di invalidità o povertà – una connotazione multidimensionale: una faccia composta da una serie di altre facce».

Servizi ampliati e tagliati su misura

Le direttive sono quelle del contrasto alla povertà e all’emarginazione sociale, un particolare per l’accesso al lavoro e le politiche abitative, che richiedono un maggiore lavoro di coprogrammazione. La linea è orientata anche verso la domiciliarità, cioé mantenere a casa le persone portatrici di un bisogno; è quindi necessario «un ampliamento dei servizi, soprattutto nel caso degli anziani, che siano quasi tagliati su misura». Quanto alle politiche giovanili, occorre prendere atto che «la povertà educativa è cresciuta e non esiste più la comunità come era conosciuta prima: bisogna quindi lavorare in rete e nel senso di intervenire sul territorio collaborando con gli oratori, agganciando dove si può i minori per prevenire e rimuovendo le condizioni – come il difficile accesso al lavoro – che non permettono di fare un primo passo verso la autonomia».

Tavoli tecnici e costi

Silvana Giamberini e Marilena Cunati, rispettivamente capogruppo e consigliere di Viviamo Sumirago hanno chiesto ulteriori informazioni, soprattutto riguardo a chi abbia partecipato ai tavoli tecnici, «visto che siamo senza assistente sociale da luglio 2024», e l’entità delle spese dei Comuni nei confronti di Azzate, per l’utilizzo del loro sistema informatico e della cancelleria. «Il nostro Comune ha partecipato, in deroga, con i responsabili dei rispettivi settori – ha così risposto Gorini – senza poi contare l’assemblea dei sindaci. La partecipazione c’è sempre stata e ha potuto godere di un accompagnamento molto puntuale. Quanto ai costi fissi del Comune capofila, è previsto che tutti gli altri contribuiscano; l’anno scorso la somma ammontava – con beneficio d’inventario – a circa 14mila euro. Bisogna tenere contro che arriva un supporto anche da fondi regionali e nazionali».
Le somme arrivate a Sumirago sono state invece di circa 12mila euro lo scorso anno e 14mila quello prima, tenendo però conto che le risorse irrogate dal fondo nazionale «vengono destinate in modo molto preciso e dipendono dai bisogni presenti, ad esempio dal numero di abitanti, o se per esempio ci sono dei minori in comunità. La gestione diretta di certi servizi è fuori norma e fuori logica, perciò è meglio mettersi insieme con lo sguardo a un lavoro d’equipe».

Non una chiamata alle armi ma enti già sul territorio

Richieste di delucidazioni anche da Stefano Romano nell’ottica di un maggiore coinvolgimento anche delle opposizioni per il piano di zona, «dal momento che la scadenza per l’accordo di programma è al 2027, ben oltre la fine del mandato di questa amministrazione». Gorini ha risposto al capogruppo di Meloni – Noi per Sumirago in merito al coinvolgimento degli enti del terzo settore: «Non si tratta di una chiamata alle armi, si parla di enti che hanno già lavorato sul territorio. Per chi ha voluto rimanere al tavolo si è coprogettato e c’è una parte di cofinanziamento da mettere. Avendo l’obbligo di investire nelle attività sono anche rimasti per interventi che avessero senso per i luoghi su cui stavano già lavorando. In questo caso si profila una cogestione, con il rischio imprenditoriale che resta sull’ente: un cambio di paradigma non semplice, ma per il nostro asilo nido è così. È l’unica possibilità, non ci sono risorse per fare tutto quello che ci piace».

Entra in consiglio Stefano Tettamanti

Il consiglio si è anche aperto con la surroga, in Cittadini per Sumirago, di Chiara Pistoletti, e l’ingresso al suo posto di Stefano Tettamanti, che si è così rivolto al resto dell’assemblea: «Ringrazio per gli auguri di buon lavoro, spero che si potrà collaborare in modo proficuo. Un saluto al mio gruppo: l’auspicio è di portare avanti impegno e servizio a tutta la cittadinanza come degno rappresentante».

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