Samarate, il sindaco: «Io incompatibile? Ho sempre rispettato la legge»

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Alessandro Ferrazzi

SAMARATE – «In questi mesi ho lavorato nel completo rispetto della legge». Una condotta che, quindi, «non danneggia l’immagine e la credibilità della funzione da sindaco». Ne è convinto Alessandro Ferrazzi. Così il primo cittadino di Samarate vuole mettere un punto al caso sollevato da Fratelli d’Italia. Ferrazzi, come riportato nell’interrogazione presentata da FdI, risulta ancora coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione di un cantiere in città. Tema che ha spinto l’opposizione – ma anche la maggioranza – a chiedere spiegazioni. Che sono arrivate ieri, 27 febbraio, in consiglio comunale.

Il caso

Il caso del cantiere di via Volta si riferisce a «una precedente pratica iniziata prima del mio incarico pubblico: nulla è stato nascosto in merito», ha detto Ferrazzi. Un incarico «assunto nel 2022, con diversi ruoli, di cui ho mantenuto successivamente solo quello di Cse». Questo perché «non ho ritenuto, del tutto in buona fede, che costituisse un problema». Il lavoro svolto da questa figura professionale, infatti, «non comporta alcun contatto con gli uffici comunali».
Il sindaco ha precisato anche che «avevo un incarico analogo per un altro cantiere, per il quale è già stato individuato un sostituto». Garantendo poi che «la stessa azione verrà effettuata rispetto al cantiere in questione, in modo che non risulto più Cse per i lavori da eseguirsi prossimamente». Inoltre, se è più semplice – come ha detto il sindaco – individuare sostituti per la progettazione e la direzione dei lavori («Che implicano responsabilità col Comune»), differente è trovare esperti della sicurezza. Fino a precisare in che modo ha gestito tutti gli altri incarichi che aveva in corso quando è stato eletto. Con le relative tempistiche. Insomma: «Un lavoro professionale non può essere chiuso con un taglio netto».

«Non danneggia l’immagine del sindaco»

Ferrazzi, quindi, non ha dubbi: «In questi mesi ho lavorato nel completo rispetto della legge, profondendo ogni sforzo per interrompere le mie attività professionali nel Comune di Samarate». E ancora: «Ho provato a essere quanto più tempestivo possibile su tutti i fronti. L’attività di dismissione è piuttosto gravosa. E ovviamente non posso nascondere le difficoltà nel gestire tutto». E ha chiuso così: «Ritengo che la situazione relativa al cantiere non danneggi l’immagine e la credibilità della funzione da sindaco». Ma, anzi, «che sia stata una corretta gestione che debba essere riconosciuta vista anche la complessità del lavoro che svolgevo e – sempre nel rispetto della legge e di quanto mi è stato indicato di fare dal segretario comunale – tenuto conto della nota del consiglio nazionale degli architetti».

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