VARESE – «Giovanni Valcavi è stato tre volte in America: la prima fisicamente, poi in spirito e volontà, per avere aiutato l’edificazione di una chiesa in America latina, e infine con questo premio, promozione del valore culturale di Varese». Con queste parole Luigi Barion, presidente dell’associazione Varese per l’Italia affiancato dal segretario Silvano Sorbaro ha sancito oggi, lunedì 17 marzo, la consegna del riconoscimento a Paolo Bressan, direttore d’orchestra del Dallas Opera, uno dei più importanti teatri degli Stati Uniti.
La consegna della pergamena
Il prefetto Salvatore Pasquariello e la vicesindaco Ivana Perusin hanno firmato la pergamena, ricevuta per mano di Paola Bassani Valcavi dai genitori di Bressan: «Varese per l’Italia vuole così premiare persone che abitualmente non vengono premiate; abbiamo deciso in questo senso perché c’è un legame con l’attività a favore della cultura svolta da Valcavi». «Conosco Paolo da quando eravamo ragazzini, ci incontravamo a parlare nella piazzetta a Bobbiate», ha raccontato Perusin. Bressan, che dopo aver completato gli studi al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano ha lavorato in diverse città europee, ha inviato per l’occasione un videomessaggio in cui ha ripercorso la storia del teatro dell’opera di Dallas, struttura che alla sua nascita nel 1957 fu “battezzata” da un’esibizione di Maria Callas e in seguito da artisti come Placido Domingo, Montserrat Caballé e Franco Zeffirelli: «Grazie per avermi riportato il pensiero alla mia città natale, ho mosso i primi passi al liceo musicale di Varese».
Memoria e vanto di quanto è stato fatto
Pasquariello, richiamando le parole del presidente Carlo Azeglio Ciampi “i varesini sono stati i primi italiani” ha sottolineato l’importanza della data scelta per la cerimonia, che coincide con la giornata dell’unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera: «La memoria è sempre un dovere e oggi anche un onore. Memoria e vanto di quanto è stato fatto: la prima battaglia e l’uso del primo Tricolore. Qui è nata l’unità d’Italia». Il Salone Estense, che ha visto tra i presenti i vertici delle forze dell’ordine e le associazioni d’arma, l’assessore alla Cultura Enzo Laforgia, il senatore Andrea Pellicini, il consigliere regionale Giuseppe Licata nonché – tra gli esponenti politici locali – Romana Dell’Erba e Simone Longhini, e le associazioni Famiglia Bosina e Carosello Storico Tre Leoni, ha ospitato gli alunni delle scuole Morandi, Daverio e Mazzini che hanno recitato poesie e pensieri in tema e hanno cantato l’inno nazionale.
Il Risorgimento e la battaglia di Varese
I professori Andrea Candela e Roberto Ghiringhelli hanno offerto un quadro storico del Risorgimento, epoca che, nelle parole del primo, «ha incarnato i valori, e pilastri, della nostra democrazia. L’unità è stata un progetto dei giovani: è stata immaginata da loro, come dimostrano l’età di Giusepppe Mazzini quando ideò la Giovine Italia o l’età dei componenti della spedizione di Giuseppe Garibaldi. Lottarono per avere diritti, la libertà, una vera costituzione e l’indipendenza: gli ideali in cui credevano». Senza dimenticare l’importanza della battaglia di Varese avvenuta il 26 maggio 1859, «fu il primo scontro – così Ghiringhelli – tra due eserciti regolari, quello austro-ungarico e i Cacciatori delle Alpi: 4000 austriaci e 200 loro cavalleggeri si confrontarono con 2200 garibaldini. Una battaglia fondamentale per la storia sociale e militare perché fu la prima della seconda guerra d’indipendenza, guidata dal Tricolore simbolo dell’unità nazionale, e anche per la strategia mordi-e-fuggi utilizzata da Garibaldi, poi ricordata come modello».
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