SARONNO – Manca solo Ilaria Pagani. Proprio come quando l’ex sindaco annunciò le sue dimissioni. Augusto Airoldi si ri-candida. Non con una bensì con due liste. E alla presentazione della discesa in campo bis è assente solo l’ex assessore Pagani, ora candidata a sindaco dal Partito Democratico (lo stesso partito di Airoldi). Insomma, gran derby nel centrosinistra.
«Questa scelta è una pazzi? – si è chiesto Airoldi – No, è una scelta d’amore per la città di Saronno».
Un partito due candidati: si va a Canossa?
Ora Saronno ha in campo due candidati del Partito Democratico, poiché Airoldi è un tesserato dem, ma il partito ha deciso di puntare su Ilaria Pagani. La sensazione è che l’ex sindaco ci ha preso gusto a forzare la mano. Lui corre, tira dritto e dice “io ci sono”. Ora il cerino torna in mano ai dem saronnesi: continueranno spingere Ilaria Pagani confidando nel ballottaggio o faranno una riflessione con inversione a U per andare alla “Canossa civica” di Airoldi?
La proposta rifiutata
«Ho proposto a Ilaria Pagani di fare un ticket – ha svelato Airoldi – e le ho detto di sostenere la mia candidatura con il PD, che avrebbe fatto il mio vice sindaco e tra 5 anni sarebbe toccato a lei. Hanno rifiutato».
C’è anche Casali
Oggi, sabato 22 marzo, in via Micca, a sostenere la ricandidatura di Airoldi c’era (quasi) tutta la giunta. Ma non solo. Presenti gli ex assessori Laura Succi, Gabriele Musaró, Domenico D’Amato, Francesca Pozzoli e Franco Casali. Ma anche Roberto Barin, ex assessore della giunta Porro che sta lavorando alla costruzione di una seconda lista che guarda a sinistra. E poi: Edoardo Mazzucchelli, coordinatore politico della lista del sindaco; Andrea Picozzi, ex capogruppo; Pietro Insinnamo, membro del direttivo e presidente della Saronno Servizi.
Tanti sassolini e pochi… cuoricini
Sulla candidatura di Ilaria Pagani? «C’è un’amministrazione che intende continuare il lavoro fatto sulla base del programma votato dalla città. E gran parte di quella giunta dice oggi ai saronnesi di voler continuare lavorare. Poi ci sono altri (Pagani, il PD, i Gilli) che fanno scelte diverse. Siano loro a spiegare alla città perché fino a pochi giorni fa hanno sostenuto questa amministrazione e ora hanno fatto scelte diverse».
Sul PD. Airoldi non fa nomi e cognomi, ma parla di parti politiche che «hanno spaccato questa alleanza». E aggiunge: «Anzi mi piacerebbe sapere per quale motivo non è stato approvato il bilancio».
Non solo. Airoldi in tasca ha l’iscrizione al Partito Democratico. Cosa accadrà? Lascerà il PD? verrà espulso? Lui glissa, ma lascia intendere: «Le tessere di un partito hanno scadenza annuale». Insomma, Airoldi parla già da ex.
Siamo a metà cammino
«Quando mi sono candidato quasi cinque anni fa ho lavorato per costruire un programma decennale – ha detto Airoldi – siamo arrivati quasi a metà cammino e, nonostante l’amministrazione sia caduta prima della scadenza naturale abbiamo avviato e realizzato molti progetti. Non abbiamo fatto tutto e ora, con la mia squadra mi ricandido per proseguire il lavoro e completare un programma che i saronnesi hanno votato».
Stop and go
Tanto c’è da fare. «Non vogliamo interrompere i lavori pubblici avviati, anche quelli urgenti come asfaltature e rifacimento dei marciapiedi. E negli ultimi mesi la città ha rischiato di veder stoppare tutto. Non potevo, davanti all’incapacità di un consiglio di approvare il bilancio, non prendere la decisione dolorosa ma necessaria di dimettermi. Questo ha permesso al commissario di approvare il bilancio, senza cambiare una virgola, in tre giorni (il consiglio non è stato capace di farlo in tre mesi) e di mandare la città al voto tra qualche settimana».
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