Quante volte abbiamo sentito gli amministratori civici di Busto Arsizio lanciare idee, fino allo sbrodolamento, per promuovere la città: “Deve diventare più attrattiva”. Obiettivo imprescindibile sui versanti economico, produttivo, sociale, residenziale e, ultimo ma non ultimo, in senso culturale; settore, quello culturale, dove per ottenere attenzione basta alzare l’asticella delle proposte. Certo, sotto Natale il centro storico è stato preso d’assalto da decine di migliaia di persone incuriosite dalle luminarie e da alcune iniziative, diciamo così, ludiche. Il programma degli eventi per l’estate è ricco e giustamente accattivante, ma gli street food e le feste della birra sono la soluzione? L’interesse e, quindi, l’autorevolezza culturale di una città si misura con altri parametri, con altri contenuti. In effetti, in questi ultimi mesi, negli ultimi anni, Busto Arsizio ha fatto la differenza. Sabato 29, per esempio, inizia il Baff, 23esima edizione del festival cinematografico che si apre con un maestro: David Cronenberg, regista canadese al quale, non a caso, il Venerdì di Repubblica ha dedicato la copertina dell’ultimo numero (foto in alto).
Cronenberg non è popolare, il suo cinema è divisivo, difficile, geniale, esistenzialista, spiazzante. Rimane però l’opera di un grande della settima arte. Che abbia scelto il Baff e Busto Arsizio per l’anteprima italiana del suo The Shrouds (sudari) ci sembra un fatto di estremo rilievo. Quest’anno, tra l’altro, la kermesse cinematografica, dopo un periodo in tono minore, ritrova sostanza e visibilità nazionale, come ai tempi di ospiti del calibro di Michelangelo Antonioni (non dimentichiamo che a lui è dedicato l’Icma, l’istituto cinematografico) o di Francis Ford Coppola, per citarne soltanto due. Durante la prossima settimana, dopo Cronenberg, tra gli altri arriveranno al Baff Giuseppe Tornatore e Nanni Moretti, non proprio due sconosciuti. Cosa si vuole di più per una città che non offre particolari bellezze paesaggistiche né inestimabili occasioni artistiche per essere al centro dell’attenzione turistica e, appunto, culturale durante l’intero anno?
Dicevamo, alzare l’asticella. Vogliamo parlare di BA Classica, manifestazione musicale che propone ad ogni edizione esecutori di prima grandezza ed ha come ospite fisso Ramin Bahrami, uno dei più grandi pianisti del momento. Ancora, tra le diverse iniziative di livello (sono tante) non vanno dimenticate le installazioni di Michelangelo Pistoletto, artista di fama internazionale interprete della cosiddetta arte povera, che richiama appassionati, estimatori e non solo.
A tutto ciò concorre l’impegno dei privati (Baff), di alcuni sponsor e dell’amministrazione comunale che, a volte con fatica in senso lato, sostiene la serie di progetti che contribuiscono appunto a rendere più attrattiva la città. Non sempre ben disposta, la città, ad accogliere idee e interventi che, se compresi e interpretati nella loro sostanza, rappresenterebbero una spinta decisiva per cancellare finalmente la patina di provincialismo che ancora, in troppe occasioni, avvolge Busto Arsizio. E, con essa, una provincia di Varese piantata sui campanili, incapace di fare rete per alzare sempre di più, ma tutti assieme, l’asticella delle iniziative culturali.
M24 TV – Gabriele Tosi lancia il Baff: «A Busto arrivano i grandi del cinema»
