BUSTO ARSIZIO – «Vedo i sorrisi: allora non ho tradito la vostra fiducia». Sono state queste le parole di Maurizio Nichetti per il pubblico del Fratello Sole dopo aver visto ieri, mercoledì 2 aprile, le reazioni al termine della proiezione di “Amichemai”, suo ultimo film con protagoniste Serra Ylmaz e Angela Finocchiaro. La serata ha visto il suo ritorno a Busto dopo l’edizione autunnale del Baff, festival che – ha ricordato Rocco Moccagatta, conduttore dell’evento alla sala di via Massimo d’Azeglio – vuole mostrare i primi passi nel mondo del cinema: in questo caso il regista milanese è stato nuovamente esordiente, con il suo primo film a distanza di venticinque anni.
Un road movie e il mondo delle badanti
«È stato da esordiente anche per il budget – ha raccontato Nichetti – il film meno caro che potesse venirmi in mente era un road movie con due amiche in giro per l’Europa. E io e Angela (Finocchiaro) avevamo in mano la sceneggiatura dal 2018, ma non potevamo immaginare che sarebbe arrivata una pandemia. Siamo partiti da un ambito che conosciamo: essendo diversamente giovani abbiamo familiarità con il mondo delle badanti per i problemi di genitori o suoceri. Abbiamo allora cercato di demolire pregiudizi e luoghi comuni mostrando come, se due persone affrontano insieme un viaggio lungo millecinquecento chilometri, possano diventare più amiche. Consiglierei di sperimentare la stessa cosa a tanti politici, che ora sembrano invece più impegnati a riprendersi nei selfie».

«Non ho inventato niente»
“Liberamente ispirato a tante storie vere”, riporta il film: «Non ho inventato niente», ha assicurato «il mimo più loquace del mondo». Per esempio nel caso della comunicazione: «Viviamo un’epoca di angoscia collettiva in cui su ogni canale ci stanno facendo vedere le peggiori cose del mondo – guerre, catastrofi naturali e malattie – poi voltiamo pagina e parlano di come si è vestito Achille Lauro all’ultimo Sanremo. O della festa della salsiccia autoctona o dell’anguria intagliata, che sono poi quelle dove la autorità vanno a farsi vedere perché portano voti». Uno specchio dei tempi è anche la trasmissione “Ballando con le stelle”: «Una volta a ballare in televisione era Don Lurio e nessuno diceva “voglio ballare come lui”. Ora però se non sai ballare ma sei molto ironico e accetti che ti dicano che sei un cretino, accetti la presa in giro, magari vinci anche. Io non voglio farmi dare del cretino, né essere un giurato che dà del cretino a qualcuno».
Film “nichettiani”
«Ho avuto in mano questa sceneggiatura per cinque anni. I produttori dicevano: “sì, facciamo un film insieme. Ok, però non fare uno dei tuoi film”. Allora magari toglievo qualcosa che mi sembrava più strano e andavo da un altro, che mi diceva: “Però non fare una commedia”. Insomma, non volevano un film “nichettiano”. Arrivo da quelli della Paco, sono contenti prima ancora di aver letto tutta la sceneggiatura. E poi: “Siamo felici di fare un film con te, però è un po’ poco nichettiana”. Io ne avevo un cassetto pieno, di cose per cui mi ero autocensurato». Droni sì, ma con moderazione: «Se un regista continua a filmare con i droni e finisce con i droni per vuol dire che non ha idee. Già dopo due ore così vai a dormire, perché sei indronato». Ma il problema è che non c’è più rispetto per la figura del regista: «Non è possibile: ora gli smartphone sono connessi alle telecamere che fanno vedere tutto ciò che viene fatto in scena. Così ciascuno si fa in mente un’idea diversa di come va fatta una ripresa».

Fuori dall’establishment
«È stato un film da esordiente vero, ma almeno è stata una cosa che ho voluto io, volevo vedere come sarebbe venuta». E da esordiente è stato anche il budget: «Oggi è un bel rischio se fai un film povero. All’epoca “Ratataplan” fu realizzato con circa 50mila euro ma tre anni fa l’ho fatto vedere al festival di Pune, in India, e ridevano. Non è invecchiato tanto perché già allora era “vecchio”, fuori moda». Al Baff sarà proiettato anche “Il Bi e il Ba” con Nino Frassica, che sabato 5 sarà ospite del festival: «Un film fuori dall’establishment che ci siamo divertiti a fare, con protagonista un comico di parole che destruttura il linguaggio: un fuoco di battute. A Milano c’è stato a lungo un locale, “Il Bi e il Bar” che lo proiettava al sabato sera. E oggi incrocio ai festival certi grandi critici – non faccio nomi – che mi dicono: “È il tuo film più bello”». E questa sera, 3 aprile, è la volta di Giuseppe Tornatore: sarà alle 20.30 al Lux di Sacconago per presentare il suo film “Il camorrista”.
Giovanardi e Donà in concerto sul palco del Baff per il film sui Carnival of Fools
