Sartori saluta la Uyba e fa pace con Busto: “Non è un addio, ma un arrivederci”

BUSTO ARSIZIO – Il saluto di Benedetta Sartori. La sua ultima partita in biancorosso è in effetti passata quasi in sordina: un po’ perché l’addio al volley giocato della capitana Giuditta Lualdi ha inevitabilmente catalizzato l’attenzione generale, un po’ perché a conti fatti è stata proprio Benny (con un anno ancora di contratto) a scegliere di lasciare Busto per Milano.

“Non tutti capirete e non tutti sarete d’accordo con la mia scelta, ma so che la rispetterete”

Una scelta – intendiamoci – legittima che, pur suscitando un velo di amarezza e dispiacere nell’ambiente (i bustocchi, si sa, sono fatti così: amano talmente la loro città da non contemplare che qualcuno possa solo pensare di lasciarla…), non può certo far dimenticare quanto fatto da Sartori – come giocatrice, come persona e come esempio – in queste ultime due stagioni in biancorosso.

“I pensieri vanno accolti, ascoltati e non repressi. I miei pensieri viaggiavano… e io ho deciso di assecondarli. Amo alzare ogni giorno la mia asticella e amo prendermi delle responsabilità”

Benedetta, una ragazza davvero perbene, sensibile e intelligente, con valori importanti e un senso di impegno e una professionalità non comuni, ha voluto salutare a modo suo l’universo Uyba, congedandosi con un post ”non facile”, espressione di una ragazza determinata e raffinata come la mamma (una donna davvero signorile e di classe), ma non certo espansiva come il papà, sempre fiero e orgoglioso della sua gemma.

“Chi mi segue da anni e chi mi conosce un po’ di più sa cosa significhi per me trovarmi qui ora, a scrivere queste parole

Ed è proprio per questo motivo che le parole di Benedetta – dietro la cui corazza in campo, si cela in realtà la normale fragilità di una ragazza di 23 anni vissuta tra scuola, famiglia e pallavolo  – acquisiscono un significato importante, andando a chiudere (almeno per il momento) quella che è stata – e così deve essere ricordata – una splendida favola Made in Uyba, immortalata dalla bella foto in apertura del buon Gabri Alemani: una foto talmente espressiva che sembra quasi dire: “Scusate, posso dire una cosa? Posso dirvi la mia?

Il post di Benedetta

“Avete presente quel momento, nel letto prima di addormentarvi, in cui la mente si riempie di mille pensieri su tante cose? E vi immaginate diverse situazioni?
Ecco, questo istante l’ho sempre immaginato e non avrei mai pensato che sarebbe arrivato, tanto meno adesso. Ho già gli occhi pieni: pieni di ricordi, di emozioni e di lacrime.
Non è facile, fidatevi.

Ho iniziato a sognare quando avevo 16 anni, sin dal primo giorno in cui sono entrata in questo meraviglioso palazzetto; ho sognato tanto. Ho sempre desiderato, un giorno, trovarmi ad indossare questa maglia e scrivere anche io un piccolo pezzo di storia per questa immensa squadra.
Quel sogno si è avverato: ho indossato questa maglia per due stagioni e ho sempre cercato di onorarla e rispettarla nel modo che ritenessi più giusto, per me e per tutti voi. Con voi ho realizzato il mio secondo sogno, quello di giocare da titolare in Serie A. Ho dato tutto quello che avevo, in ogni partita e in ogni istante di queste stagioni. Non sempre ci sono riuscita, ma credetemi, ci ho sempre provato.

Ho avuto la fortuna di giocare in uno dei palazzetti più belli d’Italia, ma sapete qual è stata la cosa più bella?
La cosa più bella siete stati voi, cari tifosi: mi avete amata, supportata e spronata fin dal primo giorno in cui ho messo piede in questo palazzetto. Avete cantato, e io, forse non ve ne siete accorti, ho sempre cantato insieme a voi.

Chi mi segue da anni e chi mi conosce un po’ di più sa cosa significhi per me trovarmi qui ora, a scrivere queste parole e a salutare quella che considero veramente la mia seconda casa.
Però, i pensieri vanno accolti, ascoltati e non repressi. I miei pensieri viaggiavano, desideravano prendere un’altra strada e, soprattutto, rischiare; e io ho deciso di assecondarli.
Amo scoprire, amo alzare ogni giorno la mia asticella e amo prendermi delle responsabilità.
Oggi ho deciso questo: non tutti capirete e non tutti sarete d’accordo con la mia scelta, ma so che la rispetterete.

Ora mi manca solo di dirvi una cosa, grazie.
Lo dico a tutti, senza togliere nessuno.
Sono arrivata qui che ero una bambina e me ne vado che sono una donna, e voi tutti che state leggendo questo, avete contribuito a questa crescita.
Senza di voi non avrei mai potuto fare tutto questo.
il grazie più grande però, concedetemelo, va alla società, alle mie compagne di squadra e allo staff che hanno viaggiato e sognato con me in questi due anni INDIMENTICABILI.

Non è un addio, ma un arrivederci
La vostra gemma preziosa👸🏻❤️🦋🤍

Cause this is not the end…
…You’re stuck on me like a tattoo

Uyba, le pagelle: tutti in piedi per le farfalle. Piva tre metri sopra il cielo

Uyba Benedetta Sartori – MALPENSA 24
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