BUSTO ARSIZIO – «Basta chiacchiere: perché non ci danno i parcheggi?». Angiolino Liguori, sindacalista del CSA, non ci gira intorno. La questione è calda ormai da mesi, ed è quella della sosta dei dipendenti comunali di Palazzo Gilardoni, rimasti senza un posteggio da quando dietro all’ex Borri sono iniziati i lavori per le palazzine di housing sociale finanziate dal PNRR. «Da mesi l’amministrazione mena il can per l’aia ma non trova una soluzione – sostiene Liguori, affiancato dai delegati RSU del CSA Egidia Labanca e Sara Pirri – ora circola l’ipotesi dell’area di via Venezia alla stazione centrale, che dista come minimo un quarto d’ora a piedi. Non si può accettare». Sono almeno 100-110 i posti auto che chiedono i rappresentanti sindacali dei dipendenti del Palazzo.
La questione
Il caso era stato anche oggetto di una infuocata assemblea del personale comunale ai Molini Marzoli, lo scorso novembre. Si era parlato di una soluzione imminente, 90 posti auto distribuiti nei vari posteggi di competenza di Agesp. Ora sono passati cinque mesi e l’unica risposta arrivata, e finora più volte prorogata, sono 45 “pass” per la sosta nelle aree Landriani, Culin e Ferrucci (stazione Nord). E all’orizzonte Liguori svela l’opzione di via Venezia, nel parcheggio per i pendolari all’ex scalo merci FS. «I dipendenti del Palazzo comunale sono gli unici senza il posteggio garantito – rimarca il sindacalista – sono figli di un dio minore? Ora arrivano notizie poco confortanti, su una soluzione alla stazione centrale che non si può accettare, dopo che da mesi ci dicono di non preoccuparci perché il problema è quasi risolto. Ma non è una questione di poco conto».
Promesse e avvertimenti
«So che qualche dirigente, e anche qualche politico, si chiede perché dovrebbero dare i posteggi ai dipendenti comunali, dato che non è previsto a livello contrattuale – tuona Liguori – ma a settant’anni non mi prendono più in giro né i politici né i dirigenti. Non è un favore che ci fanno, ma una questione di equità e di giustizia. Non diciamo che non debba avere i parcheggi chi ce li ha, ma per equità devono averli anche i dipendenti del Palazzo. E avvisiamo anche i cittadini, che faranno fatica a trovare un parcheggio libero». Il sindacalista del CSA ricorda «le promesse dell’amministrazione» sul tema, fatte «anche in delegazione trattante. Se vengono smentite di proroga in proroga non mi sembra serio». E rilancia: «Forse c’è qualcuno che vuole la guerra? L’assessore al personale evidentemente viene ascoltato poco. E non mi si dica che i posteggi sono dell’Agesp, che è controllata dal Comune. Se c’è la volontà di non creare disparità tra i dipendenti i parcheggi bisogna trovarli». Infine l’avvertimento: «Più siamo moderati e più non veniamo presi in considerazione – sottolinea Liguori, rivendicando la “primogenitura” del CSA sulla vicenda – a questo punto su qualche documento dove è richiesta la firma obbligatoria delle organizzazioni sindacali, ci rifletteremo cento volte prima di far firmare ai nostri delegati».
La posizione di ADL
Sul caso dei posteggi, alla vigilia delle elezioni delle rappresentanze sindacali (in programma dal 14 al 16 aprile), interviene anche Fausto Sartorato, per la sigla di base ADL: «Non ci saranno mai i posti auto per i dipendenti – attacca – basta buonismi, se non arriva una soluzione l’unica strada da percorrere è quella dello stato di agitazione». ADL prende di mira anche la questione delle posizioni organizzative: «L’assemblea aveva deciso, dopo una lunga mediazione, di stanziare 20mila euro del fondo incentivante per aumentare le indennità alle “P.O.” già esistenti, invece l’amministrazione comunale ha deciso di utilizzare quelle risorse per aumentare il numero delle posizioni organizzative. A questo punto sono di più e ricevono la stessa indennità. È una presa in giro».
Sosta dei dipendenti comunali, la soluzione: 90 posti auto nei parcheggi di Busto
