«Autosilo interrato da via Mazzini per un grande parco urbano fino al Conventino»

L'asse nord-sud dal Museo del Tessile all'area delle Nord secondo gli architetti Torresan e Ferrario

BUSTO ARSIZIO – «L’autosilo tra corso Europa e via Einaudi? Da evitare. Meglio un parcheggio interrato con accesso da via Mazzini». È la proposta degli architetti Paolo Torresan e Giovanni Ferrario, che intervengono nel dibattito sollevato dall’associazione PoliticaMente di Salvatore Loschiavo in seguito al controverso caso del posteggio sul prato della chiesa di San Rocco. «Permetterebbe di realizzare un grande parco da via Mazzini a corso Europa» e da lì esteso «fino al Conventino, con la pedonalizzazione di corso Europa fino a piazza Manzoni».

La proposta

Per gli architetti Torresan e Ferrario, una «valida alternativa» rispetto all’ipotesi del posteggio multipiano proposto dai loro colleghi Daniele Geltrudi e Andrea Pellegatta sul sedime dell’attuale park Venzaghi di Agesp, «è quella invece di pensare un parcheggio interrato con accesso da via Mazzini (eventualmente multipiano, sul modello dell’autosilo di piazza Repubblica a Varese) che, coprendo tutta la necessita di parcheggi per il centro, consenta la realizzazione di un grande Parco in superficie, da via Mazzini sino a piazza Venzaghi, dove in assenza di un fabbricato a chiusura della cortina di corso Europa, il Parco arriverebbe a intersecarsi con la zona pedonale, senza alcuna separazione (anche visiva) da essa». Idea che, in parallelo con «l’ulteriore pedonalizzazione del tratto viario da via Cavallotti a piazza Manzoni (con le modalità del progetto già eseguito su via Cavallotti) e l’estensione del nuovo Parco nell’area accanto al “Conventino”, area di grande valenza anche paesaggistica in quanto con asse visivo rivolto all’antico campanile di san Michele», consentirebbero, secondo Torresan e Ferrario, «una vera trasformazione di questa parte di centro storico», da decenni abbandonata.

Il contesto più ampio

Si tratterebbe di «uno sviluppo futuro legato non ad un’espansione urbanistica ma all’allargamento del centro storico e delle sue funzioni», per i due architetti bustocchi. Eppure il comparto dei parcheggi Einaudi, Lualdi e Venzaghi fa parte di «un asse nord-sud lungo il quale trovano posto funzioni strategiche e luoghi urbani di pregio ambientale, architettonico e storico», che va dall’ospedale all’area delle Nord, passando per lo Spazioteatro, il Museo del Tessile, le ville liberty, il Conventino, Villa Radetzky, Campus Reti e il teatro Sociale. «Un possibile asse di sviluppo della città, ortogonale all’asse est-ovest che tradizionalmente è stato interpretato come centro cittadino» e che per questo motivo andrebbe «pensato, almeno nella parte centrale, con soli percorsi pedonali». Oltre ad un’altra ipotesi suggestiva, quello di «un parco con una valenza quasi “archeologica”, ove ricostruire, con muretti bassi, i percorsi degli antichi tracciati dei vicoli», tra il Conventino di via Matteotti e la chiesa di San Michele. Ma anche la «possibilità di espansione del centro ad ovest del centro storico, oltre piazza Manzoni, lungo le vie Goito, Palestro, Confalonieri, Pellico», dove «risultano presenti ampie aree industriali (parte ancora in attività, parte dismesse, parte completamente demolite)».

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