Attacco hacker a database Atm, rubati migliaia di dati anagrafici

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MILANO – Migliaia di dati personali violati e una corsa ai ripari da parte di Atm, è l’esito di un potente attacco hacker a Mooney Servizi spa, la società che gestisce i dati personali dell’azienda di trasporti milanese. Secondo le prime verifiche da parte della società, gli hacker non sarebbero però riusciti ad arrivare alle coordinate bancarie degli abbonati o ai loro indirizzi di residenza, attingendo di fatto ai dati di contatto e a quelli anagrafici.

L’attacco a la risposta di Atm

Ad essere colpito è stato l’archivio di Atm sui sistemi di Wiit spa, che ospita di fatto tutti i dati delle aziende clienti di MyCicero e Money Servizi. I dati, ha diffuso con una nota Atm, sono stati copiati attraverso un sistema di archiviazione non autorizzato, su un clud esterno. Appena scoperto l’attacco, l’azienda ha attivato immediate ricerche dei danni e ha notificato l’accaduto all’Agenzia di Cybersicurezza Nazionale e al Garante della Privacy. Le altre aziende coinvolte hanno fatto lo stesso, mettendo in sicurezza tutti i loro dati per evitare successivi accessi.

L’esperto e i dati sugli attacchi informatici

“La velocità con cui vengono sviluppati nuovi attacchi è impressionante – ha detto a Malpensa24 Alessandro Ghizzardi, CTO di Softec S.p.A. – ciò che è sicuro oggi potrebbe non esserlo più domani. Per questo, è fondamentale un approccio proattivo alla sicurezza informatica, con controlli e aggiornamenti costanti”.

Il panorama della sicurezza informatica è sempre più preoccupante. Secondo l’ultimo report del Clusit, nel corso del primo semestre del 2024 si è assistito a un’escalation di 1.637 attacchi digitali a livello globale, con una media di 9 episodi al giorno, con un’impennata del 23% se confrontiamo il primo semestre di quest’anno con il secondo del 2023. In Italia, gli attacchi contro il settore sanitario hanno subito un’impennata dell’83% rispetto al primo semestre del 2023, mentre si registra un aumento del 63% degli incidenti che hanno preso di mira il settore governativo (di cui il 30% sono riconducibili ad azioni di hacktivism) nell’ultimo anno, fino al primo semestre del 2024.

DDoS e malware: le minacce più comuni

La tipologia di attacco più diffusa in Italia è appunto quella DDoS (Distributed Denial of Service), che rappresenta il 36% del totale. Si tratta di attacchi che mirano a bloccare i servizi online, causando disagi e danni economici.

“Se un turista sta organizzando un viaggio in Italia e i siti di prenotazione o dei trasporti non sono raggiungibili, è evidente il danno economico che ne deriva – ha commentato il CTO di Softec – ma il problema non riguarda solo le aziende private. Anche le istituzioni pubbliche, come quelle che gestiscono i trasporti o la previdenza sociale, sono nel mirino. E i recenti attacchi di hacker filorussi a siti governativi italiani lo dimostrano. Questi ultimi, oltre a causare disagi ai cittadini, minano la fiducia nelle istituzioni e nel sistema Paese“.

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