di Andrea Minchella
VISTO
OPERAZIONE VENDETTA, di James Hawes (The Amateur, Stati Uniti 2025, 124 min.).
Apprezzabile l’impegno. Anche se il cinema d’azione ultimamente sta sfornando parecchi prodotti in cui la vendetta è la struttura portante di vicende spesso simili tra loro e, a volte, estremamente prevedibili e poco coinvolgenti. “Operazione Vendetta” vuole aggiungere un elemento di novità, con un “simil-nerd” dello spionaggio che passa da dietro una scrivania per trasformarsi in uno spietato agente operativo che ingaggia una vera e propria guerra contro i probabili assassini di sua moglie.
L’incipit è interessante ma il filo narrativo del film non sempre riesce a tenere la tensione ad alti livelli. La bravura di Rami Malek, che interpreta il “mago” informatico Charles Heller, non riesce a sorreggere pienamente una pellicola che spesso si perde dietro alcuni (troppi) “cliché” del genere e rimanendo intrappolato fra le svariate “locations” in cui il regista decide di ambientare la sua storia. Il film è apprezzabile certamente per una struttura ben articolata e per effetti visivi all’altezza della trama. Il risultato artistico però è debole se rapportato agli intenti, apprezzabili, del regista e dello sceneggiatore. La scrittura, infatti, soffre di una omologazione eccessiva rispetto al ritmo del film e delle sequenze, ben girate, che compongono la parte centrale della pellicola. Il bravo regista James Hawes, che ha diretto alcuni episodi del leggendario “Black Mirror” sembra non osare più di tanto rimanendo in una sorta di “confort zone” che film del genere facilmente forniscono agli autori.
Se, dunque, da una parte troviamo il criptografo della CIA Heller che per vendicare la morte di sua moglie si trasforma, grazie ad una capacità intellettiva elevatissima, in uno spietato agente operativo in cerca, uno per uno, dei complici del terribile attentato che ha ucciso la moglie Sarah, a completare l’operazione di Charles c’è un preparatissimo agente, un implacabile Laurence Fishburne, che mette tutta la sua esperienza operativa a disposizione di un uomo lucido, preparato ma distrutto dal lutto. I due formano presto una coppia abbastanza credibile che compensano alcuni vuoti narrativi dovuti ad una velata confusione cronologica e geografica.
“Operazione Vendetta”, che vede Rami Malek in veste anche di produttore esecutivo, è un buon prodotto che però non apporta nulla di nuovo e che, probabilmente, verrà presto dimenticato. Il problema non è il genere ma la sintassi che viene utilizzata. Film come “The Equalizer”, “John Wick” o il leggendario “I Tre Giorni del Condor” si poggiano tutti sullo stesso tema della vendetta, con alcune differenze stilistiche e drammaturgiche, ma si basano spesso su una sceneggiatura ed una tridimensionalità dei protagonisti che rendono quelle pellicole, seppur catalogate come “d’azione”, indelebilmente impresse nelle menti degli spettatori.
L’immedesimazione è la prima caratteristica che film del genere propongono allo spettatore. Il successo è dovuto sì alla credibilità della storia, per quanto fantasiosa, ma anche, e soprattutto, alla possibilità di immedesimarci con il protagonista della trama. Il successo esponenziale di “The Equalizer” si fonda con un protagonista ineccepibile, un Denzel Washington da Oscar, una sceneggiatura cesellata fino all’ultima parola e la volontà di ogni spettatore di poter, un giorno, poter risolvere i propri problemi di “violenza gratuita e quotidiana” spesso subita con la fredda e lucida capacità dell’ex agente Cia Robert McCall. Ma James HAwes non è Antoine Fuqua. Almeno per ora.
***
REVENGE- VENDETTA, di Tony Scott (Revenge, Stati Uniti 1990, 124 min.).
Tony Scott, dopo “Top Gun”, “Beverly Hills Cop 2” e “Giorni di Tuono”, realizza forse il suo film più intimo. Prende la vendetta come sentimento istintivo e romantico e la incastona in una storia di passione, amicizia e potere. Kostner e Quinn riempiono in maniera sublime una serie di sequenze magistralmente costruite da un regista la cui fotografia è diventata linguaggio universale del cielo e dell’anima dei protagonisti delle sue storie.
Forse un po’ datato, ma certamente ancora capace di far emozionare intensamente lo spettatore che assiste ad una vendetta d’amore cieca e giusta per un torto subito violento e ingiustificato. Un vero “cult”.
