LEGNANO – «Mamma, che bella giornata! Mi compri un gelato?». «Eh, mi piacerebbe ma il bar è ancora chiuso…». Bimbi delusi, sportivi assetati e genitori che si chiedono perché si protrae la chiusura dell’unico chiosco all’interno del Parco Castello di Legnano (nella foto), polmone verde cittadino assai frequentato in questi giorni di primavera. Se lo chiede anche Fratelli d’Italia in un’articolata interrogazione alla giunta che sarà discussa nel consiglio comunale di martedì prossimo, 29 aprile.
Gestore in liquidazione da gennaio
Fdi ricorda che il Parco aperto nel 1976, dov’è possibile praticare diversi sport, passeggiare intorno al laghetto ricco di pesci e uccelli e dare da mangiare agli scoiattoli, è un «fondamentale luogo di aggregazione per famiglie, ragazzi, sportivi e amanti degli animali». Eppure, l’unico ristoro presente è quello delle fontanelle sparse qua e là: il bar, infatti, è chiuso dall’inizio di quest’anno e ancora non si ha notizia di una prossima riapertura. Tra l’altro, da alcuni mesi non esiste più neppure il chiosco dei vicini giardinetti di viale Gorizia, che è stato demolito.
La concessione della gestione del bar all’interno del Parco Castello è stata assegnata nel 2019 a seguito di regolare bando di gara e sarebbe dovuta durare 12 anni. La Camera di Commercio ha però comunicato che, a partire dallo scorso 9 gennaio, la società che aveva ottenuto la concessione è stata messa in liquidazione giudiziale, facendo decadere di fatto la concessione che aveva naturale scadenza il 10 aprile 2031.
«Perché un nuovo bando anziché scorrere la graduatoria?»
«L’improvvisa chiusura di questo bar – argomenta nella sua interrogazione il consigliere comunale di Fdi Stefano Carvelli – rappresenta un danno ingente per tutti i fruitori del parco, in quanto svolge un importante servizio pubblico che sta venendo a mancare proprio all’inizio della stagione calda, che da sempre è caratterizzata da una maggiore frequentazione del parco». Eppure, secondo il consigliere, la soluzione era a portata di mano: proprio al fine di garantire la continuità del servizio, «all’interno del disciplinare di gara, il Comune si era riservato la possibilità di scorrere la graduatoria in caso di fallimento, risoluzione del contratto e in ogni caso in cui si fosse reso necessario».
Tuttavia, come ricorda ancora Carvelli, «nel consiglio comunale del 27 febbraio, su risposta di una interrogazione sullo stesso tema, l’assessore alla partita ha espresso la volontà di andare verso un nuovo bando di assegnazione. Chiediamo alla giunta per quale motivo l’amministrazione comunale ha rinunciato allo scorrimento della graduatoria e a proseguire cosi il medesimo contratto con un operatore differente, senza rinunciare alla continuità di servizio e all’incasso della concessione, evitando inoltre alla stazione appaltante di dover ricorrere ad una nuova gara, con conseguente dispendio di tempo e di risorse. Chiediamo inoltre di specificare quali siano le tempistiche tecniche necessarie per esperire la nuova gara, per la concessione del servizio e l’obiettivo temporale che si pone l’amministrazione per far ripartire il servizio bar ad oggi interrotto».
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