Questi cardinali. E Valeria Marini

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Adesso che Valeria Marini e Nathaly Caldonazzo ci hanno fatto sapere via social (lo riporta il Corriere.it) che ai funerali di Papa Francesco c’erano anche loro, siamo più sereni. Una doppia notizia che oscura tutto il contesto di un avvenimento di portata mondiale, decisivo non solo per i cattolici. La figura di Bergoglio, portatore di pace e, nel nome di San Francesco, vicino agli ultimi della terra, va oltre il pur ampio perimetro della cristianità, tocca e scuote i laici e persino certi sepolcri imbiancati a capo di governi guerrafondai.

Non è un caso che sia in atto la corsa a dire “Io c’ero”. Come per le due soubrette, desiderose di apparire anche in una situazione di rilevante segno spirituale. Proprio per questo, al di là delle facezie che riguardano le due protagoniste dello show business nazionale, l’attenzione dei media rimane alta. Per certi aspetti addirittura esagerata, retorica, ridondante. E’ dall’annuncio della morte del Pontefice che le tv ci inondano di collegamenti, approfondimenti, confronti, biografie, interviste, previsioni, dibattiti e tutto quanto serve per sottolineare la portata dell’evento. Destinato a continuare dopo la solenne funzione funebre di sabato scorso, dopo i novendiali, dopo le congregazioni generali, fino al conclave e all’elezione del successore di Papa Bergoglio.

L’extra omnes è programmato per il 7 maggio, fra meno di una decina di giorni. Un periodo che sarà dominato dalla ricerca di chi, tra i cardinali ammessi alla Cappella Sistina, raccoglierà l’eredità di Francesco. Già, chi? Tanti i nomi di possibili papabili, forse troppi per identificare un candidato favorito rispetto ad altri. Progressisti, tradizionalisti e radicali cercano una figura di mediazione, tutt’altro che facile da identificare. I bergogliani, cioè i porporati nominati dal defunto Pontefice, sono in netta maggioranza, arrivano dalla “fine del mondo”, Sud America e Asia. Nel cuore e nella mente hanno le parole di Bergoglio, la sua volontà di riformare in senso più evangelico la Chiesa. Molti non si sono mai visti prima d’ora, nemmeno si conoscono.

Di fronte avranno gli italiani, tra i quali svettano tre nomi, Parolin, Zuppi e Pizzaballa, considerati moderati, e l’altrettanto folta pattuglia dei conservatori, che hanno sofferto la linea del ministero appena conclusosi. Insomma, una matassa difficile da dipanare. I giornalisti sono a caccia di certezze, che non arriveranno, sia per la delicatezza della questione, sia per la promessa di segretezza degli stessi cardinali pronunciata ancora prima di entrare nella Cappella Sistina. Con una annotazione di origine popolare che vale come serissimo monito: chi entra Papa in conclave ne esce cardinale. Questo per dire che, mai come questa volta, la “fumata bianca” potrebbe riservare sorprese.

Siamo però sicuri che fino a mercoledì 7 maggio ne sentiremo di ogni, impazzirà il Toto Papa, definizione irriverente rispetto alla sostanza della questione. Che chiama in causa il libero arbitrio degli uomini (dei cardinali) ma soprattutto il tocco divino dello Spirito Santo. Qui, anche per chi non crede, c’è poco da fare i fenomeni sui social. E non è solo una questione di rispetto.

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