OGGIONA CON SANTO STEFANO – Ora tocca ai cittadini prendere posizione. C’è la data per il referendum per decidere il futuro di Villa Colombo, da mesi al centro del dibattito – politico e non – di Oggiona con Santo Stefano riguardo la sua possibile vendita. L’appuntamento con le urne è per domenica 29 giugno (con il 6 luglio, la domenica successiva, come possibile alternativa). Per il sindaco Franco Ghiringhelli si tratta di un’occasione per precisare che «nulla è stato deciso a priori, come si sente dire, altrimenti non si andrebbe a votare». La pensa in maniera opposta il comitato nato in difesa dello storico immobile: «È stato individuato un momento dell’anno che non favorisce la partecipazione», il commento della portavoce Lidia Cattaneo.
Obiettivo quorum
Il primo cittadino ha annunciato la data del referendum. Con alcune precisazioni: «Sento continuamente parlare di svendita, che è assurdo perché il valore è stato fissato dall’Agenzia delle Entrate. Se è così davvero, perché non la compra chi sostiene che sarà svenduta?», è la provocazione. E ancora: «Non è mai stato deciso a tutto a priori, altrimenti non faremmo il referendum. Villa Colombo non è nemmeno stata inserita fra i beni alienabili». La garanzia è che il risultato della consultazione pubblica «verrà rispettato». L’obiettivo è raggiungere il quorum: «Altrimenti vorrà dire che la maggior parte della popolazione non è contraria alla vendita». E conclude con uno sfogo: «Se non facciamo il referendum, vengo etichettato come un dittatore. Se lo facciamo, li prendo in giro».
«Un’altra presa in giro»
Nel frattempo, il comitato “Villa Colombo non si vende” non arretra. «Serpeggia un grosso malcontento in paese», dice Cattaneo. «Noi restiamo contrari. Punto». E ancora: «Ci sono stati troppi silenzi su quella che sarebbe una svendita dell’ultima testimonianza della storia del paese. E se è stata convocata un’assemblea, il merito è nostro perché abbiamo raccolto le firme». Critiche anche sui tempi: «Non capiamo la fretta di muoversi, secondo noi si poteva solo rivedere il canone di affitto e adeguarlo. Che, oltretutto, scadrà nel 2027». Comunque, ora si dovrà passare anche dalle urne del referendum. Soluzione che mette tutti d’accordo? Più o meno: «Crediamo che la fine di giugno non favorisca la partecipazione», prosegue Cattaneo. Anzi, «è l’ennesima presa in giro. Già siamo stati intortati quando ci hanno detto che nulla era deciso e invece si andava avanti a ritmo accelerato, ora invece chiamano i cittadini a votare quando molti sono in vacanza».
Oggiona, Villa Colombo si vende. La Lega: «Folle. Presi in giro dal sindaco»
