Musica, cultura e condivisione: al Busto gli Zu aprono il festival Lingua Comune

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BUSTO ARSIZIO – Tre giorni di concerti, attività, laboratori e performance: a Busto Arsizio da venerdì 9 a domenica 11 maggio torna il festival con cui il Circolo Arci Gagarin celebra la “lingua comune” che costruisce ogni giorno attraverso musica, cultura indipendente e condivisione. L’onore di inaugurare gli eventi è affidato agli Zu, band che, sfidando i generi e confondendo i confini, ha saputo trasformare parti di metal, noise, prog, musica elettronica, ambient, industrial e musica contemporanea per rimodellarle in una forma unica.

Gli appuntamenti

«Prima che caldo e tempeste tropicali affollino le nostre giornate, e le iniziative del Circolo si trasferiscano giù nel cortile, facciamo festa con tre giorni di musica, attività, laboratori, performance e iniziative. Per questa quarta edizione di Lingua Comune Fest, a livello musicale, abbiamo fatto le cose in grande, coinvolgendo una band leggendaria come gli Zu per il venerdì, un’altra band incredibile dal Giappone – Kuunatic – e i Cybele da Mantova per il sabato e assoldando per la domenica una local army, così da celebrare la musica emergente locale.
Sulla parte off abbiamo l’ormai consolidata Atmos-Fiera con le realtà amiche del territorio, degli incontri dimostrativi di boxe popolare insieme alla Rete delle Palestre Insubri, la presentazione del romanzo “Hijra” di Saif ur Rehman Raja, un laboratorio di poesia visiva e la performance di danza sperimentale del gruppo Fondi Forme». Ecco il programma giorno per giorno:

Venerdì 9 maggio

  • La serata con gli Zu avrà inizio alle 21.30 (biglietti su Dice, porte aperte dalle 19.30). Sfidando i generi e confondendo i confini, la band ha sviluppato un linguaggio musicale unico seguendo il suo personale percorso. Nata ufficialmente a Ostia, sul mare di Roma, nel 1997, ha pubblicato più di quindici album e suonato migliaia di concerti in tutto il pianeta, guadagnando uno status di culto in tutto il mondo. Negli ultimi vent’anni, ha collaborato con una vasta gamma di artisti, da Mike Patton – sull’album “Carboniferous” – all’acclamato regista teatrale Romeo Castellucci e la sua Societas Raffaello Sanzio: Joe Lally (Fugazi), King Buzzo (The Melvins), David Tibet (Current 93 – con un album uscito nel 2018 come Zu93), FM Einheit (Einsturzende Neubauten), così come Damo Suzuki (Can), Mats Gustafsson, membri di The Ex, The Locust, Ruins (nuovo album in uscita nel 2025 come RuinsZu)

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Sabato 10 maggio

  • Un pianeta distrutto da un conflitto divino, un nuovo mondo nato dalle ceneri del precedente, a completamento di un ciclo eterno e mistico; vulcani magici, laghi curativi, dee, serpenti, un senso di apocalisse. Benvenuti a Kuurandia, l’universo immaginario creato dalla band giapponese di folk psichedelico Kuunatic, formata da Fumi Kikuchi, Shoko Yoshida e Yuko Araki. Tutte e tre suonano e cantano. Nel live che avrà inizio alle 21.30 (biglietti su Dice) la loro musica creerà un variegato panorama sonoro che viaggerà su frequenze tribali, sperimentale e rock, rafforzato da sonorità globali diverse e voci potenti. Attingendo alle differenti prospettive musicali e culturali delle componenti, la loro musica esplora ritmi di percussioni rituali con linee di basso pulsanti, suoni di tastiere atmosferiche e strumenti tradizionali giapponesi. Dopo un ep (“Kuurandia”) e un primo lp (“Gate of Klüna”), tornano con “Wheels of Ömon” (Glitterbeat Records, 2025) un disco complesso che fonde psichedelia, progressive, musica tradizionale, dark-jazz e folk.
    I Cybele sono un quartetto musicale nato a Mantova nel 2019, noto per la proposta sonora anticonvenzionale e sperimentale: è composto da Riccardo Bringhenti alla batteria, Davide Salzano al basso, Lorenzo Faglioni ai turntable e Nicola Bardini al sax baritono e soprano. Lo stile musicale è una fusione audace di diversi generi: drum’n’bass, punk, jazz, rock e musica elettronica. Questa combinazione crea una miscela esplosiva caratterizzata da atmosfere e dinamiche che spaziano dal dilatato al ritmato, con tratti nervosi, cupi e onirici. Il nome “Cybele” deriva dalla dea madre dell’Anatolia, riflettendo l’intento della band di creare qualcosa di mistico, atmosferico ma allo stesso tempo radicato nella terra e nei piedi di chi non potrà fare a meno di ballare.
  • Il coordinamento insubre delle palestre popolari (Gagarin, Dal Pozzo – Saronno, Angolo Rosso – Fini Mornasco, Volpe Rossa – Lonate Ceppino) ha organizzato una serata di boxe popolare durante Lingua Comune: alle 19 (porte aperte dalle 18.30) si terranno nel cortile incontri dimostrativi tra gli atleti delle diverse sale per far conoscere e promuovere questa realtà, rivolta a scardinare gli stereotipi attorno agli sport da combattimento proponendone una versione diversa, lontana da iper-competitività e manifestazioni machiste.
  • Troppo pakistano per gli italiani, troppo italiano per i pakistani: un apolide involontario, senza un paese che lo accolga e senza una famiglia che lo riconosca, perché Saif è omosessuale, o come dice il padre, un hijra, un mezzo uomo da virilizzare a forza di botte. Come si conquista il diritto a definirsi in autonomia quando tutto ciò che ti riguarda sono etichette di altri? Come si disegna l’identità all’interno di un universo oppositivo? Un ragazzo in bilico tra due culture, ostaggio di un doppio pregiudizio, determinato a decidere da sé sui propri desideri, sulla propria identità e sulla propria appartenenza.
    Saif ur Rehman Raja, che alle 19.30 parlerà del libro “Hijra” alla sala bar, è nato in Pakistan e si è trasferito a Belluno a undici anni, vivendo poi a Bologna. Si è laureato in Scienze pedagogiche, con una tesi dal titolo “Tradimento e gelosia nelle monogamie e non monogamie” che ha vinto il Premio Uaar. In passato ha collaborato con l’Università di Bologna in progetti di ricerca sulle famiglie pakistane residenti in Italia, e attualmente è dottorando all’Università di Siena in Apprendimento e innovazione in contesti sociali e di lavoro. I suoi ambiti di ricerca riguardano principalmente la multiculturalità e la Critical Race Theory, con un focus sulle dinamiche di potere e sulle pratiche di razzializzazione come strumento della classe dominante (europea principalmente) per mantenere lo status quo della bianchezza. Segnalato, con questo romanzo, al Premio Calvino 2022, e finalista con un suo testo al Premio Calvino 2023 Racconti.

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Domenica 11 maggio

  • All’Atmos-Fiera di Lingua Comune, in cortile dalle 16.30, ci saranno realtà associative, di volontariato o collettivi che condividono valori e ideali del Gagarin e presenteranno il loro progetto: per la maggior parte organizzazioni di attivismo politico o promozione sociale nel territorio della provincia di Varese, hanno pensato a delle attività interattive per coinvolgere e far conoscere ciò di cui si occupano.
  • Dalle 17 sarà in scena un’armata di tre band locali per proporre il meglio della musica emergente. C’è n’è per tutti i gusti: dal jazz allo shoegaze, dall’emo al garange punk.
    I Malafauna sono Andrea Panarotto (voce e basso), Fabio Moretto (batteria), Federico Corbetta (voce e chitarra) e Francesco Dossena (chitarra). Suonano insieme dal 2023 e da subito hanno cercato il proprio stile e la propria identità dando forma a pezzi inediti, cantati in italiano: influenze diverse ed esperienze precedenti hanno fornito la base su cui costruire il progetto ma è l’insieme di generi come l’alternative, l’emo e lo shoegaze che ha permesso alla band di trovare una direzione comune e una forma concreta, capace di amalgamarsi ed evolversi in un suono sempre più personale.
    Formati a Milano nel 2023, i Take Death nascono dall’incontro tra gli Hawaii Zombies e i Trenitrenitreni, due progetti della scena underground milanese. La formazione, composta da quattro musicisti che si scambiano gli strumenti a ogni set, unisce garage, power pop e punk ispirandosi a band come The Chats, Dune Rats, Libertines, Ramones e Ty Segall.
    Tre amici della provincia di Varese decidono di trovarsi per dare sfogo alla loro voglia di suonare musica improvvisata: ne è nato il progetto Howlyte, che parte da brani jazz tradizionali per poi sfociare in esperimenti più moderni, ricchi di arrangiamenti dinamici e influenze che arrivano fino alla fusion, al free jazz e al neo soul.
  • Alle 21 sarà il momento della performance finale di FondiForme, inserita in un percorso sperimentale che esplora la consapevolezza corporea attraverso il movimento libero, processo sviluppato e affinato durante il corso di danza che da gennaio fino a oggi si è svolto al Gagarin. Il tema centrale dello spettacolo riguarda il sonno, inteso come un luogo di sospensione, in cui viene condiviso uno spazio di intimità collettiva: uno spazio dove il corpo si muove tra la realtà e i confini dell’incoscienza, entrando in contatto con il mondo onirico. L’azione performativa dei figuranti usa come strumento il contatto per trasmettere questa esperienza di sospensione e alterità.

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