BESNATE – Quasi due ore e mezza dopo, con una breve interruzione per fare il punto, la decisione: tutto rimandato alla prossima seduta. Ieri – 5 maggio – in consiglio comunale a Besnate si doveva adottare il Piano attuativo dell’ambito di trasformazione e la permuta dei terreni che ospiteranno il nuovo supermercato Famila. Ma i forti dubbi delle opposizioni hanno fatto slittare la votazione. Parcheggi, viabilità, tecnicismi che riguardano gli allegati alla convenzione con gli operatori e le modalità di discussione nelle Commissioni: troppe le incognite. «I dati sono errati, con molti refusi nei documenti», ha riassunto Nadia Dal Secco (Siamo per Besnate). «Attiveremo tutte le vie a disposizione, comprese quelle legali e di segnalazione alla procura della Repubblica, per tutelare i diritti della collettività con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e alla sicurezza stradale», l’affondo di Monica Mattiello (Besnate Civica). Circostanze che hanno portato il sindaco Giovanni Corbo a prendere posizione: «Accettiamo i contributi, che saranno valutati e discussi. Per stemperare le contraddizioni, propongo un ulteriore rinvio». Ulteriore, perché è la seconda volta che arriva la fumata grigia sul tema.
Il progetto
Slitta la votazione, dopo che all’ultimo consiglio comunale era saltato – su richiesta delle minoranze – tutto il punto dedicato al supermercato. Ma questa volta la discussione ha permesso di mettere in evidenza dubbi (dalle opposizioni) e obiettivi (dalla maggioranza) del piano. A illustrare il progetto è stato l’assessore all’Urbanistica, Luca Osculati, con il supporto del responsabile d’area Luigi Battistella. Ci sarà «un parco pubblico attrezzato», ha ricordato l’esponente della giunta Corbo. «Con un campo da basket e il parcheggio pubblico su via Marconi». E poi: «Sarà realizzata una pista ciclabile che collega via Roma con via Marconi, fra i principali motivi della permuta: per porre più attenzioni alla viabilità di pedoni e ciclisti». Fino alla «realizzazione della rete dei servizi», oltre a «un marciapiede e all’installazione di un semaforo intelligente tra le vie Marconi, Madonnina e 4 Novembre». Ha quindi precisato che «il progetto ha acquisito il parere positivo della Soprintendenza», ricordando che si tratta di un’operazione di «rigenerazione per dare slancio a un’area ferma da anni».
Il nodo parcheggi
Alto il pressing delle opposizioni, con forti timori su più temi. Critiche – e richieste di chiarimenti – puntali da parte di Dal Secco, come sui parcheggi: «Se sono a uso pubblico possono essere utilizzati da tutti», ha evidenziato. Poi l’intervento di Mattiello, che ha sollevato il dubbio: «Sembra essere a uso esclusivo del supermercato, non ha senso metterlo a scomputo degli oneri di urbanizzazione: non ha un beneficio effettivo per la cittadinanza».
A dare precisazioni, il primo cittadino: «La sbarra al parcheggio ci sarà ma solo per una questione di sicurezza, nel caso in cui nelle ore notturne possano crearsi bivacchi, ad esempio. Sarà il Comune a decidere quando può restare libero l’accesso».
Oneri, «errori», Commissioni
A far discutere sono state anche le questioni tecniche. Come le opere inserite fra gli oneri di urbanizzazione, alcune delle quali non hanno convinto la minoranza di Besnate Civica («Non sappiamo nemmeno cosa si impegna a pagare il Comune e cosa dovrebbe pagare l’operatore economico. Imbarazzante», ha detto Andrea Bori). Oppure i dati presentati nei documenti, come ricordato da Siamo per Besnate («Sono errati, non approvo qualcosa di cui non ho i numeri effettivi», l’attacco di Dal Secco). Fino alla precedente Commissione Territorio, parlando di «gravi omissioni e imprecisioni contenute nel verbale».
Si rimanda al terzo round
Insomma, opposizioni sulle barricate. «La maggioranza con il voto favorevole si assume in pieno la responsabilità politica, sociale e morale di quanto potrà derivare dalla costruzione dell’immobile in oggetto, soprattutto in termini di impatto ambientale, aumento del traffico e possibile peggioramento della qualità della vita dei residenti», le parole di Mattiello. Dal Secco ha insistito sullo «scarso preavviso con il quale è stata fornita alle minoranze la documentazione», ma anche sulle «gravi criticità emerse durante la seduta della Commissione» e il «mancato esame preliminare della convenzione», oltre ai «numerosi refusi».
Alle critiche si sono aggiunti anche momenti di scontro tra i consiglieri (ma anche con interventi dal pubblico, durante la sospensione della seduta). Fino alle parole del sindaco, che ha voluto riportare in carreggiata il dibattito, accogliendo le proposte e rinviando la votazione: «Ho percepito molta tensione, quando la volontà è accettare qualsiasi contributo su un ambito di trasformazione così importante». Se ne parla la prossima volta: terzo round.
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