Nuovo ospedale, battaglia sui posti letto. Il sindaco di Gallarate: «Sono più degli attuali»

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GALLARATE – E’ ancora il “Grande ospedale della Malpensa”, la futura struttura che riunirà gli attuali presidi di Busto e Gallarate, ad accendere la discussione per oltre un’ora a Palazzo Broletto. La miccia è la mozione di Massimo Gnocchi (Ocg) depositata un mese fa e naturalmente bocciata dal centrodestra, il detonatore il numero dei posti letto che saranno realizzati a Beata Giuliana.

Aumentano.. 

Le opposizioni (che hanno garantito per tutta la serata il numero legale a causa di qualche assenza di troppo nel centrodestra) ieri 7 maggio in consiglio comunale hanno di fatto ribadito le preoccupazioni già enunciate il giorno prima durante la conferenza stampa indetta in largo Boito, sostenendo che il taglio dei posti dei letto «è una vergogna» perché passerà «da 1216 (1070 ordinari) a 773 (664 ordinari), pari a una differenza di 443». Non è così secondo il sindaco Andrea Cassani, il primo ad aver preso la parola chiedendo alla sua maggioranza di non prestare il fianco alla «campagnuccia elettorale» di Gnocchi perché «ha capito che la sanità è l’unico argomento che sui social gli porta mezzo like». Entrando nel merito della questione, ha garantito che «la capacità operativa massima della nuova struttura è persino superiore ai posti letto previsti nell’Accordo di programma». E ha aggiunto: «Attualmente i posti attivi sono 330 a Busto e 182 a Gallarate, ben al di sotto delle peggiori paure di Gnocchi sul nuovo ospedale. Che sicuramente avrà più posti letto di quelli che ci sono e di quelli che, ci auguriamo, serviranno».
Cassani ha inoltre detto di non comprendere le critiche sul primo studio pre-fattibilità di Arexpo in merito alla riqualificazione del Sant’Antonio Abate. «Vi lamentate che soltanto il 30% del sedime verrà utilizzato per funzioni sanitarie. A parte il fatto che questo studio non è stato ancora oggetto di discussione con l’amministrazione comunale, vi ricordo che il nuovo ospedale, che sorgerà al confine tra Busto e Gallarate, sostituirà per gran parte l’attuale. E dunque cosa dobbiamo fare, tenere edifici vuoti con funzioni sanitarie?». 

O diminuiscono.. ? 

Sui numeri enunciati dal primo cittadino non è però affatto d’accordo il capogruppo del Pd Giovanni Pignataro. Secondo lui non si può basare il ragionamento sui posti attivi attuali, perché «sono il problema, generato negli ultimi anni con la fusione in Asst Valle Olona, che ha portato a un progressivo regresso attraverso l’accorpamento di reparti e ha portato Gallarate a offrire un servizio attualmente insufficiente». Quindi, ha concluso, «partire dai posti attuali significa fare riferimento a una situazione fallimentare e non è ragionevole pensare che un ospedale nuovo debba confermare il fallimento attuale. Il raffronto va fatto con la tabella del 2018, quando i posti letto ordinari erano 1070». 

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