VARESE – Le campane di San Vittore hanno suonato a festa dopo l’elezione del nuovo Papa. Varese ha gioito insieme a Roma proprio nel giorno dell’8 maggio, san Vittore martire. Lo sottolinea il prevosto monsignor Gabriele Gioia. «È una coincidenza felice l’elezione nel giorno in cui la chiesa varesina è in festa per il suo patrono. Io e tanti abbiamo notato questa piccola coincidenza che per noi è felice. Personalmente lo ricorderò sempre».
Varese festeggia
«Sono convinto che lo Spirito Santo lo sosterrà nel suo impegno gravoso e noi come Chiesa saremo uniti a lui – ha detto il prevosto di Varese – non solo nella preghiera ma anche come ha detto nel suo discorso nel camminare insieme, in questo stile sinodale che ha inaugurato Papa Francesco». Gioia ha apprezzato proprio il ricordo del suo predecessore. «Mi è piaciuto il richiamo molto esplicito a Papa Francesco, mi piace anche il nome che si richiama a un papa attento al sociale come è stato Leone XIII per la dottrina sociale della Chiesa. Essendo un agostiniano è anche un uomo di profonda spiritualità. Papa Leone XIV è un dono dello Spirito Santo. Avremo modo di conoscerlo e di seguire la guida scelta dai cardinali elettori».
Busto soddisfatta
«Magari non sarà spettacolare come i suoi predecessori, ma profondo e capace». Sono le aspettative di monsignor Severino Pagani, prevosto di San Giovanni e decano di Busto Arsizio, rispetto all’elezione di Robert Francis Prevost come nuovo Papa. «All’inizio ero un po’ meravigliato, ma più ci penso e più sono contento. Anche il nome scelto, Leone, è significativo per tante ragioni: fu quello del primo Papa, Leone XII, che aveva scritto un documento sul lavoro, e quello di Leone Magno, che fece la pace con Attila». Ma è anche la figura di Prevost a convincere monsignor Pagani: «Ha un curriculum straordinario. Da lui mi aspetto un recupero della spiritualità della Chiesa, che non è solo un fatto sociologico. E conosce tutti i vescovi – nel suo ruolo di Prefetto per il Dicastero dei Vescovi – un fatto che probabilmente è stato determinante. Mi ha impressionato anche la scelta compiuta in tempi brevi: i cardinali non hanno optato per una nomina di comodo, sono stati bravi ad individuare una figura che fino a qualche giorno fa non era molto considerata. Segno di intelligenza e amore della verità».
Il messaggio di Delpini e Fontana
L’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini ha diffuso un messaggio in seguito all’elezione di Leone XIV.
Nello spavento dell’annunciazione si manifesta la grazia di Dio. La Chiesa Ambrosiana prega e ama il Papa e in questo momento trepido dell’inizio io credo che si verifichi la grazia della annunciazione.
La parola di Gesù invita i discepoli: “Ecco, io vi dico, alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura” (Gv 4,35). Certo il Papa raccoglie l’invito di Gesù e guarda il nostro tempo e il nostro mondo per riconoscervi l’opera di Dio.
Papa Leone XIV, che oggi avvia il suo ministero, sa che deve essere il servo di tutti perché tutti siano uno: non si aspetta applausi e trionfi. “Insultati, benediciamo; perseguitati sopportiamo; calunniati, confortiamo” (cfr 1 Cor 4,12s).
Ecco i sentimenti che io immagino nel Papa e le intenzioni per cui preghiamo: perché nel turbamento sperimenti la grazia, nella interpretazione del mondo riconosca l’avvicinarsi del regno, nel servizio dell’unità trasfiguri le prove in dichiarazioni d’amore per la Chiesa.
Auguro a Leone XIV, a nome di tutti i lombardi, un sereno Pontificato come guida illuminata della Chiesa Cattolica, con la certezza che non gli mancheranno il coraggio e la forza per intraprendere questo nuovo percorso. Un percorso che lo vedrà impegnato nella promozione della pace, della giustizia e del bene comune.
Messaggio di auguri anche da parte del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana: «Auguro a Leone XIV, a nome di tutti i lombardi, un sereno Pontificato come guida illuminata della Chiesa Cattolica, con la certezza che non gli mancheranno il coraggio e la forza per intraprendere questo nuovo percorso. Un percorso che lo vedrà impegnato nella promozione della pace, della giustizia e del bene comune».
L’ucraino Misterman: «Ora la pace»
«Sono un semplice sacerdote di periferia ma sono contentissimo – la speranza di padre Volodymyr Misterman, responsabile della comunità cattolica ucraina in rito bizantino di Gallarate, Varese e Meda – appartengo alla chiesa cattolica di un altro rito ma sono contentissimo perché si vede che, nonostante tutto, il Signore sta alla guida della sua Chiesa. È lui a parlare attraverso il nuovo pontefice, c’è tanta speranza che lui, conoscendo la realtà del mondo si renda conto che ha preso in mano la chiesa in tempi tribolati. Lui sarà in grado di guidarla perché conosce benissimo la realtà di tutto il mondo e questo dà grande speranza. È stato missionario e in contatto diretto con vescovi di tutto il mondo, ciò vuole dire che conosce bene il mondo, sa comunicare e sarà il grado di costruire i ponti necessari per la pace lunga e duratura».
E’ l’americano Robert Francis Prevost il nuovo Papa. Si chiamerà Leone XIV
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