SOMMA LOMBARDO – Da Somma Lombardo a Pavia, dalla ditta in difficoltà infiltrata dalla criminalità al notaio “infedele” che non ha rispettato le norme antiriciclaggio nella compravendita di due immobili finendo per essere colpito da sanzioni per 350mila euro. E’ ampia l’indagine condotta dai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Varese, guidati dal generale Crescenzo Sciaraffa.
La ditta in crisi a Somma
L’inchiesta è stata condotta dalle Fiamme Gialle della compagnia di Gallarate. Ad attirare l’attenzione dei finanzieri sono state le anomalie riscontrati in capo a una società che si occupava di commercio all’ingrosso di articoli antincendio, antinfortunistici e della sicurezza nei luoghi di lavoro, con sede operativa a Somma Lombardo.
La criminalità infiltrata
La ditta versava in difficoltà finanziarie da tempo, a causa dei debiti contratti dall’attività e di numerose distrazioni. Un declino che avrebbe permesso ad un gruppo criminale composto da malviventi con precedenti, uno dei quali con alle spalle reati di stampo mafioso e legato al clan Dominante Carbonaro, di infiltrarsi e assumere l’asset societario.
Obiettivo dell’operazione, stando agli inquirenti, era quello di riciclare denaro “investendo” in una società ormai completamente in declino salvo poi spolparla del tutto. Tanto che un fiancheggiatore del sodalizio criminale si era reso disponibile ad acquisire il denaro distratto dall’azienda, mentre l’amministratrice di fatto si sarebbe appropriata di mezzi, bonifici e immobili per un valore complessivo di 280mila euro.
Gli immobili svenduti
Ad attirare l’attenzione dei finanzieri gallaratesi sono stati infine i due immobili di Somma dove la ditta aveva sede. Immobili ceduti ad un prezzo molto più basso di quello di mercato con atto vagliato da un notaio di Pavia.
Dagli accertamenti sono emerse numerose anomalie legate all’operazione come: l’uso di assegni scoperti e intestati a una società inesistente, la provenienza dei beni da parte di una società in stato di decozione e l’acquisto dei beni da parte di un soggetto pregiudicato, disoccupato e legato alla criminalità organizzata.
Violate le norme antiriclaggio
Pertanto, è stato effettuato un controllo antiriciclaggio nei confronti del notaio in questione per verificare se lo stesso avesse ottemperato agli obblighi antiriciclaggio. All’esito, è emerso come il notaio non avesse correttamente adempiuto agli obblighi di adeguata verifica dei due soggetti e non aveva inteso trasmettere la segnalazione per operazioni sospette nonostante l’operazione immobiliare fosse evidentemente anomala sia per i soggetti coinvolti sia per le modalità di pagamento e sia per il valore attribuito ai beni.
Pertanto, è stato notificato il verbale di contestazione dove sono state elencate le violazioni commesse e gli elementi a supporto. Lo stesso verrà trasmesso al Ministero dell’Economia e delle Finanze per le valutazioni e l’irrogazione della sanzione che prevede, nel massimo e complessivamente, un importo fino a 350 mila euro.
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