BUSTO ARSIZIO – «Con le feste al parco del Museo del Tessile la città è viva e la gente passeggia per il quartiere. Altrimenti resta solo il buio». Parola di Simone Orsi, capogruppo della Lega e presidente della commissione bilancio, ma soprattutto consigliere della zona di San Michele, il “secondo centro” di Busto Arsizio. «I problemi alla pavimentazione? Basta chiedere una cauzione agli organizzatori per risolverli» sostiene Orsi.
Il caso
«Non mi è piaciuto quello che è stato detto sulle feste al parco del Museo del Tessile». Simone Orsi ha aspettato che si svolgesse anche il festival della pizza per esporre la sua posizione dopo le polemiche sui danni alla pavimentazione del parco e sulla decisione di sospendere le nuove iniziative. Le prossime in calendario – lo street food “La Puglia che ti piglia” nell’ultimo weekend a cavallo tra maggio e giugno e il festival della Carbonara nel fine settimana dopo il 2 giugno – sono ancora in standby ma per Orsi la polemica è campata per aria. «Non è vero che la musica dava fastidio, mentre le macchie sulla pavimentazione erano state subito segnalate dagli organizzatori dello street food della Vucciria, che avevano pagato di tasca loro per la pulizia e il ripristino» risponde alle accuse rivolte dall’alleato di Fratelli d’Italia Francesco Attolini, che aveva chiesto di delocalizzare le feste sull’area dell’ex pista di pattinaggio.
No allo stop
«Invece di bloccare le feste, basta prevedere una cauzione a carico degli organizzatori oppure l’obbligo di posizionare teli o altro materiale a protezione della pavimentazione e del prato quando si organizzano le iniziative di street food». Orsi era stato tra i promotori del festival della Vucciria, che ha aperto la stagione degli street food davanti al “Castello” di via Volta. È stato un grosso successo, dai dati ufficiosi si parlava di 18mila presenze in tre giorni – rivela il consigliere leghista – io ho visto personalmente gente da Vercelli, da Lugano e dalla provincia di Como. È un evento nell’interesse della città, dove peraltro vivono 20mila siciliani. Ma quel che conta è che grazie a queste iniziative c’era gente in giro a passeggiare per San Michele anche a mezzanotte. Così si percepisce la sicurezza, di solito c’è solo il buio di un’illuminazione pubblica carente che porta paura».
È l’aspetto su cui Simone Orsi punta maggiormente per chiedere che le feste non siano sospese: «La presenza dello street food porta sicurezza nel quartiere, di solito è buio completo e c’è solo paura di girare a tarda sera. Le feste hanno animato la zona e portano movimento anche in centro, perché per trovare parcheggio c’è chi è arrivato a piedi dal centro. Busto, città di 84mila abitanti e con tutto il suo “hinterland”, può sopportare questi eventi che attraggono gente da tutto il circondario. Invece di bloccare queste occasioni creiamo le condizioni per moltiplicarli e rendere Busto più viva e attrattiva».
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