VARESE – Un governatore (dovevano essere due, ma il presidente dell’Emilia Romagna non è riuscito a intervenire) e i sindaci dei due principali centri della provincia per parlare di autonomia differenziata. L’ottava Rassegna di diritto pubblico dell’economia promossa da Upel Italia a Varese si è conclusa oggi pomeriggio – venerdì 16 maggio – con una tavola rotonda a tre voci: protagonisti il presidente della Lombardia Attilio Fontana e i sindaci di Varese e Busto, Davide Galimberti ed Emanuele Antonelli (qui sotto il video).
Confronto sull’autonomia
Un tema che interessa particolarmente a chi è chiamato a governare un Comune. «È l’argomento forse più sentito per noi amministratori e per chi vuole e crede nel dare migliori servizi proprio ai territori – ha commentato la presidente di Upel Italia Eleonora Paolelli a chiusura della due giorni alle Ville Ponti – è un argomento trasversale, abbiamo visto che è sentito da entrambe le parti politiche e questo forse è il punto da cui partire per ottenere veramente un’autonomia che sia fonte di servizi e attrattiva per il territorio».
Galimberti e Antonelli d’accordo
«L’autonomia fa bene al sistema economico a fronte di determinati presupposti – ha detto il primo cittadino di Varese, il dem Galimberti – in questa norma mancano degli elementi essenziali: innanzitutto il ruolo dei Comuni, che sono un’istituzione fondamentale che deve essere considerata per un’attuazione dell’autonomia vera, ma l’aspetto degli enti locali viene profondamente trascurato». Quindi il “fratello” Antonelli, che ha usato parole simili nonostante la differente appartenenza politica. «Di solito io e il sindaco Galimberti abbiamo vedute diverse, invece in questo caso la pensiamo allo stesso modo. I sindaci devono avere un ruolo fondamentale e spiace anche a me che non siano stati tanto ascoltati nel fare questa legge. Ma deve essere ancora completata: spero che i Comuni saranno ascoltati di più».
«Riforma epocale»
«Non è obbligatoria l’autonomia – ha detto invece il governatore Fontana – chi la vuole la otterrà, chi crede che l’organizzazione dello Stato così come è oggi in essere debba rimanere nessuno impedirà a loro di continuare in questo modo. È una scelta, è una scommessa che vogliono fare gli amministratori delle Regioni perché ritengono di poter svolgere meglio certe competenze che oggi non svolte dallo Stato». Poi ha fatto un esempio concreto parlando dei costi annuali per la formazione: 4600 euro all’anno se a occuparsene è la Regione, 7200 se è lo Stato. «Con i soldi che andremmo a risparmiare potremmo formare più ragazzi e credo che questo sia un vantaggio per i nostri cittadini e per tutte le comunità territoriali. Sarà una riforma epocale che permetterà di risparmiare tante risorse».
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autonomia fontana galimberti antonelli – MALPENSA24
