BUSTO ARSIZIO – «Il Remigration Summit va vietato. La nostra città e la nostra provincia non vogliono avere niente a che fare con persone che si ispirano a ideologie naziste e fasciste». Lo dice a chiare lettere Liberto Losa, presidente dell’Anpi di Busto Arsizio, aprendo il microfono del presidio che ha radunato almeno 150 persone in via Fratelli d’Italia, di fronte al monumento alla Resistenza e alla Deportazione, per dire “No” alla manifestazione annunciata a Gallarate. E dal Pd partono frecciate all’indirizzo dei partiti di centrodestra: «Mi aspetto una scossa» punzecchia il senatore Alessandro Alfieri.
Le voci della piazza
«Non vogliamo chi semina odio e razzismo e lo diciamo insieme in tutte le piazze, non ci provate perché siamo in tanti» alza la voce il segretario provinciale della CGIL Stefania Filetti. «Il primo risultato è stato Somma, grazie al sindaco che si è mosso in maniera coraggiosa. E deve succedere anche a Gallarate. Ma il governo e le istituzioni cosa hanno da dire invece di insistere con il decreto sicurezza?». Il presidente dell’Anpi di Busto non ci gira attorno e chiede apertamente alle autorità di «vietare il raduno che sembra debba tenersi a Gallarate perdipiù in un teatro pubblico, un’iniziativa inaccettabile e destinata a creare problemi di ordine pubblico». Da Gallarate c’è il presidente dell’Anpi Michele Mascella: «Non vogliamo queste persone, non possiamo esimerci dall’essere ostili». Marco Torretta presidente del Raggruppamento Alfredo Di Dio della Fivl ricorda che «parlano di remigrazione e deportazione con terminologia razzista (“non bianchi”), un’attività palesemente anticostituzionale». «Siamo e saremo monumento vivente sulla strada di chi vuole tornare all’orrore del passato» promette Patrizia Fazzini, dell’associazione Amici di Angioletto Castiglioni. Fino al “Bella ciao” intonato dal militante dei Verdi Gilberto Rossi e cantato in coro dai presenti.
Il “campo largo” anti-remigration
L’occasione del No al Remigration Summit compie il mezzo miracolo di riunire tutto il “campo largo” (addirittura larghissimo) senza distinzioni. In presidio accanto alle associazioni dei partigiani rossi e azzurri (Anpi e Fivl, oltre agli Amici di Angioletto), c’è infatti tutta la compagine consiliare del centrosinistra di Busto Arsizio, ci sono il senatore Alessandro Alfieri e il consigliere regionale Samuele Astuti per i Dem, ma anche le delegazioni di Pd, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento Cinque Stelle, Rifondazione Comunista, e poi una serie di sigle non politiche che gravitano nel variegato mondo della sinistra, dalla CGIL al Movimento X al circolo Gagarin. «Siamo spesso divisi dalla storia, ma accomunati da un unico grande intento, rifiutare modelli ideologici fondati su odio e discriminazione razziale ed etnica nei confronti degli stranieri» ammette Paolo Pedotti, segretario cittadino del Pd di Busto. «Il Remigration Summit è un’iniziativa allucinante. Va rifiutata. Gli eredi del MSI sono al governo e non dicono nulla, ma noi esigiamo risposte». E la giovane Maria Chiara Vita, del circolo Gagarin, sferza la politica cittadina: «Si da fatica in questo territorio a unirsi e trovare coesione su valori come l’antifascismo. Ma le istituzioni piene di persone molto simili a quelle che parlano di deportazione, quindi non facciamo domande retoriche e partiamo noi dal basso per mobilitarci».


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