GALLARATE – Si nutrono della linfa, indebolendo l’albero. Si tratta della Takahashia japonica, nota come cocciniglia dai filamenti cotonosi. E in questa stagione si è registrato un aumento della sua diffusione sul territorio di Gallarate. Lo riporta una nota tecnica pubblicata sul sito istituzionale, con tutti i dettagli per riconoscere questo tipo di insetto e – soprattutto – per spiegare la strategia di difesa per contenerla.
Cos’è la Takahashia japonica?
Si tratta, appunto, di un insetto di origine asiatica di recente introduzione. Ed è riconoscibile «grazie ai caratteristici ovisacchi bianchi, cotonosi e a forma di anello che possono raggiungere i 7 centimetri di lunghezza», si legge nella relazione. Questi ovisacchi «sono composti da sostanze cerose, contengono migliaia di uova di colore aranciato e sono generalmente attaccati, a diverse altezze, ai rami delle piante ospiti o in prossimità dei tagli di potatura prediligendo nelle prime fasi la parte basale». Attualmente, «non si conosce ancora completamente il comportamento nel territorio, ma da quanto osservato si sviluppa con un ciclo l’anno». E poi: «Sverna con uova all’interno di ovisacchi particolarmente cerosi che risultano molto resistenti, i cui residui permangono anche se l’insetto viene “ucciso”».
Come e dove agiscono
Le cocciniglie si nutrono di linfa, indebolendo l’albero colpito e «possono essere facilmente trasportate dal vento ma anche con mezzi di trasporto e materiale vegetale infestato incautamente spostato». Forti infestazioni «debilitano l’albero, provocando distesi disseccamenti della chioma». In particolare, le piante che ospitano questi insetti sono diverse «specie arboree, principalmente gelsi, liquidambar, carpini ma è altamente polifaga soprattutto in ambiente urbano su alberi ornamentali in genere».
La strategia di difesa
Ma come si può contenere la diffusione della cocciniglia dai filamenti cotonosi, per evitare che vengano colpiti alberi non infestati? Sulle piante con presenza di insetto «è opportuno tentare di eradicare la presenza del parassita o comunque di mantenere un livello di infestazione basso», prosegue il documento. In caso di forte presenza di ovisacchi bisogna «eliminarli fisicamente avendo cura di distruggerli (non trasportare il materiale infestato in compost o in altre zone verdi)». Inoltre bisogna «trattare la chioma con olii minerali nel periodo invernale» oppure «con Olio di Neem alternato a trattamenti con sali di potassio di acidi grassi (prodotti specifici per piante, consentiti in agricoltura biologica, che hanno dato un buon risultato)». Infine si suggerisce di «eseguire lanci di insetti utili utilizzando coccinelle della specie Adalia bipunctata (esistono siti che vendono questi insetti in contenitori adatti al trasporto ed alla successiva diffusione in ambito urbano per il controllo di insetti parassiti)».
Il Comune di Tradate dichiara guerra alla Popillia Japonica e alla Cocciniglia
