VISTO&RIVISTO Fuori da tutto ma dentro l’anima nel profondo

visto rivisto fuori martone

di Andrea Minchella

VISTO

FUORI, di Mario Martone (Italia 2024, 114 min.).

Dentro. Fuori. E ancora dentro. Lo spazio circostante diventa luogo sconosciuto da esplorare. Il tempo diventa un flusso disordinato che avvolge sensazioni e ricordi trasformandoli in una lacrima, in un sorriso o soltanto in una telefonata che squarcia il silenzio di una giornata afosa di una Roma umida e distratta.

Martone scrive una poesia lunga due ore. Ogni inquadratura, ogni cono di luce, ogni sguardo, diventa la punteggiatura di un testo assemblato con cura e amore che ci rivela la grandezza di una donna che ha sofferto per essere libera, che ha lottato per essere donna e che ha trovato la libertà nel luogo dove grate e muri non riescono a contenere le anime fragili ma agguerrite di donne incomprese che hanno perso la via (o forse l’hanno trovata).

Goliarda Sapienza è questo e molto altro. Martone sa che deve tratteggiare un’anima e un corpo che lottano continuamente per la libertà di essere. Martone chiama Valeria Golino che si trasforma nella scrittrice lasciando la sceneggiatura dietro la capacità di immedesimarsi prima di tutto con il corpo, con il volto e con lo sguardo che afferra e “ruba” tutto quello che le accade. Perché Goliarda Sapienza è affamata di vita e di esperienze che le sue vere amiche le possono offrire.

Goliarda Sapienza, ormai matura, vive per alcuni giorni l’esperienza del carcere per via di alcuni gioielli rubati ad un’amica. A Rebibbia conoscerà Roberta e Barbara che la faranno sentire di nuovo viva, dopo una vita difficile e travagliata. Martone racconta questa fase della vita della scrittrice seguendo un ritmo temporale quasi schizofrenico, trasferendo allo spettatore la stessa tensione emotiva che deve aver provato la protagonista. Un vortice di odio, amore, tenerezza, rabbia, desiderio e repulsione si abbatte sulla vita di una scrittrice che fatica a pubblicare il suo lavoro più complesso e articolato. “L’Arte Della Gioia” è un manoscritto che compare e scompare nelle giornate afose di una Goliarda Sapienza innamorata della vita ma nello stesso tempo disillusa e insoddisfatta dall’ambiente che la circonda.

Dunque le giornate passate con le amiche del carcere si trasformano in letteratura per la sua mente, in desiderio e piacere per i suoi occhi sempre carichi di una malinconia impossibile da cancellare. L’amore romantico si trasforma in amore di una madre per una figlia che non ha mai avuto. Roberta, interpretata da una Matilde De Angelis meravigliosamente inquieta, diventa l’amante e la figlia in una proiezione assurda di un incesto sentimentale tanto ancestrale quanto delicato.

La grandezza di Martone risiede proprio nella capacità di scrivere, prima, e di filmare, dopo, una storia densa di poesia e di drammaturgia che stigmatizza il dolore e il piacere come opposti che si toccano. Golino e De Angelis diventano un’entità unica che avvolge ogni sussulto e desiderio di chiunque. La bellezza posata e matura di Goliarda si incastra violentemente nella bellezza tossica e divina di Roberta che sfugge dalla vita per trovare un po’ di pace.

Dunque “Fuori” è un resoconto sentimentale disordinato e discontinuo di un’anima inquieta che perde e ritrova continuamente la speranza di un frammento di felicità. Martone lascia in mano a Valeria Golino, a Matilde De Angelis e ad una sempre sorprendente Elodie la complessità di trasformare in corpi la potente e avvolgente poetica narrativa di una scrittrice scoperta troppo tardi che ha saputo cogliere con estrema razionalità il malessere e la bellezza della società moderna, intrappolata tra la morale asfissiante e il desiderio nascosto.

Un piccolo gioiello che va visto più volte per poter individuare i molteplici spunti poetici che un gigante come Martone è stato in grado di inserire.

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RIVISTO

ON THE ROAD, di Walter Salles (Stati Uniti- Francia- Regno Unito- Messico- Canada- Brasile- Germania- Paesi Bassi- Argentina 2012, 140 min.).

La follia poetica ed esistenziale di Jack Kerouac diventa un bel film diretto da Walter Salles. Non sempre sperimentale, come il tema avrebbe richiesto, la pellicola comunque riesce a tratteggiare i punti salienti del romanzo/manifesto “Sulla Strada” che diventerà uno dei pilastri fondanti della Beat Generation. Intenso e didascalico, offre parecchi spunti per conoscere un movimento culturale centrale per la storia recente americana.

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