JERAGO CON ORAGO – «In un’epoca di menzogna universale dire la verità è un atto rivoluzionario. E noi continuiamo a fare la rivoluzione». Scomoda nientemeno che George Orwell l’amministratore unico di Coinger Giorgio Ginelli per svelare i numeri della rivoluzione Tarip, la nuova tariffa puntuale dei rifiuti entrata in vigore dal 2025 in 18 dei 22 Comuni soci Coinger. «Comparando l’impatto della Tari 2024 con quello della nuova Tarip, si scopre che il 61% delle 32.423 utenze coinvolte paga meno rispetto all’anno scorso». Sono soprattutto le famiglie a risparmiare sulla “bolletta” dei rifiuti: il 63% in totale, mentre il 61% delle imprese (le cosiddette “utenze non domestiche”) registra un aggravio nel costo della tariffa rifiuti.
I numeri
Passata la bufera delle prime fatture Tarip inviate ai cittadini, la società di via 4 Novembre mette «un punto fermo», come lo definisce Ginelli, rispetto alle polemiche delle scorse settimane. «Se ne sono dette tante, forse anche troppe, senza avere dati in mano – chiarisce l’amministratore unico di Coinger -non basta sventolare una bolletta con degli aumenti per far pensare che la maggior parte degli utenti abbiano sostenuto aumenti». Le tabelle proiettate dai vertici della società dimostrano invece il contrario. «Tra le utenze domestiche da 2 a 6 componenti si osservano risparmi tra il 73% e il 90% dei casi, mentre il dato scende al 29% tra i monocomponenti, che però non vanno confusi con le famiglie monoreddito – snocciola le cifre Ginelli – si registrano aumenti invece tra le utenze non domestiche, in particolare nel commercio non alimentare e nell’industria, con un 66% di utenze che hanno una Tarip peggiorativa rispetto alla Tari. Ma nella ristorazione, di cui tanto si è parlato, le utenze sono penalizzate nel 51% dei casi, ma a fronte di un 49% che paga meno». Si tratta però di dati «coerenti con il principio per cui chi più produce rifiuti più paga», come sintetizza l’ex sindaco di Jerago con Orago. A conti fatti, «i cittadini stanno oggettivamente risparmiando».
L’impatto della «rivoluzione»
Non solo, grazie alle economie di scala ottenute concentrando la bollettazione in un unico soggetto (Coinger, invece dei singoli comuni), l’imponibile totale della tariffa è sceso dagli oltre 8 milioni della Tari 2024 a 7,68 milioni della Tarip 2025, per una riduzione dei costi del 4,6%. Con una redistribuzione che ha favorito le famiglie, che coprono una quota di 4,75 milioni (erano 5,35 milioni nel 2024) a fronte dei 2,93 milioni (da 2,71 del 2024) delle imprese. E le tanto discusse dotazioni minime sono state rimodulate solo per 190mila litri di bidoni, il 2,1% degli oltre 9 milioni di litri assegnati: «Vuol dire che forse, con le dotazioni iniziali, ci avevamo preso» sottolinea Ginelli, che però non minimizza i disagi. «Come in tutte le rivoluzioni – Mao direbbe che “non sono un pranzo di gala”, ndr – ci sono state perplessità, ma grazie alla capacità della struttura, e mi riferisco ai nostri dipendenti che ringrazio, l’ondata di contatti fisici allo sportello, circa 2500 in cinque settimane, e al call center, è stata affrontata dando una risposta a tutti». Infatti oggi, 29 maggio, in sede non c’era gente in coda allo sportello.
Avanti con gli aggiustamenti
Insomma, per l’amministratore unico «l’impianto regge, va solo affinato e calibrato». L’intenzione è di farlo già con il regolamento Tarip 2026. Come? Ginelli parla di «categorie e dotazioni da declinare in maniera diversa per le utenze non domestiche, ad esempio i piccoli negozi di vicinato, con una diminuzione delle dotazioni minime» e svela l’idea di «una diminuzione dei minimi delle utenze domestiche» ma anche di «meccanismi di premialità sulle utenze monocomponente». Anche se, fa notare il direttore generale di Coinger Paride Magnoni, «ogni utenza è come un contatore, che genera costi a prescindere dal suo utilizzo e beneficia degli stessi servizi (passaggi di raccolta, orari dei centri, distributori automatici, sportelli di assistenza, pulizia del territorio) delle utenze più numerose». Ecco perché, al netto del fatto che gli aumenti sulle utenze monocomponenti si traducono in cifre tra i 3 e i 6 euro al mese, «con la Tarip la ripartizione dei costi è più equa», assicura il Dg, al contrario della Tari che «applicava coefficienti vetusti, che si basavano su una presunzione di produzione e che non rappresentano più la situazione e i modelli di raccolta attuali».
I sindaci applaudono
Dunque, avanti tutta. Con i sindaci al fianco di Coinger: «I comuni sono compatti e c’è fiducia nei confronti della società e di questo progetto – garantisce Mauro Croci, vicesindaco di Sumirago e presidente dell’assemblea dei soci – l’approvazione del bilancio 2024 a larga maggioranza è segno di grande compattezza e apprezzamento dei risultati. Coinger è una società solida e pronta ad affrontare una sfida così importante». Lo conferma Graziano Maffioli, sindaco di Casale Litta e coordinatore del comitato controllo analogo: «Finalmente i risultati sono una chiara dimostrazione che il lavoro è stato ben fatto, un percorso iniziato anni fa con coraggio. E adesso è Contarina, che una volta era il consorzio di riferimento sulla raccolta differenziata, che chiama Coinger». Ancora più netto il sindaco di Jerago con Orago Emilio Aliverti, che ha in opposizione uno dei “capi” della rivolta contro la Tarip (Salvatore Marino): «Questi dati tolgono il velo di un’enorme mistificazione che in questi mesi stava circolando, ora sempre meno rumorosa, dipingendo una realtà totalmente avulsa da quella che conosceva chi ha a che fare tutti i giorni con i numeri. Il bene comune lo vediamo qua con questo grafico: era necessaria una redistribuzione affinché chi produce meno rifiuti pagasse il giusto. L’equità è nel 90% di famiglie numerose che pagano meno, altro che macelleria sociale». Anche Elisa Montagna, assessore di Cazzago Brabbia, parla della Tarip come di «un percorso corretto ed equo, mentre prima non lo era. Stiamo andando nella direzione voluta, quella in cui i comuni hanno sempre creduto». Ora resta da capire cosa faranno i quattro comuni Coinger rimasti alla “vecchia” Tari: Vedano Olona partirà nel 2026, Mornago deve decidere entro giugno 2026 se aderire o uscire dalla società, su Albizzate Ginelli si dice «ottimista rispetto agli incontri in corso», mentre Buguggiate resta un punto di domanda.
M24 TV – Coinger, Ginelli: «Con la Tarip si paga il giusto. Polemiche? Strumentali»

