MALPENSA – Per sapere se l’aeroporto di Malpensa porterà ufficialmente il nome di Silvio Berlusconi bisognerà attendere almeno il 2026. Il Tar, dopo aver respinto a novembre 2024 la richiesta di sospensiva, si è preso ancora del tempo e oggi 9 giugno ha rinviato la discussione al prossimo 14 gennaio.
Integrazione documentale
L’udienza di oggi non è stata risolutiva. In apertura della discussione, il Presidente del Collegio ha annunciato che emetteranno un’ordinanza per una integrazione documentale (e con ogni probabilità disporranno una integrazione del contraddittorio verso un altro soggetto, che sarà noto al momento in cui l’ordinanza verrà comunicata). Nello specifico, i giudici amministrativi chiedono a carico dei ricorrenti l’integrazione del contraddittorio verso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Da quanto emerso, si tratta di approfondire nel merito l’effettiva proprietà dell’aeroporto e gli atti di disposizione connessi in relazione ai poteri di intitolazione da parte di Enac.
Battaglia politica
Il ricorso congiunto, patrocinato dall’avvocato Fabio Arrigoni, era stato presentato dai Comuni di Cardano al Campo, Samarate e Somma Lombardo, al quale si era poi associato anche quello del Comune di Milano, nei confronti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Enac, per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza dell’11 luglio 2024, con cui il dirigente dell’ente per l’aviazione civile, competente per la Direzione Territoriale di Milano Malpensa, aveva disposto l’intitolazione dello scalo varesino alla memoria del presidente Silvio Berlusconi. I tre Comuni aeroportuali fanno leva sul motivo geografico, mentre Palazzo Marino sul brand Milano utilizzato, secondo la giunta di Beppe Sala, in modo improprio. Contro il ricorso si è costituito in giudizio anche Regione Lombardia a seguito dell’accesa discussione in aula dello scorso aprile.
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