CARDANO AL CAMPO – «Ringraziando per l’attenzione, corro velocemente ad incassare il mio “ricco” stipendio mensile pari a poco più di 1400 euro, sperando che un giorno anche quest’ultimo aumenti del 40% o più , così come il Centro ricreativo estivo 2025 della Città di Cardano al Campo». Termina così l’amara lettera di un cittadino inviata alcune settimane fa al sindaco Lorenzo Aspesi per lamentarsi dei maxi rincari di un servizio, quello dei Cre, sempre più indispensabile per le famiglie dove entrambi i genitori lavorano e il sostegno dei nonni spesso non è garantito.
I rincari
E’ la redistribuzione delle fasce Isee, varata dall’amministrazione comunale in carica da un anno, a provocare i rincari. In particolare, il sensibile innalzamento della soglia massima ha portato a degli aumenti e a delle differenze abnormi rispetto allo scorso anno. In particolare, per le famiglie con reddito superiore ai 25mila euro, si passa da 50 a 70 euro alla settimana (+40%), per i non residenti addirittura da 83 a 125 euro (+51%). Una mazzata anche per chi ha un secondo figlio, perché la quota di partecipazione schizza da 25 a 53 euro a settimana (+112%).
Famiglie arrabbiate
Il Cre gestito ed organizzato dal Comune, ricorda il genitore al sindaco, dovrebbe essere un servizio per i cittadini. «Se invece i costi e le tariffe sono pari o addirittura superiori a centri privati che lo effettuano anche per lucro, evidentemente gli amministratori sono completamente fuori strada e qualcosa che non funziona c’è». E ancora: «Se l’intento di codesti amministratori è quello di far arrabbiare le famiglie costringendole a rivolgersi altrove, disincentivare tale servizio pubblico creando evidenti ed ormai abituali discriminazioni di ceto e di classe, ci sono riusciti benissimo. Sono gli stessi “politici” che si lamentano pressoché quotidianamente del “calo demografico” (decimo anno consecutivo) e della “scarsa natalità” , salvo poi l’agire in direzione esattamente opposta».
Lega all’attacco
La lettera, diffusa dal segretario cittadino della Lega Stefano Gosio, diventa un caso. «La matematica non è un’opinione: solo nella fascia Isee 11.000-18.000 la tariffa settimanale rimarrà la stessa dell’anno scorso», spiega il portavoce del Carroccio. «Ma chi annualmente si vede costretto a fare la dichiarazione Isee sa bene che superarla è estremamente facile, basta avere una piccola casa di proprietà, anche se gravata da un mutuo».
Per Gosio, si è trattata di una scelta politica ben precisa, incomprensibile se si considerano le promesse fatte dall’attuale amministrazione di centrosinistra in campagna elettorale. «Come dichiarato con orgoglio alla stampa, questa amministrazione è riuscita a sbloccare, su oltre due milioni di euro di avanzo, 633 mila euro ai quali si aggiunge la sospensione della rata annuale di quota capitale sui mutui contratti dal Comune», spiega il leader dei leghisti cardanesi. «A questo punto stupisce il cambio di rotta in merito alle battaglie fortemente sostenute da quella parte dell’attuale maggioranza che criticò, a loro dire, l’immobilismo dell’amministrazione Colombo, ovvero l’aiuto e il sostegno alle famiglie e ai giovani. Una parte del “tesoretto” non poteva essere utilizzato per mantenere le stesse tariffe dell’anno precedente? Sarebbe stato un bel gesto di solidarietà. E lo stesso problema si presenta anche sulle tariffe del pre e post scuola. Probabilmente mettere in difficoltà una famiglia con più di un figlio è meno importante dei nuovi mobili e arredi del municipio o di altre spese procrastinabili. Come detto, sono scelte, discutibili o meno. Noi della Lega, senza scomodare interrogazioni consigliari, saremmo davvero interessati a conoscere quali meritevolissimi investimenti sono stati preferiti ai contributi per le famiglie. Temiamo che la curiosità resterà sia a noi che ai genitori ma, ancor di più, temiamo la risposta».
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