BUSTO ARSIZIO – Per la vendita da almeno 30 milioni di euro di una società, Prealpi Gas, bastano 25 minuti scarsi di discussione, mentre per dare più spazio allo “sfogatoio” degli interventi liberi ne servono il doppio, 45 minuti. È tutta sintetizzata in questa paradossale sproporzione la seduta del consiglio comunale di martedì 17 giugno nella sala esagonale di Palazzo Gilardoni. Una seduta-lampo, durata appena un’ora e mezza, vista l’assenza di mozioni e interrogazioni. E che alla fine è stata quasi monopolizzata dalla proposta di Fratelli d’Italia di concedere più spazio agli interventi dei tre minuti riservati ai consiglieri comunali, quello che l’ex sindaco Gigi Farioli aveva ribattezzato “lo sfogatoio psicanalitico” del consiglio.
Prealpi Gas: «Non è una svendita»
Eppure il “piatto forte” della serata avrebbe dovuto essere piuttosto la vendita di Prealpi Gas. Un affare potenzialmente da almeno 30 milioni di euro che potrà garantire un altro “tesoretto” di risorse per investimenti al Comune, come già successo con la cessione del 70% di Agesp Energia al gruppo Acinque. «Non è una svendita – garantisce il consigliere delegato alle partecipate Roberto Ghidotti – è una società sana che produce redditività, il valore lo stabilirà la perizia». Ancora non è chiaro quanto Busto Arsizio potrà introitare, di certo il sindaco Emanuele Antonelli promette che «saranno soldi da investire, non abbiamo bisogno della vendita ad esempio per effettuare i lavori della piscina. Ce la facciamo ancora anche senza questa vendita». E al segretario del Pd Paolo Pedotti che chiede conto del futuro dei dipendenti, il sindaco Antonelli è chiaro: «Mi avete già chiesto dei dipendenti per Neutalia e Agesp Energia. Se va come è andata le altre due volte sono sicuro che i dipendenti aumenteranno anche per Prealpi Gas».
Più interventi, ma non per tutti
Il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Geminiani motiva la scelta di allargare lo spazio degli interventi liberi dei tre minuti con la «possibilità di trattare argomenti che non trovano spazio nell’odg, esigenze e istanze dei cittadini che i consiglieri devono essere in grado di intercettare». Accogliendo sia l’emendamento della Lega per concedere il secondo intervento anche ai gruppi da tre consiglieri, ad oggi solo la Lega stessa, sia quello di Gigi Farioli per anticipare lo spazio degli interventi liberi ad inizio seduta, prima delle deliberazioni. Ed è così che avviene la convergenza di una maggioranza allargata ai centristi dell’opposizione, pur con l’assenza di Orazio Tallarida che in commissione si era astenuto sull’emendamento della Lega e con il curioso “non voto” del sindaco Emanuele Antonelli solo sugli emendamenti accolti dalla maggioranza.
Solo visibilità?
Il dubbio sollevato da Santo Cascio (Progetto in comune) è che la vera ragione della modifica sia nella voglia di cercare «visibilità» da parte dei consiglieri. «Legittima, ma da espletare quando si vota e si motiva ogni singolo atto deliberativo» sostiene l’esponente di centrosinistra che con un emendamento ha chiesto di posticipare gli interventi liberi dopo mozioni e interrogazioni «per non penalizzarle». «Ma non è questione di visibilità – ribatte Emanuele Fiore (Gruppo misto) – la stampa quasi mai riporta gli interventi liberi». E anche la presidente del consiglio Laura Rogora (FdI) chiarisce che i tre minuti «non sono fatti per la visibilità, ma per portare a conoscenza i problemi, noi siamo la voce dei cittadini». Alla fine la proposta di Fratelli d’Italia passa con 17 voti favorevoli, compreso quello del sindaco Antonelli. Che però non sembra particolarmente entusiasta della novità: «D’ora in poi iniziamo mezz’ora prima – ironizza – così voi parlate e io arrivo quando avete finito».
Gli interventi liberi
Prima della chiusura della seduta c’è spazio per quattro interventi liberi, di cui due di Francesco Attolini (FdI) e Vincenzo Marra (Lega) dedicati alla tragedia di Francavilla Fontana costata la vita al Carabiniere Carlo Legrottaglie, ma anche uno di Santo Cascio (Progetto in comune) sul divieto dei telefonini in classe e uno di Emanuele Fiore (gruppo misto) sulla “notte prima degli esami” degli studenti alle prese con la maturità. Per il doppio intervento concesso ai gruppi più numerosi si dovrà invece aspettare la prossima seduta di luglio, quando il nuovo regolamento entrerà in vigore: così per questa volta il “Fratello” Attolini, lo ha detto esplicitamente, ha «evitato che Max Rogora parlasse della moschea».
Busto, più spazio in consiglio comunale per lo “sfogatoio” degli interventi liberi
