LEGNANO – Era legnanese il settimo italiano morto in guerra in Ucraina. Thomas D’Alba (nelle foto), questo il suo nome, risulta caduto a metà giugno sotto il fuoco russo a Sumy, nell’omonimo distretto all’estremità nordorientale del Paese. D’Alba, nato a Milano 40 anni fa e abitante a Legnano, in passato aveva prestato servizio nella Folgore partecipando a diverse missioni di pace internazionali e nel 2024 si era arruolato partendo per l’Ucraina.
«Era un uomo gentile e coraggioso, un italiano. È caduto in battaglia, nel Donbass, difendendo l’Ucraina e l’Europa» scrive di lui sui social un giornalista ucraino, Vladislav Mainstrouk, che lo conosceva.
Ex parà della Folgore e insegnante di batteria

Batterista professionista, Thomas D’Alba aveva insegnato per dieci anni a suonare lo strumento alla scuola di musica “Niccolò Paganini”, come conferma a Malpensa24 il direttore della scuola, Fabio Poretti. «L’anno scorso – racconta Poretti – aveva terminato le lezioni a inizio febbraio dopo aver maturato la decisione di partire per combattere, come ha poi fatto qualche mese dopo. Siamo rimasti in contatto e mi aggiornava sugli sviluppi del conflitto attraverso quello che vedeva di persona. Mi aveva anche detto che nei giorni di riposo suonava per i bambini negli ospedali in Ucraina».
D’Alba non era sposato e non aveva figli. Con il suo gruppo gothic progressive DEVA aveva girato mezzo mondo partecipando a centinaia di concerti; il loro primo album “Between life and dreams” del 2010 era stato eletto best debut album dell’anno in Usa e Francia. Il musicista aveva poi lasciato la band e scritto diversi metodi per batteria.
