FERNO – Il rombo dei motori: sono decine e decine le moto che sgasano davanti alla chiesa parrocchiale di Ferno. Così gli amici di Omar Zin hanno voluto dargli l’ultimo saluto. Poi la scritta: «Ciao Africa». E i palloncini bianchi e neri, che puntano il cielo e prendono il volo. Applausi. Si sono svolti oggi – 11 luglio – i funerali del 48enne, scomparso in Romania a causa dell’aggressione di un orso. Tantissimi i presenti per l’addio. Così tanti che anche il sagrato era pieno di persone, tra amici e colleghi di lavoro: «C’è mezzo aeroporto», il commento di qualcuno. «Da domani Malpensa non sarà più lo stessa», è invece il messaggio dall’altare.
«Sarai sempre l’uomo con la valigia in mano»
«Ci siamo conosciuti 25 anni fa», ha detto Martina, l’amica che poco prima dell’inizio della celebrazione ha voluto ricordare Omar Zin. Tra i ricordi: «Sono stati 25 anni di cene, di viaggi. Eri quella persona che se riceveva una telefonata alle due di notte, rispondeva». Parole pronunciate con un nodo in gola: «Avevi sempre un aneddoto, un nuovo viaggio da raccontarci: niente sarà più uguale, domani». Così come «Malpensa non sarà più la stessa». Ha poi aggiunto: «Saremo più tristi senza le tue battute, tu che te ne sei andato con un’ultima grande storia da condividere. Sono sicura che, guardandoci, dal lassù ti sei fatto pure una grande risata. Ma qui hai lasciato tristezza nei nostri cuori». Ha quindi concluso: «Sarai sempre l’uomo con la valigia in mano. Fai buon viaggio, ti volevamo bene tutti».
L’addio a Omar Zin
A dare l’ultimo saluto a Omar Zin erano presenti familiari, amici e colleghi. Ma anche le istituzioni. A partire dal sindaco fernese Sarah Foti, con il vice Claudia Colombo e l’assessore Mattia Piantanida. Tra le prime file, il vicesindaco lonatese Andrea Colombo.
A celebrare i funerali è stato don Aldo Sutera: «Siamo qui, con il nostro fratello Omar davanti al Signore. E viviamo due misteri: quello della morte e quello di Dio che porta luce nelle nostre esistenze. Non siamo qui solo per un funerale, ma siamo qui come cristiani».
Poi, fuori, l’addio di tutti. Tra gli applausi, gli striscioni degli amici del 76 e una maxi-foto di Omar in sella alla sua moto: «La vita è un viaggio. E chi viaggia vive due volte». Poi il silenzio, rotto dalle parole dei familiari: «Vi ringraziamo per essere così tanti per lui».
Ucciso da un orso in Romania: morto Omar Zin di Ferno. Lavorava a Malpensa
