CASSANO MAGNAGO – L’obiettivo: «Chi di dovere non ignori più la gravità della condizione in cui ci troviamo a vivere e muoverci». E, soprattutto, che «vengano adottati interventi efficaci per la sicurezza di tutti». A parlare sono i residenti di via Sant’Anna e via Marconi a Cassano Magnago, che riaccendono i riflettori sul «pericolo quotidiano» di un incrocio «già teatro di numerosi incidenti». Una zona che è stata presa in esame dall’amministrazione comunale del sindaco Pietro Ottaviani, con uno studio legato alla viabilità. Ma per le famiglie della zona, le misure adottate finora dal Comune risultano «parziali e poco efficaci». E lo hanno riassunto in una lettera di protesta.
Famiglie in protesta
Sono circa sessanta le famiglie residenti lungo e nelle vicinanze di via Sant’Anna e dell’incrocio con via Marconi che hanno firmato la lettera. Alzano la voce, facendo sentire «la nostra preoccupazione, nella speranza che la situazione trovi finalmente una soluzione adeguata». Infatti, ricordano, «via Sant’Anna è attualmente a doppio senso: per dimensioni e caratteristiche è totalmente inadeguata a sostenere il traffico odierno». Sì, perché «è estremamente stretta, priva di marciapiedi, senza spazi sicuri per pedoni o ciclisti, e nelle curve più accentuate non raggiunge nemmeno i 5,5 metri minimi previsti dalla normativa per un doppio senso di marcia». Questa condizione diventa «drammatica» quando transitano camion, trattori o mezzi agricoli: «Episodi che avvengono regolarmente, nonostante il divieto. A dimostrazione della completa dimenticanza di questa strada, il fatto che è sempre piena di immondizia: i pendolari sono soliti gettare la loro spazzatura».
Il traffico e l’incrocio «pericoloso»
Poi l’appunto sul traffico «in aumento». Scrivono: «Dalla chiusura a doppio senso della strada di cedrate nel 2015, i pendolari si sono dirottati su via Marconi e Via Sant’Anna a Cassano, che sono diventate una scorciatoia per i moltissimi che vogliono saltare il casello autostradale: oggi oltre 3mila veicoli la percorrono quotidianamente, rendendola una vera arteria di attraversamento, con un traffico completamente sproporzionato rispetto alle sue possibilità». Nello specifico, il punto di innesto delle due vie in questione «è notoriamente pericoloso e già teatro di numerosi incidenti, tra cui uno molto grave lo scorso anno che ha richiesto l’intervento dell’elisoccorso». In quell’area si concentrano anche chiesa, di fronte all’incrocio, e una scuola a circa 150 metri, «creando ulteriori rischi per bambini e genitori che ogni mattina si muovono a piedi in condizioni di totale insicurezza».
«Misure parziali e poco efficaci»
Secondo i residenti, l’amministrazione comunale «ha finora adottato misure parziali e poco efficaci». Dicono: «Aveva istituito per qualche giorno un senso unico su via Sant’Anna, salvo poi ritornare sui propri passi senza spiegazioni chiare, definendo la misura una “sperimentazione” mai annunciata». Oggi, «al posto di interventi strutturali, sono stati posizionati alcuni new jersey in plastica, che non risolvono in alcun modo le problematiche». E ancora: «Ci è stato anche detto che non è possibile installare dissuasori di velocità perché la strada è provinciale, eppure pochi metri più avanti — nel Comune confinante di Santo Stefano — ne sono stati posati ben sei. Il che ci lascia perplessi sull’effettiva volontà di agire». Concludono: «Come cittadini, abbiamo già inviato segnalazioni ufficiali al Comune, all’ufficio tecnico, alla polizia locale, alla prefettura di Varese, all’Ats Insubria e persino al Difensore civico della Regione Lombardia, ma finora senza riscontri concreti».
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