VARESE – Cna ribadisce con forza il proprio sostegno alla candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’umanità Unesco, attraverso l’impegno diretto dell’Unione Agroalimentare e dei mestieri collegati. Un riconoscimento doveroso per una cultura che unisce, nutre e racconta l’Italia nel mondo.
Espressione identitaria
«Le imprese associate sono il cuore pulsante di un sistema che fonde saperi antichi e innovazione quotidiana – dichiara Mirko Reto, presidente di Cna Lombardia e Cna Lombardia Nord-Ovest settore produzione agroalimentare – la nostra cucina è molto più di un insieme di ricette: è una forma di espressione identitaria, un valore sociale e culturale che appartiene a tutti noi. Sostenere questa candidatura significa valorizzare chi ogni giorno, nei laboratori artigiani, nei forni, nei caseifici e nelle cucine, dà vita a eccellenze che raccontano la vera Italia».
Gli artigiani del cibo
Cna interpreta questa adesione come un impegno strategico per il paese: tutelare la cucina italiana significa contrastare fenomeni dannosi come l’italian sounding, che sottrae ogni anno valore e autenticità alle nostre produzioni, con un impatto stimato di oltre 120 milioni di euro solo sul comparto alimentare. «Questi gesti, seppur semplici, hanno un grande valore – commenta Pasquale Diodato, presidente di Cna Lombardia Nord Ovest – parlano di unità, di visione comune, di consapevolezza che la tutela del nostro patrimonio gastronomico passa anche da un’azione condivisa e diffusa. Gli artigiani del cibo, veri custodi di tradizioni e innovatori di sapori, meritano di essere protagonisti di questo momento storico». Cna Lombardia Nord-Ovest si impegna sul proprio territorio di pertinenza, che comprende anche la provincia di Varese, a promuovere questo percorso di valorizzazione e riconoscimento internazionale. Perché la cucina italiana non è solo storia, è futuro.
Parte da Varese la Cna Lombardia Nord-Ovest. «All’artigianato servono i giovani»
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