Busto, «i nuovi vigili tutti da Torre del Greco?». Scintille tra Max Rogora e Sabba

BUSTO ARSIZIO – «Perché Busto 13 nuovi agenti di Polizia locale sono tutti di Torre del Greco? Neanche se giocavamo la schedina…». La considerazione del consigliere di Fratelli d’Italia Max Rogora sulle assunzioni al comando dei Molini Marzoli – poi si corregge, «sono 10 su 13 da Torre del Greco, ma il problema è che li formiamo e poi se ne vanno via» – innesca un botta e risposta esplosivo con l’assessore alla sicurezza Matteo Sabba. «Dice malignità per mostrarsi all’elettorato» accusa l’esponente della Lista Antonelli. «Non ho bisogno di notorietà – ribatte Rogora – da come ha risposto si capisce come è lei».

L’ex contro. Ancora una volta

Forse è solo la dura legge dell’ex. Max Rogora, già assessore alla sicurezza e viabilità, aveva più volte “battezzato” il suo successore Salvatore Loschiavo e ora la storia si ripete con Matteo Sabba, e non è la prima volta. In realtà però il consigliere di Fratelli d’Italia aveva preso di mira un altro suo “bersaglio” abituale, l’assessore al personale Mario Cislaghi, a proposito del tema assunzioni trattato nel Documento Unico di Programmazione (DUP) che ieri, 22 luglio, è approdato in consiglio comunale. «Mi è venuta la sudorazione, non mi piacciono le risposte dell’assessore Cislaghi, in sei anni non è cambiato niente» l’accusa di Max. Ma quando Matteo Sabba è intervenuto e ha detto a sua volta a Rogora che la sua risposta non gli era piaciuta, l’ex assessore non si è trattenuto e ha attaccato il suo successore.

La questione Torre del Greco

Rewind. L’oggetto del contendere è il turnover al comando di Polizia locale di Busto Arsizio, che ha appena accolto 13 nuovi agenti. «Non sappiamo quanti rimarranno dopo il periodo di prova – ammette l’assessore Mario Cislaghi – ma non possiamo impedire la mobilità per avvicinamento familiare o legge 104, è un problema grosso ma nazionale». Max Rogora non ci sta: «I diritti mi vanno bene, ma è possibile che arrivino tutti da Torre del Greco. Non per discriminare chi ha fatto il concorso e vinto, ci mancherebbe, ma perché di Busto e Legnano non partecipa nessuno? Poi questi vanno giù e quelli che sono restano qui, prendendo meno rispetto ad altre città, devono lavorare il triplo. Se c’è una falla troviamo un escamotage per risolvere il problema». A questo punto parla Matteo Sabba: «Non sono tutti di Torre del Greco, ma parecchi (10 su 13, ndr) e non è vero che vengono accettate tutte le richieste di mobilità, ne sono state appena rifiutate quattro – rivela l’assessore – con il comandante stiamo preparando una proposta per dare di più ai nostri agenti che lavorano tanto e fanno fatica, perché sono pochi e li stiamo torchiando, ma prendono anche 2-400 euro meno rispetto ai pari ruolo dei comandi della zona. Non si può mettere un vincolo territoriale, ed è una follia, ma ho chiesto di togliere il requisito della patente per la moto». Requisito che all’ultimo concorso aveva “falcidiato” di un terzo le domande.

Scintille tra Rogora e Sabba

Il dibattito si accende. «Alzare gli stipendi? L’assessore Cislaghi le dirà che non si può» ribatte Max Rogora. «Da quando non sono più assessore, ne sono andati via tanti di agenti. Ma se arrivano in 50 da Torre del Greco e vogliono rimanere a Busto, sono il primo a chiedere scusa e ringraziarli». E Sabba: «Faremo una proposta per degli incentivi, mai detto che aumenteremo lo stipendio – e qui parte l’accusa a Rogora (e ai “Fratelli”?) – lei lo ha fatto per malignità. Da quella postazione arrivano solo risposte per mostrarsi ad un elettorato e non mi sembra corretto». Poi il consigliere di FdI incassa e non ribatte, smentendo di aver bisogno di «notorietà». Ma la questione degli stipendi più bassi per il personale del Comune di Busto Arsizio apre una nuova polemica, stavolta in casa Forza Italia.

L’altro “caso”

Quando l’assessore Cislaghi ricorda che deriva dagli effetti dell’«ispezione della Ragioneria Generale dello Stato di 22 anni fa» che penalizza Busto con «limiti e vincoli», il capogruppo della Lista Antonelli Marco Lanza, in procinto di passare al nuovo gruppo di Forza Italia, interviene per ricordare il suo intervento a Roma, con l’aiuto del deputato Ettore Rosato, per cercare di sbloccare la vicenda. «Al ministero dell’interno è emersa una questione di volontà politica – sottolinea Lanza – spero che la maggioranza sui tavoli opportuni porti questo appello ad interessarsi nel più breve tempo possibile e risolvere una volta per tutte il problema». E qui è Emanuele Fiore, anch’egli con la tessera di Forza Italia in tasca ma in procinto di restare nel gruppo misto, ad alzare il “ditino”: «Mi preoccupa che si parli di volontà politica sulle evidenze della Ragioneria dello Stato. Spero di aver capito male». Tocca all’europarlamentare della Lega Isabella Tovaglieri correggere il tiro e sgonfiare la polemica sul nascere: «Quando si parla di volontà politica non è riferito al caso specifico di Busto Arsizio. C’era sul tavolo una proposta nazionale che avrebbe fatto al caso di Busto ma non è andata avanti».

Dup a Busto, Max Rogora (FdI) ne ha per tutti, eccetto i leghisti. «Sono un rompiballe»

busto arsizio max rogora sabba – MALPENSA24
Visited 11.152 times, 1 visit(s) today