CASSANO MAGNAGO – Piazza 25 Aprile a Cassano Magnago è pronta. Dopo mesi di cantiere che hanno costretto a rivedere la viabilità – con una serie di inevitabili ricadute nei confronti di chi, quotidianamente, percorre le vie del centro – finalmente l’atteso risultato è arrivato. Si attende il taglio del nastro. Che, inizialmente, era previsto proprio per la Festa della Liberazione: il 25 Aprile, appunto. Ora la nuova data in agenda è segnata «a settembre», rende noto l’assessore ai Lavori Pubblici, Rocco Dabraio. Intanto, però, «la riapertura sarà in settimana», probabilmente mercoledì. «Preparatevi a godervi questo rinnovato spazio tutto da vivere».
La piazza è pronta
Un’opera da 722mila euro complessivi – di cui 500mila coperti da un contributo di Regione Lombardia – per riqualificare una delle aree su cui l’amministrazione del sindaco Pietro Ottaviani ha voluto scommettere per creare uno spazio rinnovato. Il risultato finale, per il momento, include «ventisei piante ad alto fusto, oltre ai nove tigli già esistenti». A questi, si aggiungono «più di 4mila specie erbacee nelle aiuole». Il tutto si sviluppa in 1500 metri quadrati di piazza pavimentata, con 60 metri quadrati di palco pedana. A fare da arredo urbano ci sono ben diciotto panchine e quattro giochi rotativi inclusivi. «Adesso mancano solo gli ultimi ritocchi per la pulizia generale della piazza e l’allacciamento dell’energia elettrica», prosegue la nota di Dabraio. «Poi saremo pronti a ridare alla città questo spazio che rappresenta anche un importante valore storico e morale».
Gli obiettivi
Fra le opere più attese e discusse, che ha diviso la città. C’è chi si è subito convinto subito la nuova piazza 25 Aprile avrebbe portato a un nuovo punto di riferimento per la vita sociale. E c’è chi invece si è messo di traverso, puntando il dito contro la gestione della viabilità o contro l’abbattimento dei tigli (soprattutto nella fase iniziale delle operazioni).
Fra gli obiettivi già inseriti nella relazione tecnica del progetto di fattibilità tecnico economica spiccava la correzione di consolidate situazioni di degrado, attraverso la riqualificazione del luogo e l’implementazione dell’offerta di spazi adibiti allo svago e alla socializzazione. Ma anche rifacendo strade e marciapiedi e inserendo attraversamenti pedonali rialzati. L’opera si sviluppa secondo tre concetti principali: il primo è legato alla memoria del luogo, il secondo implica la rilettura dell’attuale spazio urbano, il terzo guarda al ricordo e alla commemorazione dei Caduti della Resistenza.
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