JERAGO CON ORAGO – Gestore unico dei rifiuti: «Servono confronto e approfondimenti, non semplificazioni estive. I piccoli Comuni non possono essere spettatori». Ad uscire allo scoperto sono i sindaci di Coinger, il presidente dell’assemblea dei soci Mauro Croci (vicesindaco di Sumirago) e il presidente del comitato di controllo analogo Graziano Maffioli (primo cittadino di Casale Litta), che non hanno gradito il dibattito «avviato nelle segrete stanze» sull’ipotesi di un gestore unico provinciale dei rifiuti sul modello del servizio idrico. «Non alziamo muri ideologici e pregiudiziali, ma non accetteremo cambiamenti imposti dall’alto, che penalizzino i cittadini e allontanino i Comuni dal governo di un servizio tanto essenziale».
Le frecciate
«Negli ultimi giorni si è acceso un vivace dibattito, rilanciato da testate locali e da dichiarazioni a effetto, sul futuro della gestione dei rifiuti nella provincia di Varese – si legge nella nota degli amministratori di Coinger – in particolare, è tornata alla ribalta – in modo superficiale e parziale – l’ipotesi di affidare il servizio a un unico gestore per l’intero territorio provinciale». Idea che genera molte perplessità, di merito e di metodo: «Decidere del futuro di un servizio fondamentale come quello dei rifiuti non può avvenire né nelle segrete stanze delle segreterie di partito né a colpi di comunicati stampa, né tantomeno invocando presunte semplificazioni gestionali – tuonano Croci e Maffioli – sia chiaro: non intendiamo alzare muri ideologici né pronunciare “no” pregiudiziali. Al contrario, riteniamo indispensabile aprire un confronto vero, pragmatico e partecipato, che coinvolga i territori, i Sindaci e tutti gli stakeholder della filiera, prima di avviare cambiamenti tanto strutturali quanto irreversibili».
Le perplessità
Gli amministratori gestiti da Coinger rivendicano i punti di forza della loro società, anch’essa al 100% pubblica: «Una gestione integrata dei rifiuti costruita su misura per realtà di dimensioni contenute – elencano Croci e Maffioli – prossimità decisionale e rappresentanza diretta dei Comuni nei processi di governance; qualità del servizio, garantita da puntualità, capillarità e livelli di raccolta differenziata tra i più alti del Paese; contenimento dei costi, ottenuto grazie a una struttura snella e cooperativa; capacità di adattarsi con flessibilità alle esigenze locali (ritiri domiciliari, servizi a chiamata, supporto a manifestazioni pubbliche, spazzamento strade, distributori locali di dotazioni, ecc.). Tutto questo è possibile solo grazie a un modello vicino ai cittadini e alle amministrazioni, non certo con un sistema centralizzato, che rischia di standardizzare servizi pensati per realtà completamente diverse dalle nostre».
Quale futuro per i “piccoli”?
I rappresentanti delle realtà servite da Coinger mettono poi in evidenza «un dato oggettivo e spesso trascurato: sono i piccoli Comuni a registrare i più alti livelli di raccolta differenziata, con percentuali da primato che attestano l’impegno dei cittadini e l’efficienza di un sistema che funziona». Ecco perché «rimettere tutto in discussione senza una valutazione tecnica approfondita e senza ascoltare chi quotidianamente amministra il territorio è un errore di metodo prima ancora che di merito». Così, alla luce della prospettiva di un unico gestore provinciale, i sindaci di Coinger ritengono «necessario mettere in evidenza le criticità reali e sollecitare un percorso di approfondimento trasparente, libero da condizionamenti politici o commerciali».
I rischi e le criticità
Croci e Maffioli mettono in fila «rischi e criticità concreti». Dalla «marginalizzazione dei piccoli Comuni, con servizi meno flessibili e meno capaci di adattarsi alle realtà locali», alla «perdita di controllo da parte delle amministrazioni comunali, che rischiano di diventare meri esecutori di decisioni prese altrove». Dai «costi potenzialmente più elevati per i cittadini, in assenza di un’analisi comparativa chiara tra i sistemi attuali e quelli proposti», alla «distanza geografica e decisionale, con rischio di disservizi e tempi di risposta più lunghi». Fino all’«appiattimento dell’innovazione locale, che spesso nasce proprio da iniziative comunali o consortili radicate sul territorio».
La proposta alternativa
Quale alternativa? Gli amministratori dei Comuni gestiti da Coinger chiedono ufficialmente «l’apertura di tavoli di lavoro territoriali, con il coinvolgimento attivo dei Sindaci, delle società di gestione esistenti (come Coinger) e degli enti sovracomunali (Provincia, Regione)». Ma anche «la condivisione pubblica di analisi comparative su qualità, costi e livelli di servizio» e «la definizione partecipata di criteri oggettivi prima di ogni scelta futura». Chiarendo: «Non siamo contrari a valutare possibili miglioramenti, ma non accetteremo cambiamenti imposti dall’alto, che penalizzino i cittadini e allontanino i Comuni dal governo di un servizio tanto essenziale».
Un gestore unico per la raccolta dei rifiuti. Primo incontro a Villa Recalcati
