Mauro Moreno è il nuovo direttore generale dell’Asst Sette Laghi che governa l’offerta sanitaria in metà della provincia, con al centro l’ospedale di Circolo di Varese. Sostituisce Giuseppe Micale, spostato al vertice dell’Agenzia Regionale di Controllo. Fin qui la notizia che scaturisce dalla riunione della giunta di Palazzo Lombardia di venerdì 1 agosto. Il tutto nella presunta normalità degli assestamenti dei posti apicali di Asst e Ats, così come richiesto dalle necessità del momento. Necessità che non sono soltanto operative e tecniche, ma politiche. Perché bisogna essere dei “puri di spirito” per credere che la politica, prima di ogni altro aspetto, non sia entrata a mani basse nell’avvicendamento negli uffici di Villa Tamagno, sede della direzione generale della stessa Azienda Socio Sanitaria Territoriale.
E’ la politica che da alcuni mesi preme per rimescolare le carte, partendo proprio da Varese. In gioco c’è la supremazia gestionale dell’intero comparto sanitario regionale e, per quanto riguarda Micale, fa premio l’incompatibilità dei rapporti con l’assessore regionale Guido Bertolaso. Il quale, soltanto alcuni mesi fa (era la fine di maggio), aveva assicurato che “Micale non si tocca”. Si trattava probabilmente di una dichiarazione di circostanza, nell’imperversare di una bufera mediatica attorno alla figura del direttore generale, preso in mezzo per alcune scelte gestionali che non erano piaciute – così si disse – proprio a Bertolaso.
Da lì, il valzer dei nomi. Da lì i veti sui diversi candidati proposti, sempre secondo i sussurri e le grida, dall’assessore al Welfare con il sostegno di Attilo Fontana, il governatore leghista che l’aveva voluto in giunta. Stop che sarebbero stati imposti da Fratelli d’Italia e da quella parte della Lega che non ha mai visto di buon occhio Bertolaso e vorrebbe un Fontana più assertivo. “Quello lì (Bertolaso, ndr) non pensi di venire qui a comandare” si è lasciato sfuggire un noto esponente del centrodestra durante un colloquio con alcuni giornalisti. Ergo? Fratelli d’Italia ha intenzione di prendere sotto il suo ombrello l’intera partita della sanità, non solo in provincia di Varese. Dove, a dire il vero, ha piantato solide bandierine nell’altra Asst, a Busto Arsizio, indicando a piè pari i componenti dell’intera direzione strategica.
Tutto chiaro? Mica tanto, alla luce delle due prese di posizione pubbliche di Andrea Pellicini, deputato e coordinatore provinciale dei Fratelli, a favore di Micale. Soltanto uscite, diciamo così, d’opportunità, o per quale altra ragione, incomprensioni (eufemiso) all’interno del partito? Pellicini, ma anche Davide Galimberti, sindaco piddino di Palazzo Estense, che non ha fatto mistero, assieme al suo delegato alla sanità Guido Bonoldi, di essere schierato dalla parte di Micale. Certo, Galimberti è del Partito democratico, ma il suo ruolo istituzionale avrà pure un peso anche dalle parti del centrodestra regionale. Che, alla fine, sull’onda di un soffertissimo accordo per il nome del subentrante e senza tenere conto di tutti gli appelli pro Micale, ha deciso per la sostituzione del dg del Circolo di Varese.
Con quale prospettiva? Bè, per quanto riguarda Moreno, forte della sua indiscussa esperienza professionale, con il massimo appoggio, ci mancherebbe. Per quanto riguarda Bertolaso, non si sa. O si può intuire. Alle viste, a settembre, c’è forse un mini rimpasto nell’esecutivo di Palazzo Lombardia, favorito dalla crescita del gruppo consiliare di Forza Italia, che sta facendo campagna acquisti. Se i berlusconiani dovessero chiedere un assessore, chi sarà sacrificato? Il nome pare sia già scritto: Bertolaso. E al suo posto potrebbe (dovrebbe) andarci un esponente, guarda caso, di Fratelli d’Italia. Chi se no?
Dg Asst Sette Laghi ci siamo: Regione Lombardia nomina Mauro Moreno
