Sono bastati due articoli dedicati ai movimenti delle locali truppe vannacciane per animare la sonnolenta estate della politica varesina. Il primo, a firma di Andrea Della Bella, svelava i malriposti segreti di bustocchi ammaliati dal Generale, attivi nella formazione di un gruppo a lui vicino con la presenza, più o meno determinante, del segretario cittadino di Fratelli d’Italia, Alberto Falciglia, non esattamente un’adesione coerente con il ruolo e la sua appartenenza ai meloniani; il secondo articolo, sempre redatto dall’indomito Della Bella, proponeva un’intervista alla referente principale di Vannacci sul territorio, Stefania Bardelli, dispensatrice di informazioni tutte da interpretare sui programmi del team che presiede e che, nonostante le precisazioni contrarie, portano dritte dritte alle elezioni amministrative.
Tant’è vero che il primo a preoccuparsi pubblicamente di quanto riportato tra virgolette è stato il segretario provinciale della Lega, Andrea Cassani che, a quanto ci dicono, si trova in vacanza nel lontano Oriente, ma rimane connesso con ciò che accade tra Varese, Gallarate e Busto Arsizio. Preoccupazione subito manifestata nella dichiarazione che, Roberto Vannacci, nominato vice segretario di Matteo Salvini, non avrà agio di presentare liste elettorali, anche se contigue alla Lega, quando sarà il momento. Se lo facesse tradirebbe il mandato che, non a caso, gli è stato conferito dal lider maximo leghista. Quello di Cassani ha tutta l’aria di essere uno stop preventivo per evitare scombussolamenti in una compagine che, fino a prova contraria, è in deficit di consensi anche nella sua terra d’origine, il Varesotto. Cassani, e con lui i salviniani duri e puri, sono da capire, eccome.
Sul versante dei “Fratelli” le reazioni sono rimaste dentro i recinti delle sezioni, dove serpeggia lo smarrimento a fronte della notizia che il coordinatore di Busto Arsizio sarebbe (è) un simpatizzante di Roberto Vannacci, tanto da prendere parte a uno dei suoi circoli o club o come si vogliono chiamare. Un allarme che si manifesta in pieno agosto nel partito di maggioranza relativa: diversi suoi componenti sono attratti dalla destra/destra che contraddistingue la risoluta azione politica del Generale, in contrapposizione alla destra moderata di Giorgia Meloni. E’ così? Secondo chi la sa lunga, è certamente così. La scelta di Falciglia, considerato un camerata tra i più determinati, ne sarebbe la conferma. Per dirla in un altro modo, c’è chi intravede il rischio di voti in uscita verso un ipotetico e sempre possibile nuovo partito ispirato da Vannacci. E per questo sollecita i vertici dei Fratelli a prendere decise posizioni per fermare sul nascere certe pulsioni contrarie alla “nuova” destra di governo.
Detto questo, le conclusioni sono presto sintetizzate: è bastato che il Generale facesse “bu!”, sulla spinta di qualche suo accolito, attraverso Malpensa24 per spaventare il centrodestra varesino, che nelle ultime amministrative (Saronno, Castellanza) ha beccato scoppole pesanti e che, comprensibilmente, ne vuole evitare altre quando andranno al voto, in primavera, una decina di altri Comuni, tra cui Somma Lombardo e Luino, in attesa della tornata del 2027 quando la posta in gioco saranno le amministrazioni del capoluogo, di Busto e Gallarate. Di “mondi al contrario” alle urne, il centrodestra non ne vuole più sapere. Possibilmente senza un Generale che rompe (le righe).
