Più che Mondo al contrario, verrebbe da dire “un mondo a sé”. Come sta andando il processo di integrazione tra i leghisti e il cosmo di Roberto Vannacci a Varese e provincia, in vista dell’appuntamento elettorale del 2027? Partendo da questo quesito che nessuno (almeno ufficialmente) ha posto in Lega – forse per timore, forse per mancanza di risposte – proviamo a tracciare il quadro.
Non basta l’Alberto da Giussano appuntato sulla giacca
Per un momento mettiamo da parte il ritornello di chi sostiene che “non c’è più la Lega di una volta e nemmeno i leghisti”. Anche perché, “panta rei”: tutto scorre e tutto cambia. E partiamo dal fenomeno (inteso come esplosione di consensi) Vannacci. Una bomba a orologeria che Salvini si è trovato tra le mani e che ha provato a disinnescare investendolo (senza spada né corona ferrea) del ruolo di vicecommissario nazionale.
Risultato: Roberto Vannacci, lo scorso aprile, quando venne a Varese per la seconda volta, si presentò con l’Alberto da Giussano appuntato sul revers della giacca. Ma basta lo spadone dell’Alberto per fare di un militare graduato un militante leghista? Di questi tempi, forse. Anche se la pin distintiva non è sufficiente a diradare la diffidenza di chi ha temprato il DNA leghista vivendo il partito da Bossi a Salvini o comunque ben prima della “Riforma secondo capitan Matteo”.
E questo si vede a colpo d’occhio. I leghisti che tengono il piede in due scarpe (tessera Lega e iscrizione a un Team Vannacci in saccoccia) sono pochi: si contano sulle dita di una mano. E quando qualcuno è stato pizzicato in “odor di generale”, subito è arrivata l’excusatio non petita: «Sono qui per capire». Questo per dire che i gradi conferiti da Salvini non sono bastati per lo sdoganamento.
Sdoganamento che forse nemmeno interessa al Generale. Infatti, lui continua a raccontare la sua storia politica, il suo Mondo al contrario. Premettendo, di tanto in tanto, di “essere leghista”: frase che pulsa meno emozione di qualunque altra presente nel suo campionario politico. Non solo. I Vannacciani si guardano bene dall’entrare in Lega e lavorano invece alla costruzione di un Mondo al contrario che anche a Varese sta diventando un… mondo a parte. A oggi, infatti, un incontro programmatico con vista 2027 tra Marco Bordonaro (segretario cittadino della Lega) e Stefania Bardelli, team leader di uno dei due Mac varesini, sarebbe una notizia. Che, in questo momento, non c’è.
Due team in città
In città i team Vannacci sono già due. Il vate ispiratore non ha posto limiti: chi vuole può dar vita a un team, anche nella stessa città e anche in presenza di altre realtà. Ma si sa che, a volte, non si va d’accordo nemmeno con se stessi. Figuriamoci se si è in due e di mezzo c’è la politica, pur dello stesso colore.
Intanto c’è entusiasmo, competizione e ambizione. E così, un team vanta la primogenitura e l’altro mette sul tavolo il maggior numero di aderenti. Uno organizza corsi di autodifesa, l’altro una risottata (sarà mica per strizzare l’occhio a un format che richiama subito la Lega?) con un maestro di arti marziali come ospite. Uno “prende” i like di Roberto Vannacci (o meglio la sua leader ha un filo diretto con il generale) e sfiora i mille follower, l’altro c’è ma cura poco la “digital face”.
Tutti e due stanno lavorando (per conto proprio) per portare di nuovo Vannacci a Varese e tutti e due contano qualche leghista in squadra, anche se in sordina. Insomma, entrambi pescano nello stesso stagno di idee, valori e problemi. Ma la domanda è: perché tutto questo iperattivismo?
2027, il traguardo delle amministrative
Il 2027 si avvicina. Nel mondo vannacciano serpeggia – e cresce – l’idea di giocare la partita. Nessuno sa ancora come: dall’alto, per ora, non sono arrivate regole, limitazioni o imposizioni. Tutti sono liberi di farsi notare e calamitare consensi. E non è detto che questa libertà non venga, a un certo punto, incanalata.
Parlando con qualche esponente del Mondo al contrario, lontano dai microfoni, emergono due cose. La prima: «L’idea originaria del generale era quella di fare un partito a sé. E credo che questo obiettivo sia rimasto». La seconda: «I team stanno crescendo un po’ in tutta Italia. In Toscana ci siamo già “mangiati” la Lega e praticamente ci siamo solo noi».
Quindi? L’assorbimento per simbiosi, avvenuto (ammesso che sia davvero avvenuto) in Toscana, non è riproponibile a Varese. Qui, però, resta aperto il dilemma: “Alle prossime amministrative, in lista con la Lega o con liste autonome di Roberto Vannacci sempre nel centrodestra, of course?”. I leghisti dicono che la seconda ipotesi è impossibile, ma dovranno comunque digerire la prima.
E poi bisognerà dirimere le beghe – per ora a distanza, ma prima o poi destinate a esplodere – tra i due team. «Roba loro», commenta un leghista. Due parole che, più di tutte, fanno capire che i mondi sono sì al contrario, ma anche a sé. E persino molto distanti.
Roberto Vannacci a Varese: «La Lega è il mio partito. Ora la voglio vannaccizzare»
vannacci varese mondo – MALPENSA24
