VARESE – Una città che sta vivendo un trend positivo dal punto di vista del turismo incoming: nel primo semestre 2025 il tasso di occupazione delle camere in hotel è aumentato del 6,5% (dati dell’Osservatorio Turistico Economico diffusi da Federalberghi Varese). Ma ci sono tanti margini per crescere ancora. E soprattutto per farlo in un modo che porti sì ricchezza ma non disagi a chi a Varese e provincia ci vive tutto l’anno: il turismo “active” in questo senso può essere la chiave. Sono tanti gli spunti che sono emersi dal reportage estivo a puntate di Malpensa24 sul turismo in città e nei suoi dintorni, che abbiamo voluto riassumere nel video qui sotto. E che proviamo ad analizzare uno per uno, immaginando di costruire – portata dopo portata – il menu ideale della Varese turistica.
L’antipasto: laghi e natura
Come antipasto come non iniziare da quello che c’è già sul tavolo, ovvero la ricchezza che la natura ha donato ad un territorio incastonato tra i laghi e le Prealpi. Una base di partenza niente male, soprattutto se si considera il fascino che i paesaggi delle valli varesine suscitano nei turisti del Nord Europa, che qui trovano un po’ il loro mare, con atmosfere già mediterranee dal Maggiore al Ceresio. Del resto già due secoli fa, nell’epoca d’oro del Grand Tour, lo scrittore francese Stendhal scriveva così: «Al tramonto, vedevamo sette laghi. Credimi, amico, sensazioni simili, si può correre tutta la Francia e tutta la Germania e non averne una sola». Se a questo si aggiunge il fatto che Varese è la provincia con più siti Unesco d’Italia – ben quattro – nessun dubbio può restare dunque sulle potenzialità turistiche ancora non sfruttate appieno di un territorio non abbastanza conosciuto fuori dai suoi confini (e spesso anche da chi ci vive) per quello che può offrire.
Il primo: la posizione strategica
Dall’antipasto al primo. Che è altrettanto succulento. Varese gode di una posizione invidiabile, non solo per i motivi geografici e di conformazione del territorio già citati, ma proprio per la sua location baricentrica che la proietta nel cuore dell’Europa. Innanzitutto Malpensa: un aeroporto internazionale di questo livello a 40 minuti di treno (o mezz’ora d’auto) non è certo cosa comune a tutte le località turistiche e questo non può che rappresentare un enorme vantaggio da sfruttare. E in meno di un’ora da Varese si arriva a Como, Milano e Lugano, città dove è più difficile trovare un alloggio o perlomeno farlo a prezzi contenuti. La città giardino (e il suo territorio più in generale) può e deve riuscire il più possibile a fare da luogo centrale e catalizzatore per i turisti che vogliono andare alla scoperta di quest’angolo tra Italia e Svizzera. Riuscendo ad aumentare la permanenza media con effetti a cascata per tutta l’economia del territorio.
Il secondo: lo sport
E parlando di ricadute positive sul piatto della seconda portata non può che esserci lo sport. Quello che viene ripetuto come un mantra ogni volta che c’è una competizione internazionale in scena sul lago o sulle strade della provincia non potrebbe essere più vero: la vetrina che questi eventi garantiscono è fondamentale per portare – attraverso le immagini che finiscono sulle tv dei 5 continenti – il nome di Varese nel mondo. Lo spartiacque è stato il 2008, con i Mondiali di ciclismo. Da lì in poi è iniziato il binomio turismo-sport che continua anno dopo anno, per restare in tema di due ruote, con la Tre Valli Varesine e il prossimo novembre anche il mondiale di ciclocross, che la Binda si è aggiudicata per due anni di fila: 2025 e 2026. Ma in bici non ci vanno solo gli atleti: gli appassionati che percorrono le strade del Varesotto sono sempre più numerosi, dall’avvento della Gran Fondo al progetto Varese Doyoubike. E come testimoniato dagli official point si tratta di un turismo positivo, responsabile e consapevole. In poche parole i turisti migliori che si possano desiderare sul proprio territorio. E il piatto dello sport non è ancora finito: c’è anche il canottaggio, dagli Europei del 2012 alla lunga scia di eventi internazionali che continua alla Schiranna ininterrottamente da 6 anni. In occasione della tappa di Coppa del mondo dello scorso giugno Federalberghi Varese ha registrato punte di occupazione delle camere fino al 100% nelle strutture della città.
Il dolce: gli eventi
Come dunque sfruttare al meglio tutti questi asset? La ciliegina sulla torta, giunti ormai al dolce, non possono che essere gli eventi. E non solo quelli sportivi, ma anche altre iniziative capaci di valorizzare il brand Varese, ma anche Lago Maggiore e Lago Ceresio. Senza dimenticare le altre città: un esempio la collaborazione tra Varese e Gallarate con la candidatura a capitale dell’arte contemporanea. Risultato che se dovesse andare in porto contribuirebbe proprio a portare sul territorio anche una tipologia differente di turisti. E con questo magari altri appuntamenti che siano in grado di crescere nel tempo e di legarsi al nome di Varese. Come emerso dal reportage dello scorso agosto gli eventi sono proprio quello che manca a detta di chi gestisce l’ospitalità, sia alberghiera che extralberghiera. Poi ci sono anche i servizi, non meno importanti per agevolare il turista nei suoi spostamenti. Un esempio su tutti: il battello Laveno-Santa Caterina che fino a quest’estate mancava. Gli ingredienti ci sono tutti dunque: alle istituzioni, dalla Provincia ai Comuni e con il coordinamento della neonata fondazione Varese Welcome il compito di amalgamarli al meglio per ricavarne la ricetta perfetta.
Le quattro puntate del reportage
Puntata 1 – I turisti a Varese
Puntata 2 – Una suite in centro
Puntata 3 – Estate da record in hotel
Puntata 4 – Il cicloturismo sul Ceresio
Nell’estate del battello all’eremo di Santa Caterina del Sasso aumentano i visitatori
