VARESE – «In un festival dall’anima internazionale quest’anno ogni serata porterà un’impronta di varesinità»: così il direttore artistico Marco Castiglioni ha annunciato del filo conduttore della nuova edizione di Varese Archeofilm, che si svolgerà alla Sala Montanari da mercoledì 3 a sabato 6 settembre. Infatti nella prima serata della rassegna condotta da Giulia Pruneti e organizzata dal Comune in collaborazione con il Museo Castiglioni, che si aprirà con la figura di Mikhail Gerasimov, inventore del sistema di ricostruzione facciale, «si parlerà del lavoro che sta svolgendo le ricercatrici dell’Università dell’Insubria sul volto della misteriosa mummia di Villa Mirabello. Appartiene a un bambino e risale al Seicento, è anche un modo per restituirgli una dignità».

Il programma
Il giorno seguente tra gli ospiti ci saranno Barbara Cermesoni, conservatrice dei Musei Civici di Varese che interverrà sul tema delle palafitte, e Massimo Lazzaroni, direttore organizzativo del festival Cortisonici: «All’ultimo Firenze Archeofilm ho visto che sono stati proposti numerosi cortometraggi – ha spiegato Castiglioni – sarà molto interessante vedere come questo genere cinematografico possa essere applicato all’ambito scientifico».
Venerdì arriverà Annalisa Losacco, autrice varesina dell’opera “Una scuola nella savana”, e «sarà anche l’occasione per ricordare mio padre Angelo e mio zio Alfredo proiettando il “teaser” del nuovo documentario di Nicolò Bongiorno: mostrerà una prima serie di riprese degli scavi in corso ad Adulis in Eritrea».
Per la serata finale, in cui verranno conferiti i premi “Città di Varese” e “Alfredo e Angelo Castiglioni” dedicati rispettivamente alle opere più gradite da pubblico e dalla giuria tecnica, «il territorio sarà protagonista con le proiezioni fuori concorso di “La città giardino”, di Losacco ed Eugenio Manghi, autori per Geo & Geo, e “Un passato scritto nell’acqua – Intervista a Luigi Giorgetti” di Massimo Valerio, in cui “Il Negus” racconterà la storia della pesca sul lago, una parte della nostra cultura e delle nostre radici». Ecco i titoli che dalle 20.30 saranno proiettati nella sala di via Bersaglieri:
Mercoledì 3 settembre
- “I volti del tempo” (Nikita Khokhlov e Elena Sheblaklova, Russia)
Il film è stato realizzato in occasione del centenario dalla nascita dell’antropologo, archeologo russo-sovietico Mikhail Gerasimov, che sviluppò un metodo per ricostruire l’aspetto di una persona basandosi sui resti ossei. In seguito sei suoi collaboratori e studenti elaborarono un sistema di ricostruzione grafica partendo dal cranio. - “Storie di ossa” (Gabriele Clementi, Italia)
Dentro ogni osso c’è una storia, l’eco nascosta di una vita passata. Le ossa portano le tracce dell’esperienza di vita di un individuo, di una comunità, di un popolo. Ci aiutano a ricostruire eventi drammatici e possono perfino rivelare il volto di un nostro antenato. All’Università di Siena l’antropologo e illustratore anatomico Stefano Ricci Cortili dedica la sua vita a questo particolare tipo di ricerca archeologica. La conoscenza che ha acquisito porta alla luce i segreti nascosti nelle ossa. - Incontro/intervista con Roberta Fusco, Nicol Rossetti e Arianna Vanni, Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita dell’Università degli Studi dell’Insubria e Roberto Taglioretti, LabDig 3A Academy Association
- “Alhambra, il paradiso perduto” (Marc Janpolsky, Francia)
L’Alhambra, sontuosa residenza difensiva, simbolo dell’apice socioculturale del Regno di Granada, ultima roccaforte musulmana in una Spagna ancora cattolica e palazzo rinascimentale sotto Carlo V, conserva ancora oggi gli strati di ottocento anni di storia architettura, sogni e fantasie. Dai numerosi scavi e progetti di restauro in corso, storici e scienziati fanno emergere l’eccezionale e tragico destino di questa città islamica capolavoro architettonico d’Occidente.
Giovedì 4 settembre
- “Antiche tracce – La vita in palafitta” (Federico Basso, Italia)
Il cortometraggio racconta la vita e il quotidiano delle comunità preistoriche vissute presso i siti palafitticoli dell’Italia settentrionale, oggi patrimonio Unesco. Girato e ambientato nel sito Unesco – Parco Archeo Natura di Fiavé (Trento), il film ricostruisce con rigore scientifico-archeologico come si svolgevano le attività di pesca, caccia, artigianato e costruzione delle palafitte. - “Luigi De Gregori – Salvare la creatura” (Tommaso Séstito e Lorenzo Chechi, Italia)
Roma, 1936. La Seconda Guerra Mondiale è all’orizzonte. Il governo italiano decide di attuare un piano di protezione antiaerea per salvaguardare il patrimonio artistico e culturale nazionale. La difesa dei materiali librari più preziosi della Capitale è affidata a Luigi De Gregori, bibliotecario di fama internazionale e punto di riferimento per i direttori di biblioteche di tutta Italia. Inizia così la ricerca di nascondigli sicuri. - “Segni dalla preistoria” (Vincenzo Capalbo e Marilena Bertozzi, Italia)
Attraverso le parole di Paolo Graziosi e ripercorrendo i suoi più importanti scavi e ricerche in Italia, è stato possibile creare un viaggio virtuale all’interno di luoghi di straordinaria bellezza che conservano le tracce della più antica arte dell’uomo.
Un percorso nell’arte preistorica italiana che rende accessibile un patrimonio straordinario di immagini spesso situate in grotte non visitabili: dalle incisioni dei cacciatori raccoglitori del Paleolitico di Papasidero (Calabria) e Levanzo (Sicilia), attraverso le pitture neolitiche di Levanzo e Porto Badisco (Puglia), fino alle incisioni della tarda Preistoria in Valcamonica (Lombardia). Segni che arrivano fino a noi dalle profondità del tempo. - “Sui tetti di chi dorme” (Antonello Pisano Murgia, Italia)
Tuvixeddu è la più grande necropoli punica del Mediterraneo. Ciò che rimane della necropoli è soltanto un frammento di bellezza sopravvissuto ai soprusi del tempo, della storia e dei costruttori. Un cimitero dove si ha l’impressione che sia notte anche di giorno. Degli eterni fantasmi, come inquilini sfrattati, raccontano questo dramma tra sussurri e grida di fugacità. - Incontro / intervista con Barbara Cermesoni, archeologa conservatrice dei Musei Civici di Varese e Massimo Lazzaroni, direttore organizzativo di Cortisonici
- “Le donne del telaio” (Federico Ferrario, Italia)
In un luogo remoto nel Nord dell’Argentina le donne portano avanti la tradizione dei manufatti creati con telai a mano. Il loro è un flusso di lavoro ispirato alla natura, scandito dal battito di un mondo totalmente al femminile. - “Lawrence of Moravia” (Jan Cechi, Repubblica Ceca e Portogallo)
Alois Musil, prete cattolico, è uno dei più importanti scopritori di tesori archeologici nel mondo musulmano. Musil si trovava in Medio Oriente quando scoppiò la Prima Guerra Mondiale e il governo austro-ungarico dell’epoca tentò di reclutarlo come spia, tanto da essere conosciuto come il Lawrence d’Arabia della Moravia. Il sacerdote divenne nomade e durante una delle sue spedizioni scoprì l’antica fortezza di Amra, che lo rese famoso in tutto il mondo. - “Micro – La minaccia invisibile” (Giuseppe Barile, Italia)
Un’immersione nel mare cristallino delle Isole Tremiti, per esaminare la crescente presenza e gli impatti silenziosi delle microplastiche sull’ecosistema marino. Dall’influenza sulla catena alimentare alla minaccia per la biodiversità, il documentario esplora gli aspetti meno noti di questa sfida ambientale, tra cui le possibili implicazioni sulla salute umana. Un invito a riflettere sulla responsabilità collettiva nel preservare la bellezza e la fragilità del nostro mare.

Venerdì 5 settembre
- “Una scuola nella savana” (Annalisa Losacco e Giulia Pinto, Italia)
Nel cuore dell’area protetta transfrontaliera più vasta del mondo – la Kavango-Zambezi Tfca, grande quanto la Germania e l’Austria insieme – c’è una scuola ideale per il futuro delle nuove generazioni e per il Pianeta: la Wild Kids Academy. Il suo obiettivo più importante è creare una generazione di adulti che abbiano piena coscienza dell’ambiente e dell’essere parte di un ecosistema, con la capacità così di prevenire i problemi. Per questo le attività accademiche vengono sempre coniugate sulla conservazione della Natura e sulla diversità culturale. Importanti sono le attività extrascolastiche, come vivere qualche giorno con la popolazione di boscimani San, i più antichi abitanti dell’Africa australe. È la migliore occasione per imparare dal loro immenso patrimonio culturale. - Incontro / intervista con Annalisa Losacco, filmmaker, fotografa e storyteller, Giulia Pinto, seconda unità di ripresa, e Serena Massa, direttrice scientifica del Museo Castiglioni, direttrice scavi archeologici ad Adulis (Eritrea) e docente dell’Università Cattolica
- Presentazione di “Adulis Project”, anticipazione dei nuovo film del regista Nicolò Bongiorno
- “Artemide – ll tempio perduto” (Sébastien Reichenbach, Svizzera)
L’ubicazione del santuario di Artemide ad Amarynthos è rimasta a lungo uno dei grandi enigmi archeologici dell’antichità greca. Da cinquant’anni l’archeologo Denis Knoepfler sì è appassionato a questo tempio perduto. Grazie alle sue ricerche e alla tenacia di un team internazionale di archeologi, il mistero è stato finalmente svelato. Il film ripercorre questa epopea collettiva, ricca di colpi di scena descrivendo le fasi cruciali di un’indagine che ha affascinato, e continua ad affascinare, diverse generazioni di archeologi.
Sabato 6 settembre
- Fuori concorso “Varese e il suo territorio”: “La città giardino” (Eugenio Manghi, Annalisa Losacco, con la collaborazione di Pino Farè, Italia)
Al vertice settentrionale del territorio forse più industrializzato d’Italia, tra i laghi e le dolci colline prealpine, si apre La Città Giardino:Varese. Un comprensorio verde molto vasto, fatto di ville, bassi palazzi e piacevolmente ornato da grandi parchi e e onnipresenti giardini. Una città a misura d’uomo, nata e cresciuta in armonia con l’ambiente. Una “perla verde” da imitare. - Incontro/intervista con Eugenio Manghi, regista, fotografo e documentarista, Massimo Valerio, regista, fotografo e videomaker, con l’intervento di Marco Iemmi, poeta
- Premiazioni
- Fuori concorso “Varese e il suo territorio”: “Un passato scritto nell’acqua – Intervista a Luigi Giorgetti” (Massimo Valerio, Italia)
Barbara, responsabile della Riserva Naturale Palude Brabbia, ci accompagna in un viaggio nel passato con il pescatore storico di Cazzago Brabbia: Luigi Giorgetti, detto “Il Negus”. Un percorso attraverso la storia del lago di Varese che attraverserà anche ricordi e momenti della Palude di più di cinquant’anni fa.
Banksy trionfa a Varese Archeofilm, la street art conquista pubblico e critica
