Guillen, il direttore: “La Vuelta continuerà. Arriveremo a Madrid, nessun piano B”

Vuelta direttore Guillen proteste
Javier Guillen, direttore generale della Vuelta (Sirotti)

Dopo la tormentata 16a tappa della Vuelta, sospesa a 8 km dal traguardo di Castro de Herville, in Galicia, a causa della manifestazione Pro Palestina, Javier Guillen s’è presentato davanti ai microfoni per un’improvvisata conferenza stampa. Tono deciso, sguardo arrabbiato. “La prima cosa che vi voglio dire è il più decisio rifiuto a quello che abbiamo vissuto oggi – ha attaccato Guillen -. Il messaggio principale è che continueremo, domani daremo regolarmente la partenza della tappa. Capisco che siamo in una Vuelta molto dura e intensa attorno alla quale s’è scatenato un dibattito straordinario. Dibattito nel quale noi non siamo mai voluti entrare. Il nostro compito è rispettare le norme e le leggi. Deve essere chiaro che non si possono accorciare le tappe, non si può bloccare il passaggio dei corridori. E’ una cosa illegale, è contro la legge. Ci sono persone che vogliono utilizzare la Vuelta per manifestare contro qualcosa di terribile che sta succedendo nel mondo. E’ indubbio che tutti noi vogliamo la pace, nessuno lo può mettere in dubbio. Noi vogliamo solo difendere il nostro sport, la nostra corsa e il nostro lavoro. Per questo ci siamo sempre mossi nel principio della legalità per quello che possiamo fare per i corridori, il pubblico e la corsa. Però, ripeto, tutti si devono muovere nella legalità sia a livello penale, sia sportivo”.

La conferenza stampa di Javier Guillen, direttore generale della Vuelta (Sirotti)

Non si può tollerare

“Non si possono tollerare comportamenti così – ha proseguito Guillen – Stiamo facendo un grandissimo sforzo per portare avanti la corsa. Grandissimo sforzo. Per questo chiediamo la collaborazione di tutti anche di quelli che pensano che fermare una corsa sia qualcosa di giusto, di lecito. Non si può fare. In nessun altro sport sta succedendo quello che sta succedendo qui. Nessuna federazione internazionale ha preso altre misure, nessuna sanzione contro le squadre di Israele. L’Italia a calcio ha giocato ieri contro Israele, nessuno ha messo in dubbio la partita. La nostra intenzione è portare la Vuelta a Madrid. Non c’è nessun piano B. Vogliamo arrivare a Madrid”.

Tutto il possibile

Alla domanda su cosa concretamente la Vuelta può fare per salvarsi da questa ondata di protesta la risposta è chiara: “Non è tanto quello che noi possiamo fare, il punto è quello che gli altri non possono fare. Noi abbiamo il massimo appoggio delle forze dell’ordine. la corsa ha rafforzato tutti i dispositivi di sicurezza. Lo stadio della Vuelta sono molti chilometri. La nostra non è una crociata. Non lotto contro nessuno, voglio solo che si corra. Bisogna mettere fine a queste azioni che non si possono legittimare. Tutti dobbiamo rispettare le regole del gioco. Noi dobbiamo lavorare per arrivare a Madrid. Non abbiamo nessun piano B”.

Il video integrale della conferenza stampa di Javier Guillen 

La 16a tappa e la protesta Propal 

Il video della protesta al traguardo della 16a tappa (Ainara Hernando/Ciclismo a fondo)

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