«Dov’eravamo rimasti?». Forza Italia apre la prima sede a Legnano. Con vista sulle elezioni

Legnano ForzaItalia centrodestra inaugurazione
Da sinistra: Nicola Mucci, Marco Reguzzoni, Cristina Rossello, Graziano Musella, Francesco D'Alessandro e Letterio Munafò

LEGNANO – «Dove eravamo rimasti?…». La voce rotta dall’emozione, l’ex sindaco di Legnano Maurizio Cozzi è intervenuto oggi, sabato 13 settembre, all’inaugurazione della sede cittadina di Forza Italia, con poche parole: quanto è bastato per riconoscere «la lealtà» del suo partito anche nella bufera giudiziaria che lo travolse nel 2019 e farsi tributare un lungo, caloroso applauso dai presenti, tutti in piedi, al grido di «bentornato Maurizio». Assieme a lui, l’ex sindaco Gianbattista Fratus, di cui Cozzi era allora vice, e l’ex assessore Chiara Lazzarini, col primo a ribadire «la tristezza per quello che è passato, e che ci vede ancora coinvolti. Ho fatto soffrire troppo la mia famiglia – ha detto il leghista Fratus – ci sono, ma dopo questo calvario non voglio più essere coinvolto politicamente. Stavamo cambiando la città, poi la sinistra è arrivata per combinazione, ma ha gestito male la valanga di soldi che sono arrivati. Legnano merita molto di più».

Il segretario D’Alessandro: «Ripartiamo»

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Il centrodestra ha aperto di fatto la campagna elettorale col taglio del nastro della prima sede in città, in corso Garibaldi 94 (nelle foto). Due stanze al piano superiore di una vecchia casa di corte ristrutturata nel cuore di Legnano, con vista materiale sul fianco della chiesa di San Domenico e virtuale sulle prossime elezioni, comunali e, se ci saranno, suppletive nel caso in cui la deputata Laura Ravetto lascerà lo scranno alla Camera per entrare nel cda di Arera, ruolo incompatibile con quello di parlamentare. Una gigantografia di Berlusconi all’ingresso e quasi cento tesserati prima ancora di iniziare la campagna di tesseramento, la sezione sarà aperta ogni martedì e organizzerà fra l’altro un percorso di formazione politica per i giovani.

«Da qui ripartiamo – ha esordito il neo segretario della sezione cittadina Francesco D’Alessandro – In realtà non è tanto una ripartenza, ma seguire un percorso già disegnato dal nostro presidente e che non dobbiamo perdere di vista. I nostri valori sono la libertà e l’eguaglianza che tenga conto del merito delle persone: solo così si può migliorare a livello cittadino, provinciale, regionale e nazionale. All’inizio pochi credevano a questo percorso, abbiamo ricevuto tante critiche, per noi sono complimenti e una marcia in più per riprendere il progetto che era stato abbandonato. L’apertura di una sede, che era uno dei primi nostri obiettivi, non è solo simbolica perché è qui che si ha il confronto ed è da questo che si può migliorare. Sono contento della presenza dei nostri alleati del centrodestra».

Munafò: «Per prima cosa, cancelleremo le ciclabili»

In platea c’erano, citiamo in ordine sparso, Francesco Toia della lista civica Toia Sindaco, Francesco Terreni e Maira Cacucci di Fdi, Daniela Laffusa (Lega), Daniele Berti (ex M5s e ora fondatore della lista “Legnanovax”), il presidente del Legnano Calcio Sergio Zoppi, l’ex presidente del consiglio comunale Paolo Campiglio ma non l’ex commissario cittadino di Fi Roberta Paparatto.

Tanti gli intervenuti, a cominciare da Letterio “Lillo” Munafò, attuale capogruppo e unico rappresentante del partito nel consiglio comunale cittadino, accompagnato dal figlio Giovanni e dalle giovani nipoti. «Nell’ultimo periodo vedevo il partito andare allo sfascio –  ha detto Munafò senior –  oggi mi vedo fra tanti di altri partiti e liste civiche. Ho preso il partito sulle spalle a 75 anni fino a oggi, oggi il centrodestra è unito per dare a Legnano ben altra amministrazione. Dobbiamo dialogare con la gente e interessarci dalle persone fragili al lavoro, dalla famiglia alla scuola. A Legnano questo è stato fatto poco e male, spendendo risorse economiche per cose banali e non per quelle essenziali. Qui, come a Milano, stanno rovinando la città con le piste ciclabili: la prima cosa che faremo sarà una delibera per cancellarle. Puntiamo a governare la città per i prossimi venti anni, quindi anche per chi verrà dopo di noi».

«Questa città è del centrodestra»

Per il segretario provinciale e sindaco di Assago Graziano Musella, «bisogna rimettere Legnano al centro del dibattito politico e riconquistare un comune che nell’humus elettorale è nostro. In provincia di Milano superiamo abbondantemente il 10% e questo è un buon auspicio. Sono abbastanza ottimista per un cambio di bandiera qui, ma il pensiero va anche a Milano dove Sala, che fa fatica a governare la città e ha fatto tanti disastri da tutte le parti, si è dimenticato di governare l’area metropolitana. I civici contano, ma abbiamo bisogno di un politico che abbia un’idea di sviluppo dell’area metropolitana, come avvenne con la Moratti che l’ha fatta rifiorire a partire dall’Expo».

Fra gli altri intervenuti, il responsabile organizzativo regionale di Forza Italia Marco Reguzzoni («Legnano merita un sindaco di centrodestra, le cose belle fatte negli ultimi anni sono tutte del centrodestra»), la deputata Cristina Rossello («abbiamo una batteria di sindaci di qualità, formati da Forza Italia e con una rete di collegamento che parte dai giovani e arriva agli anziani operando su tutte le categorie e i generi»), l’ex sindaco di Gallarate Nicola Mucci («fare il sindaco è un Impegno gravoso, di cui qualcuno qui porta ancora le cicatrici»), il vice coordinatore regionale Massimo Colombo («sono convinto che vedremo grandi risultati») mentre l’assessore regionale Gianluca Comazzi ha sollecitato una modifica della legge elettorale «perché i ballottaggi non rispecchiano la reale volontà dei cittadini. Sala a Milano è stato eletto con il 25% e a Legnano il centrodestra era in vantaggio di 10 punti al primo turno. Sono convinto che qui Forza Italia possa diventare tra pochi mesi il primo partito del centrodestra».

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