Omicidio Limido, Manfrinati shock: «Quei cani schifosi bastardi pagheranno caro»

VARESE – «Pagheranno caro, pagheranno tutto quei cani schifosi bastardi che mi hanno impedito di vedere mio figlio». Le parole sono di Marco Manfrinati, a processo davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Varese per l’omicidio dell’ex suocero Fabio Limido e il tentato omicidio dell’ex moglie Lavinia, consumatisi il 6 maggio 2024 in via Menotti a Varese. A riportarle oggi, venerdì 19 settembre, in aula sono state la psicologa e l’assistente sociale che seguono il figlio minore della coppia.

Pagheranno tutto

Ad impressionare è la data in cui la frase è stata pronunciata, il 26 giugno 2025, oltre un anno dopo i fatti. Lavinia Limido aveva spiegato il fatto nel corso del drammatico esame reso giovedì scorso «Manfrinati ancora serba rancore verso di me e verso lamia famiglia», mentre al termine dell’udienza aveva riassunto tutta la sua paura: «Se uscirà ci ucciderà tutti».

Il rancore dopo il sangue

Oggi le due testi hanno confermato la circostanza. Manfrinati pronunciò le parole con «tono minaccioso» nel corso di un incontro per relazionarlo sulle condizioni del figlio. Figlio al quale è stato diagnosticato un disturbo da stress post traumatico. L’imputato nel corso della seduta ha chiesto solo se il figlio lo ricordava e, dopo aver pronunciato la parola trauma, lo imputò alla famiglia della moglie che gli avrebbe impedito di vedere il bambino.

Omicidio via Menotti a Varese, Lavinia Limido: «Se Manfrinati esce ci uccide tutti»

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