OLGIATE OLONA – Non solo il polo logistico. Sull’area ex Montedison, compresa tra via Roma e Via Morelli, è previsto anche un edificio commerciale di 2.496 metri quadrati. In altre parole: un nuovo supermercato, oppure un negozio di ampie dimensioni, che è previsto all’angolo tra le vie Morelli e Marzabotto. A meno di duecento metri dall’Eurospin e nemmeno troppo lontano dal nuovo MD che sorgerà a Castellanza all’incrocio tra le vie Lombardia e Piave, appena attraversato il vecchio sedime ferroviario. Se poi allunghiamo lo sguardo su Busto, sempre seguendo l’asta del Sempione, all’incrocio con via Tasso, proprio di fronte ad Action, sorgerà l’ennesimo supermercato.
Eppure, questo quadro urbanistico futuro viene narrato da Villa Gonzaga come il minore dei mali. Tanto che, dopo il primo comunicato diramato dall’amministrazione a firma del sindaco Gianni Montano, oggi – giovedì 25 settembre – ne è stato recapitato un secondo nelle redazioni dei quotidiani locali. Nota stampa in cui non si dice nulla di nuovo rispetto al precedente, ma si motivano in maniera più dettagliata le ragioni – ma anche le riduzioni di volumetrie rispetto all’originale progetto – che hanno portato l’amministrazione Montano a fare «una scelta non semplice – questo si legge in sintesi – e comunque una scelta che altri non hanno fatto». Ma andiamo con ordine. Partendo da quanto scrive il sindaco Montano nella nota.
Le ragioni di Villa Gonzaga: salute e sviluppo sostenibile
L’Amministrazione comunale, avendo competenza, ha valutato attentamente la necessità e l’opportunità di dare nuova vita a quest’area, ponendo come priorità la tutela della salute dei cittadini e lo sviluppo sostenibile. L’intervento prevede infrastrutture moderne e soluzioni innovative per la mobilità, con ricadute positive per l’intera comunità. La riconversione dell’ex sito industriale, unita alla rigenerazione ambientale e alla creazione di opportunità occupazionali, rappresenta una scelta responsabile e una visione concreta per il futuro del territorio. Tutto ciò nel rispetto dei diritti della proprietà privata e delle previsioni del piano governo del territorio.
I punti chiave del Piano Attuativo Ex-Montedison
Rispetto al primo Piano Attuativo del 2014, successivamente rivisto fino al 2017, la superficie edificabile è stata ridotta da 67.000 m² a 38.500 m². Lasciare quest’area al degrado, come fabbrica chimica abbandonata, avrebbe rappresentato un disastro ambientale e sociale. Abbiamo quindi intrapreso scelte difficili ma necessarie, decisioni che in passato nessuno ha avuto il coraggio di affrontare, ben consapevoli di andare incontro a perplessità e preoccupazioni di tutti, a partire dalle nostre, fino a quando non andrà in funzione la nuova attività.
La bonifica
È un punto indiscutibile: l’arrivo del Polo Logistico ha comportato la bonifica dell’area.
Sulla Viabilità: Verranno realizzate due nuove rotatorie: una in corrispondenza di via Roma (fronte via Marzabotto) e una su via Morelli. A breve partiranno i lavori per le piste ciclopedonali lungo via Roma, via Unità d’Italia e via Morelli, a completamento della rete esistente. Su richiesta del Comune di Castellanza, verranno installati “portali” per impedire il transito del traffico pesante in centro città, oltre a una nuova rotatoria a Castellanza per agevolare il deflusso dei mezzi.
Quel che dice Villa Gonzaga
Sul tema Ambiente ed energia:Verranno piantumati nuovi alberi, contribuendo alla rigenerazione ambientale dell’area. Tutte le coperture dei capannoni ospiteranno pannelli fotovoltaici. È prevista inoltre la possibilità di adesione alla Comunità Energetica Rinnovabile (CER), per condividere con il territorio i benefici dell’energia prodotta.
Sul traffico e monitoraggio viabilità: in conferenza di servizio alla presenza di tutti gli enti istituzionali si è ottenuto di avere, un monitoraggio costante sulla attività di logistica per i prossimi tre anni in modo da apportare eventuali correzioni. Secondo gli studi viabilistici attuali, i camion in transito saranno circa 1-2 l’ora. Il flusso di traffico sarà monitorato per 3 anni e, se necessario, verranno adottati correttivi.
Sui controlli e le garanzie:tutti i progetti sono stati valutati e approvati da tutti gli organi competenti. È stata introdotta una destinazione d’uso più restrittiva: non sarà più possibile insediare attività inquinanti. Verranno smantellate e spostate le attività chimiche attualmente presenti (ad eccezione di Perstorp, per ora), a tutela della salute pubblica. Sarà garantita la continuità delle barriere idrauliche per la bonifica della falda, con i relativi costi (che ammontano a centinaia di migliaia di euro annui) a carico del privato.
Le ricadute economiche e sociali: il comune incasserà oneri per quasi 2 milioni di euro. In più sono previsti investimenti sul territorio in opere di urbanizzazione pari a 800.000 euro su Olgiate Olona e 250.000 euro su Castellanza. Verranno creati nuovi posti di lavoro, con effetti positivi sull’economia locale.
Quel che non dice Villa Gonzaga
Nel comunicato si legge che “Rispetto al primo Piano Attuativo del 2014, successivamente rivisto fino al 2017, la superficie edificabile è stata ridotta da 67.000 m² a 38.500 m²”. Vero. Però precisiamo che quando è stato approvato il piano attuativo c’era la giunta Montano, ma di centrodestra (il 2014 è stato l’anno del ribaltone ndr). E la riduzione delle volumetrie sono state fatte su piani sempre redatti e approvati dalle successive giunte Montano.
Nel comunicato si parla in maniera generica di nuove piantumazioni di alberi. Ma sarebbe interessante conoscere anche quanti alberi sono stati abbattuti, soprattutto lungo via Marzabotto, e quali specie sono state tagliate e l’età di queste piante di dimensione monumentale.
Villa Gonzaga insiste sulla teoria della sostenibilità del traffico, sulla basa di studi ingegneristici. Lo studio parla di 1 o 2 camion all’ora, quindi dovrebbe anche spiegare chi cronometrerà i passaggi dei mezzi pesanti ogni 60 minuti per far rispettare le previsioni. Oltre a specificare in maniera dettagliata quante baie sono previste al polo logistico. Dai disegni progettuali il numero esatto non è chiarissimo. E in ogni caso i numeri relativi al flusso viabilistico in entrata e in uscita di mezzi e auto (di dipendenti o visitatori) è notevole. Tutto questo in considerazione che il traffico prodotto dal Polo Logistico, tanto o poco che sarà, inciderà su assi viari già al collasso.
Pagano sempre i cittadini
Un’ultima considerazione. L’area interessata per decenni ha ospitato un polo chimico che da un lato ha garantito lavoro e sviluppo, dall’altro ha inciso negativamente sulla qualità dell’aria e sulla salubrità del terreno. Anche dopo la dismissione del polo chimico.
Alcune aziende che hanno continuato a operare, infatti, sono state al centro dell’annosa questione delle puzze che hanno ammorbato l’area della zona tra Castellanza, Olgiate Olona e Busto. Insomma, stiamo parlando di una fetta di cittadini che di fatto ha subito per anni questa situazione. Ai quali ora viene prospettata una rivoluzione ecologica, che non è detto che sia tale. Poi, d’accordo, arrivano piste ciclopedonali, nuove infrastrutture viabilistiche, posti auto, fotovoltaici ecc. ecc. Ma se tutto questo fosse davvero green, per quale motivo Castellanza ha imposto portali di monitoraggio del traffico pesante per impedire il passaggio dei mezzi – in arrivo e uscita dal polo logistico – sul proprio territorio?
E infine, un ultimo spunto di riflessione. Se si utilizzano i sistemi di calcolo dei professionisti e si moltiplicano le aree destinate a stoccaggio della merce per l’altezza dei capannoni del Polo logistico, si ottiene una capacità di ricezione merci pari a quasi 500 mila metri cubi. Merce che entra e poi esce. Insomma, per quanto si tende a indorare la pillola, alla fine di tutto, gli olgiatesi e i castellanzesi dovranno ingoiarla.
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