Primi giovani Neet “riattivati” a Legnano grazie al progetto X-Factory del Comune

legnano giovani neet xfactory

LEGNANO – Ottanta giovani Neet hanno trovato modo di socializzare, avviarsi al lavoro ma, soprattutto, hanno ritrovato fiducia in se stessi fino a darsi nuovi obiettivi nella vita. Sono quelli coinvolti nel primo anno di attività (dall’agosto 2024 a quello passato) del progetto X-Factory per l’“aggancio” e la riattivazione dei giovani dai 14 ai 35 anni che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano realizzato dal Comune di Legnano con nove partner istituzionali, sociali e culturali del territorio. I risultati sono stati presentati oggi, giovedì 25 settembre, alla Biblioteca del quartiere Canazza (nella foto, con lo striscione realizzato dai ragazzi con citazioni sul futuro tratte da canzoni) negli stessi giorno e luogo in cui alcuni dei giovani dialogheranno con Elena Marta, docente di psicologia sociale e di psicologia di comunità all’Università Cattolica di Milano, autrice di una ricerca sugli stili di vita e i comportamenti a rischio degli adolescenti realizzata dal centro “Semi di Melo”.

Ricerca su relazioni e comportamenti

Dall’indagine, condotta da dicembre 2024 a febbraio 2025 su quasi 2.500 studenti degli istituti superiori della città, sono emerse fra le attività preferite ascoltare musica, uscire con gli amici e navigare su internet e una preferenza, fra i ragazzi, per centri sportivi e videogiochi e, fra le ragazze, per i centri commerciali. L’uso della tecnologia e dei social è pervasivo con una forte preferenza per Instagram e Tik Tok; il 47% ha incontrato dal vivo persone conosciute on line. L’indagine ha inoltre rilevato un’elevata presenza di comportamenti a rischio: il 60% del campione ha provato il gioco d’azzardo, in particolare gratta e vinci, il 60,5% ha fatto uso di alcolici, il 33% ha fumato sigarette e il 13% ha sperimentato l’uso di sostanze derivate dalla cannabis.

Per quanto riguarda le relazioni e il supporto nei momenti di bisogno, il 54% degli studenti ha dichiarato di aver subìto episodi di bullismo, la maggioranza si sente in grado di affrontare da sé i problemi quotidiani e, in caso di difficoltà, il 77% si rivolge agli amici; i professori sono le figure adulte con le quali si confidano meno, mentre amici e genitori sono considerati i più influenti nella prevenzione dei comportamenti a rischio.

Bragato: «Buoni risultati da iniziativa inedita»

Degli 80 giovani “intercettati” con X-Factory, 17 hanno seguito percorsi personalizzati per l’avviamento al lavoro. «Risultati significativi e superiori alle attese, pur in tempo molto breve – commenta l’assessore alle politiche giovanili Guido Bragato – per un progetto fuori dell’ordinario che riguarda un mondo difficile e trasversale, nel senso che investe ambiti e quindi uffici ed enti diversi. Senza contare quelle famiglie che hanno ostacolato la partecipazione dei ragazzi, rendendo evidente che è fondamentale lavorare anche sulla rete degli adulti».

Degli 80 Neet presi in carico, 34 sono ragazzi e 46 ragazze, 53 italiani e 27 di origine straniera. Trenta rientrano nella fascia d’età 15- 18 anni, 35 nella fascia 19-26 e 15 hanno un’età compresa tra i 27 e i 34 anni. Una cinquantina di loro ha abbandonato i percorsi di studio dopo aver conseguito la licenza media, una ventina ha conseguito un diploma di scuola secondaria di secondo grado, uno ha conseguito la laurea, una quindicina sono stranieri che seguono il corso di lingua italiana al Centro provinciale istruzione adulti.

Come osservato da Selene Buia, coordinatrice di X-Factory e responsabile del servizio Biblioteca, giovani e luoghi di comunità del Comune di Legnano, «è stato un progetto breve ma denso di contenuti e attività. Abbiamo lavorato su più livelli e con due obbiettivi: creare per la prima volta una base di lavoro comune con i partner e uscire dalla cerchia dei nostri uffici per frequentare luoghi di aggregazione giovanili ed eventi, come concerti, oltre a un volantinaggio a tappeto per promuovere l’iniziativa fra i potenziali destinatari».

Percorsi individuali su più direttrici

I dati dell’indagine citati sono stati illustrati da don Alessandro Viganò, sacerdote nelle parrocchie dell’Oltresempione, che ha aggiunto come l’82% dei Neet legnanesi vive con i genitori mentre un quinto è stato bocciato a scuola almeno una volta, per poi lanciare un appello: «Servono più giovani come catechisti, educatori o che aiutino gli adolescenti nel doposcuola». È toccato infine a Elisa Casini, educatrice della cooperativa sociale Albatros, spiegare nel dettaglio i tre filoni di attività seguiti per riattivare i giovani intercettati: percorsi motivazionali (ascolto, counseling individuale e di gruppo, progettazione personalizzata); percorsi di formazione e accompagnamento professionale personalizzati, con l’attribuzione di un voucher di 500 euro e tirocini al Ciofs per la parte teorica e in aziende o enti convenzionati per la parte pratica; percorsi di coinvolgimento e riattivazione socio-culturale in attività ed eventi organizzati dalla Biblioteca e nella costituzione di un’associazione culturale giovanile, Echo Aps, che si impegnerà, a sua volta, a diventare “antenna” sul territorio per intercettare e agganciare altri giovani Neet.

«Per farlo – ha aggiunto Casini – servono ascolto e poi accoglienza, con percorsi individuali: quindi un percorso lungo per questi giovani che magari da molto tempo non fanno più nulla dopo aver finito gli studi, sono in fase di stallo, hanno voglia di fare altro ma non ci riescono. Ce ne sono anche di attivi e impegnati nel volontariato o nello sport, ma che avvertono frustrazione nel cercare di capire chi sono e che cosa vogliono. Incrociare interessi e bisogni con quello che offre il mondo “fuori” dalla comfort zone in cui si sono isolati non è sempre facile. Le ragazze spesso si dedicano alla cura di altri familiari o sono giovani mamme, c’è un target di ragazzini stranieri che hanno meno conoscenza delle possibilità che offre il territorio, come i loro genitori, poi ragazzi con famiglie tradizionali e genitori che lavorano e che rifiutano un modello di futuro lavorativo fatto di tirocini, precarietà, lavori sottopagati. Genitori, insegnanti, allenatori, educatori hanno ragionato insieme alle loro famiglie che chiedono come aiutare i figli, immobili anche dal punto di vista sociale o attivi ma che faticano a costruire un proprio progetto di vita».

Se da un lato i soggetti coinvolti nella rete proseguiranno la propria attività, la prosecuzione del progetto – a cui continuano a rivolgersi altri genitori e ragazzi – è legata ai finanziamenti. Nel primo anno il Comune ha partecipato a un bando di Anci ottenendo un finanziamento di 118.500 euro, cui ne ha aggiunti 30.875. «In forza di questa esperienza – ha concluso Bragato – siamo pronti a candidarci ad altri bandi per le politiche giovanili con la consapevolezza di avere acquisito la capacità non certo di risolvere, ma almeno di affrontare un problema che sembrava inscalfibile».

Pronto il museo dei bambini di Legnano costato 5 milioni. Un partner per gestirlo

legnano giovani neet xfactory – MALPENSA24
Visited 205 times, 1 visit(s) today