MIASINO – Questa mattina sopralluogo della commissione legalità del Consiglio Regionale del Piemonte con l’assessore al patrimonio Gianluca Vignale a Miasino, sulle alture del lago d’Orta dove si trova lo storico edificio, una grande villa, Villa Solaroli, circondata da un parco e nota come “Il Castello”.
Un luogo simbolico: fu confiscato al boss della camorra, Pasquale Galasso, nel 2009. Poi con una serie di percorsi tortuosi e poco trasparenti, tornò sotto il controllo di una società della moglie del boss che qui organizzava matrimoni e ricevimenti. Solo nel 2015 l’Agenzia Nazionale, forte delle nuove disposizioni di legge in materia, lo ha nuovamente confiscato e poi ceduto alla Regione che da anni ne sta curando il restauro.
Nonostante un investimento milionario la fine lavori continua a slittare.
Il sopralluogo di questa mattina I lavori di ristrutturazione continueranno e il bene verrà reso fruibile ed utilizzabile. La stima fatta nel corso del sopralluogo è per una fine del cantiere entro il 2026. Per accelerare i tempi, a metà del 2026 saranno avviate le procedure di gara per l’affidamento ad un soggetto gestore, in modo tale che a conclusione lavori ci sia già una realtà capace di gestire le molte attività che questa struttura potrà ospitare.
Il Castello, infatti, diverrà un centro ricettivo, di ristorazione, ma anche capace di accogliere mostre, eventi e convegni. Le potenzialità del luogo, unitamente alla sua sostenibilità economica, ne faranno un centro di riferimento sotto il punto di vista sociale della comunità e del territorio. I lavori di ristrutturazione, infine, permetteranno di restituire un bene non solo adeguato, ma anche con spazi rinnovati rispetto allo stato in cui la Regione lo ha ricevuto con un salone per i convegni, impianti completamente rinnovati e l’ascensore che ne consentirà un utilizzo completo anche a persone con difficoltà motorie.
“Il castello – ha commentato l’assessore Vignale – nei suoi diversi livelli e nel suo splendido parco potrà ospitare attività convegnistica e artistica, di ristorazione e ricettività. Questo mix consentirà al terzo settore di proporre attività che avranno una ricaduta sociale sul territorio, ma anche una sostenibilità economica nella gestione.”
“Noi eravamo qui – ha aggiunto il presidente della commissione legalità, il consigliere novarese del Pd Domenico Rossi – per spingere ad accelerare il più possibile i tempi per il recupero e il riutilizzo sociale del Castello di Miasino. Il messaggio deve essere chiaro: non arretreremo di un passo fino a quando il bene non sarà restituito alla collettività. Un impegno la Regione si è presa e che condividiamo con gli enti locali e tutte le associazioni che in questi anni si sono occupate di questo bene: faremo in modo venga rispettato”.
“La buona notizia che abbiamo avuto – ha concluso Rossi – pur cambiando in corsa la ditta incaricata è positivo che non si interromperanno i lavori per la parte strutturale e l’impiantistica”.
Ettore Colli Vignarelli
