Nessuna diffamazione all’ex sindaco Rivolta, prosciolto Malpensa24

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Danilo Rivolta

LONATE POZZOLO – Diffamazione a mezzo stampa? Per Susanna Molteni, pubblico ministero di Busto Arsizio non è così, tanto che ha chiesto l’archiviazione della querela, presentata dall’ex sindaco di Lonate Pozzolo, Danilo Rivolta, contro Malpensa24, al Gip Veronica Giacoia, che ha accolto la domanda. Di più, il Gip ha dichiarato l’inammissibilità dell’opposizione all’archiviazione proposta dall’avvocato Felice Brusatori per conto di Rivolta. Decisioni, queste della magistratura bustese, che tutelano la libertà di stampa e i tentativi di vanificarla anche rispetto a fatti inoppugnabili o, comunque, ampiamente verificati. Le ragioni di Malpensa24 sono state sostenute dall’avvocato Fabio Manfrè.

L’ipotizzata diffamazione contestata dall’ex primo cittadino lonatese riguarda un articolo dell’aprile 2023, a firma della giornalista Simona Carnaghi, nel quale si faceva riferimento all’arresto dello stesso sindaco nel 2017, coinvolto in inchieste giudiziarie di rilevanza nazionale. Vicenda che “avrebbe scoperchiato una presunta commistione tra gli allora amministratori del centrodestra e gli uomini vicini alla locale cosca…”. Rivolta patteggiò la pena per i reati di tentata concussione, abuso d’ufficio e corruzione, ma fu assolto, in un altro procedimento, dall’accusa di voto di scambio. Simona Carnaghi scrisse che la sentenza di assoluzione scaturì da un “cavillo temporale” (era cambiata la legge in proposito), e che, per la verità, fu lo stesso ex sindaco a rivelare a una precedente trasmissione televisiva  (Report) di aver effettivamente “stretto il patto con il diavolo”.

Scrive la pm Molteni nella richiesta di archiviazione: “E’ pur vero che nell’articolo (…) le informazioni sono rese in modo sintetico e utilizzando (…) un linguaggio non strettamente giuridico; tuttavia deve considerarsi che esse, attinte da fonti attendibili (…) rispettano i limiti di verità, continenza e pertinenza. E’ poi presente il dato fondamentale dell’assoluzione di Rivolta in relazione al voto di scambio a lui contestato”.

Per quanto riguarda l’opposizione all’archiviazione, rigettata dal Gip, il giudice osserva tra l’altro che la dichiarazione di inammissibilità è motivata dal fatto che nella richiesta “non viene indicato l’oggetto dell’investigazione suppletiva e i relativi elementi di prova, previsti dalla norma a pena dell’inammisibilità e risultando l’infondatezza della notizia di reato”.  In conclusione, Simona Carnaghi ha svolto con giudizio il suo lavoro di giornalista, senza diffamare alcuno essendo rimasta nel perimetro della verità dei fatti.

Ripubblichiamo il video dell’intervista rilasciata da Rivolta a Report:

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